Il Castello di Otranto

Ero molto curiosa di leggere il romanzo capostipite di tutta la narrativa gotica.
Castelli, fantasmi, maledizioni e compagnia bella mi hanno appassinata sin da bambina per via dell’atmosfera da brivido che creano. Ho sempre pensato che non c’è niente di meglio, mentre fuori infuria un temporale, che starsene in casa a leggere un romanzo (meglio se tenebroso) al calduccio, magari davanti ad una bella tazza di té bollente.

La trama non è trascendentale: sul castello di Otranto e sul suo tirannico signore incombe una terrificante profezia; alla sua ombra si intrecciano i destini del dispotico principe Manfredi, di un cavaliere crociato, di un chierico dal passato misterioso e di un giovane dall’identità sconosciuta.

Strawberry Hill, la residenza di Horace Walpole a Twickenham, Londra
Strawberry Hill, la residenza di Horace Walpole a Twickenham, Londra

Bè, diciamocelo,  è un romanzo involontariamente umoristico. Per dirne una, i personaggi sono talmente piatti da diventare esilaranti. Dopotutto è del Settecento, bisogna essere indulgenti. E ci sono rimanzi gotici successivi scritti molto peggio.

Autore: Horace Walpole
Editore: Frassinelli   Anno: 1995 (Edizione orginale: 1764)  160 pgg
Traduttrice: Eva Kampmann
Titolo originale: The Castle of Otranto. A Gothic Story
ISBN: 88-7684-356-6

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