Billy Budd, foretopman

Billy Budd, foretopman

La mia storia con Billy Budd è iniziata tre anni fa, un freddo pomeriggio autunnale con le foglie già rosse e ancora un po’ di sole.
Durante il corso di filosofia morale (quell’anno verteva sui "sentimenti morali") la prof ci consigliò di leggerlo: così lo comprai e lo iniziai. Un giorno lo stavo leggiucchiando durante il quarto d’ora accademico quando mi si parò davanti uno che conoscevo di vista e mi disse incredulo: "Oh, ma tu leggi davvero quello che consiglia la prof!?!" sottinteso: Stai male!!.
Non solo iniziai a pensare che la filosofia accademica a Milano non avesse alcun futuro, ma ho continuato a ricominciare e riinterrompere Billy Budd finché, volendo leggere altro Melville, mi sono decisa a finirlo. Dopotutto è breve, ed è anche bellissimo.

Billy Budd, soprannominato il Bel Marinaio, viene imbarcato sull’Indomitable del Capitano Vere; si fa presto amare da tutto l’equipaggio per la sua avvenenza, la sua allegra spensieratezza e la sua innocenza, il suo candore.
L’unico a provare un insanabile odio per lui, per il suo bell’aspetto così come per la sua semplice ed immacolata moralità, è il maestro d’armi Claggart, che lo accusa malevolmente di cospirazione. Billy, incapace di protestare verbalmente e razionalmente, gli assesta un pugno che lo uccide sul colpo.
Si mette in moto la macchina della giustizia militare, che deve affrontare una contraddizione: pur mossa a pietà dall’innocenza morale di Billy, la corte marziale, dovendo applicare la legge, gli commina la condanna a morte e Billy viene impiccato ad un pennone.
Tuttavia il suo ricordo rimane vivo tra i compagni.

Quando Melville si è messo a scrivere Billy Budd, aveva in mente di raccontare cosa sarebbe capitato ad un uomo completamente buono che si fosse ritrovato nel mondo. Così Billy non ha radici, non ha storia, vive in un eterno presente scevro da preoccupazioni, la sua solarità gli scaturisce da un animo puro ed innocente («incontaminato dalla civiltà»). Il suo antagonista, Claggart, è del pari senza origini e senza storia ma è un uomo subdolo, che cova in sé la malevolenza dissimulandola e cercando di portarla a segno per vie traverse. Il Capitano Vere è l’unico in grado di apprezzare appieno questo contrasto, in virtù delle sue doti intellettuali e culturali, ma essendo un uomo del mondo ed un uomo di legge, sarà il più acceso sostenitore della necessità di condannare a morte di Billy.
Melville ha voluto mettere in scena lo scontro tra Bene e Male calato nella realtà umana: il Bene distrugge il Male ma, essendo incompatibile con la civiltà umana, che ha a che fare con la medietà, ne viene distrutto a propria volta.
La bontà di Billy così come la malvagità di Claggart possiedono una purezza eccessiva, inumana (angelica, demoniaca?).

Come che sia, secondo me è l’ennesia conferma che gli americani, quando raccontano qualcosa, finiscono per raccontare sempre la lotta tra il Bene ed il Male; che l’immaginario americano sia incastrato dentro la Bibbia, come se ne fosse ossessionato.

Autore: Herman MELVILLE
Editore: Einaudi 2001   (Edizione originale: 1924)  251 pgg
Traduttore: Enzo Giachino
ISBN: 88-06159887

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5 thoughts on “Billy Budd, foretopman

  1. Billy Budd sono io.

    Ma ti assicuro che non mi sento incastrata dentro la Bibbia.

    E’ la Bibbia che mi riconcorre vestendo i panni dell Fil. Medievale.

    L.H.

    p.s. devi assolutamente venire da me a leggere cos’ho scritto su ieri sera (non ho potuto resistere)

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