Uova fatali

Uova fatali - www.liberonweb.it

La serietà ed un regime che fonda il proprio consenso su un’immagine efficientista non possono andare d’accordo.
Bulgakov è un maestro nel cogliere e descrivere in maniera vivida l’homo sovieticus, le declinazioni dell’umanità sotto un regime pervasivo, perlopiù ovattato ed ottuso.
Era un uomo capace di vedere il suo tempo attraverso la lente dell’ironia, e sarà stato soprattutto per questo che stava così tanto sullo stomaco all’establishment sovietico.

In questo breve racconto fantascientifico ambientato in un futuro prossimo (il 1928) prende di mira con dissimulata perfidia non solo la burocrazia – come riporta scrupolosamente la copertina (l’edizione che ho per le mani è un vecchi tascabile Bompiani degli anni ’80) – ossia, non solo e neanche in prevalenza gli apparati ufficiali, bensì quella schiera di baciapilein primis i giornalisti – che si premurano di essere più realisti del Re e più papisti del Papa.

Il professor Pérsikov, illustre studioso di rettili ed anfibi, scopre un raggio rosso che pare accelerare il metabolismo degli animali che vi sono esposti. La notizia della scoperta arriva alla stampa, che con la sua grancassa la fa risuonare, amplificata e distorta, per tutto il paese. La notizia non sfugge al signor Rokk, ex pifferaio e zelante collaboratore del regime, che pensa bene di utilizzare il raggio per ricostituire la popolazione avicola spazzata via da un’epidemia di aviaria. Ottenuto l’avallo ufficiale vengono dirottati su di lui i mezzi inizialmente destinati a Pérsikov per lo studio del misterioso raggio… senonché un disguido burocratico farà produrre una popolazione mostruosa,  precipitare il paese nel caos e cercare un capro espiatorio…

Bulgakov è un autore che amo molto, per vari motivi tutti ottimi.
Intanto ho amato tantissimo "Il maestro e Margherita": non so se la definizione di ‘capolavoro’ sia appropriata, certo è che mi è molto caro.
Poi scrive divinamente. Ha una capacità sbalorditiva di raccontare anche piccoli scatti, cose minute, che contribuiscono a costruire un grande affresco narrativo.
Infine ha un meraviglioso senso dell’ironia e del grottesco.

Autore: Michail Afanas’evič Bulgakov (Михаил Афанасьевич Булгаков)
Editore: Bompiani su licenza De Donato Anno: 1986 (Edizione originale: 1925) 120 pagg.
Titolo originale: Rokovye jaica (Роковые яйца)
Traduttrice: Maria Olsufieva

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