Il castello bianco

Il castello bianco

Un altro romanzo dul Doppio. Davvero, ha dell’incredibile quanti me ne capitino in mano e non sempre me li sono andata a cercare.

Quella narrata da Il castello bianco è la storia della convivenza, nella Istanbul seicentesca, di uno scienziato italiano e dello scienziato turco che, comprandolo come schiavo, gli ha salvato la vita.
L’intenzione del turco, che per tutto il libro viene chiamato solamente con l’appellativo di Maestro, è di apprendere tutte le conoscenze dell’italiano prima di lasciarlo libero. Il rapporto tra i due però è da subito complesso, per via del carattere burbero del Maestro, ma soprattutto perché, presto esaurito l’esame delle conoscenze scientifiche, ciò che cattura il Maestro è il labirinto della mente, ed il mistero di ciò che rende diversi «noi» e «loro» – ovvero orientali (turchi, musulmani) ed occidentali (europei, cristiani).

Questa continua tensione alimenta il rapporto tra il Maestro e lo scienziato italiano, legati anche da una straordinaria somiglianza fisica che ossessiona l’italiano, utrbato anche dall’apparente noncuranza del Maestro.

I due continuano a scambiarsi idee, ricordi, impressioni, fino a scambiarsi le rispettive identità, fino a non saper più dire con certezza chi fosse lo schiavo e chi fosse il Maestro.

Autore: Orhan PAMUK
Editore: Einaudi 2006, che ristampa un’edizione Frassinelli del 1992 intitolata “Roccalba” (Edizione originale: 1979) 178 pgg
Traduttore: Giampiero Bellingeri
Titolo originale: Beyaz kale
ISBN: 88-06-18375-3

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