The tenant of Wildfell Hall

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Sono davvero felice di aver letto questo romanzo *stupendo* e sono felicissima di parlarne: cercherò di rendergli giustizia.
Vogio cercare di spiegare quello che mi ha trasmesso e perché mi ha tenuta incollata alle sue pagine per giorni (e notti).

Una delle ragioni per cui è meravigliosamente affascinante è la sua intessitura: The tenant of Wildfell Hall sono due libri in uno, due trame sviluppate l’una sull’altra.

La prima è ambientata in un villagio rurale dell’Inghilterra centro-settentrionale la cui società ristretta – pochi possidenti terrieri, benestanti ma non certo ricchi, e la famiglia del vicario – viene turbata dall’arrivo di una sconosciuta, Mrs Graham, la nuova inquilina di Wildfell Hall: una donna indipendente, con un figlio, poco socievole e con un passato ignoto, che suscita non poche chiacchiere.

La seconda è la storia del graduale fallimento di un matrimonio: divergenza di aspettative, sentimenti e principi portano ad un progressivo estraniamento tra i coniugi al punto di spingere Mrs. Huntingdon ad una risoluzione disperata.
Helen, una ragazza romantica e testarda, con poca esperienza del mondo e delle persone, crede di coronare il suo sogno d’amore sposando Arthur Huntingdon: la vita insieme si rivela però ben presto spiacevole e finisce per diventare un vero inferno mano a mano che Arthur sprofonda nell’alcolismo divenendo sempre più ostile, offensivo e violento.
A venticinque anni, Helen Huntingdon rinuncia ad ogni possibilità di amare e di essere amata. Fugge con il figlio e sceglie l’anonimato ed il mestiere di pittrice in uno sparuto villaggio rurale…

Questa seconda storia precede logicamente, ma nella narrazione segue la prima, tingendola di nuovi colori, dando un senso diverso a parole ed azioni di Mrs. Graham di cui si svela l’animo tenero raggelato dalle traversie e l’onnipresente paura: infatti la sua fuga non può durare per sempre…

Già a questo punto Anne Brontë mi avrebbe conquistata, ma la sua abilità straordinaria è quella di cogliere piccoli dettagli ed allo stesso tempo di scrutare in profondità nell’animo, riuscendo ad abbracciare con un’unico sguardo la complessità di un panorama interiore. In questo è un genio assoluto.
Anne era dotata di uno sguardo penetrante che, a differenza del 99,9% dell’umanità, era in grado di esercitare sulle cose che la colpivano personalmente. Il suo racconto dell’alcolismo di Arthur Huntingdon è puntuale, magistrale, e senza alcun dubbio ispirato dalla dipendenza del fratello di Anne, Branwell, di cui lei ed Emily si presero cura consumendosi piano e seguendolo nella tomba a pochi mesi di distanza.
Nonostante il dolore, Anne ruscì a gettare sull’autodistruzione del fratello che stava divorando anche lei (e lo sapeva bene) uno sguardo di analisi per scandagliare le scaturigini di quella tragedia: sono la debolezza caratteriale di Branwell, il suo egoismo e l’assunzione come principio di comportamento del principio di piacere.
Sono questi tre i tratti fondamentali anche del personaggio di Arthur Huntingdon. È totalmente incapace di empatia, di mettersi nei panni altrui; è ottuso ed arrogante, un personaggio davvero odioso e ripugnante di cui però riusciamo ad avere compassione proprio per i suoi limiti, perché al di là del suo comportamento dispotico e mortificante lo vediamo correre verso l’autoannientamento.

Tutti i personaggi sono fatti di carne e sangue, sono estremamente passionali e soffrono, godono, sperano, temono, sognano, si disperano ed esultano molto intensamente – può accadere che esprimano tutte queste loro emozioni misuratamente, ma al di sotto delle espressioni formali e dell’etichetta c’è un tumulto, un magma di passioni.
Questo li rende tutti affascinanti, anche se non tutti hanno lo stesso spazio ovviamente, e non tutti sono tratteggiati altrettanto bene.

The tenant of Wildfell Hall è quel che si dice un "romanzo forte". Il tema è difficile ed Anne Brontë lo affronta senza nascondersi, senza finta pietà e senza troppi moralismi.
Inoltre è scritto in un’ottima prosa, discorsiva ed omogenea piuttosto diversa da quella delle sorelle – il che non guasta.
Senza rivali il migliore dei romanzi delle sorelle Brontë.

Autrice: Anne BRONTË
Editore: Oxford University Press   Anno: 1998 (Edizione originale: 1848)   471 pgg
Traduzione del titolo: L’inquilina di Wildfell Hall
ISBN: 0-19-283462-2

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