Bleak House

Bleak House

Ooooh, l’ultimo romanzo che ho letto. Bello. Ma sopratutto, il mio primo Dickens. Ovvero, il primo che sia riuscita a finire.
Io ed il Signor D. abbiamo avuto un non-rapporto durato anni. Iniziavo un libro e dopo un centinaio di pagine dovevo metterlo giù perché era noioso (Il circolo Pickwick) o perché detestavo i personaggi (Great expectations). Così mi sono detta: prima di dirgli addio, concediamogli un’altra chance.
Ho cercato Bleak House e per invogliarmi a leggerlo, in contemporanea ho cercato la serie tv della BBC.
Una scelta azzeccata: l’ho guardata tutta d’un fiato (insomma più o meno, sono pur sempre dodici puntate) ed ho letto il libro tutto d’un fiato (anche qua, tenendo conto che è un libro di mille pagine). Uao.

Il cardine della storia, da cui si dipartono rivoli di altre vicende, è una causa interminabile, Jarndyce & Jarndyce, che deve dirimere la spartizione di una sostanziosa eredità ma va avanti infruttuosamente da generazioni.
Di fatto, una greppia per gli avvocati londinesi che hanno tutto l’interesse a non farla terminare mai.
I protagonisti hanno tutti in vario modo a che fare con la causa: Mr. Jarndyce ha ereditato Bleak House dallo zio Tom Jarndyce, suicidatosi per la disperazione che la causa non vedesse mai una fine; l’avvocato Tulkinghorn attraverso un documento della causa scopre un segreto che Lady Dedlock ha tenuto nascosto per diciannove anni; Richard Carstone ne rimane ossessionato e finisce per consumarsi nell’illusione di concluderla e trascinando nella propria rovina la cugina e innamorata Ada Clare; mentre Esther Summerson, che è anche una delle voci narranti, attraverso tutte queste storie cerca di raccogliere e riunire i fili che possono svelare il mistero delle sue origini.
Insomma, mi sono appassionata 😀

Dickens non è quel che si direbbe un genio del tipo fulmineo, ispirato; era un uomo di genio che praticava talentuosamente il mestiere di scrittore (non che per questo meriti meno stima). Volendo i suoi libri si possono smontare, decostruire, per individuare tutti gli espedienti che usa (tipo la suspance). Era un artigiano di romanzi che sapeva usare (ed usava) tutti i ferri del mestiere.
Bello. Mi piace.

Vediamo se sarà in grado di superare la prova decisiva del secondo romanzo.
Quale scegliere? Our mutual friend, David Copperfield o The Old Curiosity Shop? Si accettano suggerimenti…

Autore: Charles Dickens
Editore: Penguin   Anno: 2003 (Edizione originale: 1853)   1088 pgg
Traduzione del titolo: Casa Desolata
ISBN:9-780141439723

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One thought on “Bleak House

  1. Pingback: David Copperfield | Vacuo sognare

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