Merope IV

Torniamo di gran carriera ed assai volentieri a discorsi più frivoli. La letteratura ci ha abituati a storie tempestose di passioni che superano ogni barriera sociale… ciò che sedice e diverte di Merope IV è l’atmosfera di assoluta ordinarietà, quasi banalità, che vi si respira dentro.
La trama già vista e rivista, è la storia di un adulterio: Merope, annoiata e seducente signora dell’alta società lombarda, intreccia una relazione con Quattr’Asterischi (e qui già mi veniva da ridere a più non posso), sottufficiale del neonato esercito italiano di stanza in quelle lande in attesa di essere inviato al fronte (si combatte la Terza Guerra d’Indipendenza – tra l’altro, aggiungo questa nota di colore, si chiama così solo da noi: quando sono andata a studiare all’estero ho scoperto che si chiama Guerra Austro-Prussiana e che è generalmente ignorata la partecipazione del nostro Paese in quel conflitto… come dar loro torto, fu del tutto marginale, le prendemmo e basta!).
Romanzi - www.garzantilibri.it I tentativi di Quattr’Asterischi tuttavia vanno a vuoto, ed il Nostro è costretto a partire senza aver passato neanche una notte tra le braccia della sua bella.
I due rimangono legati da una promessa di rivedersi che però suona più come un pro forma: Quattr’Asterischi viene mandato in prima linea, ed i due non sanno nemmeno se si potranno mai rivedere.
È Merope a rompere inaspettatamente gli indugi comparendo misteriosamente al fianco di Quattr’Asterischi ferito in battaglia, curandolo anche quando l’esercito ha smobilitato ed, infine, una volta rimessosi in sesto (la salute prima di tutto!), passando una notte con lui.
Come finirà quest’avventura? Nel più normale dei modi. La passione dei due si affievolisce fino a trasformarsi in una durevole amicizia. Quattr’Asterischi medita il matrimonio, «fonte continua, incessante di dolori, d’inquietudini, d’emozioni», come rimedio alla noia che lo ha assalito dopo le emozioni della battaglia. Merope ritorna sotto al tetto coniugale e la sua rocambolesca fuga sarà giustificata come una villeggiatura a cui tutti, il marito in testa, fingono di credere.

«Gli affetti sono come l’acqua del mare, come la superficie terrestre; mutano faccia ogni giorno, si alterano, si modificano, si trasformane e transustanziano: di veramente immobile non c’è che la sterilità, il vuoto, il nulla.» (p. 211)
Perché con l’amore dovrebbe essere diverso? Per non soffrire troppo e perdere il senso della misura, conclude Imbriani, basta sapere che è destinato a finire anche quello.

Merope IV è davvero particolare perché è particolare la narrazione, che segue Quattr’Asterischi nei suoi vagabondaggi tra il salotto di Merope e le serate con i suoi commilitoni, ma anche nei suoi sogni, nelle sue visioni con un impressione finale di surrealtà, di leggerezza ed indistinzione tra fantasia e realtà.
Al fondo rimane lo spiritaccio irriverente di Imbriani, che commenta come una Natalia Aspesi ante litteram così la sua avventura:

«Non ci burliamo, amici, l’adulterio è una istituzione sociale né più né meno antica o rispettabile del matrimonio, e del pari necessaria; essi s’implicano a vicenda; e se uccidi l’uno, nuoci all’altro.» (p. 186)

Autore: Vittorio IMBRIANI
Editore: Serra e Riva Editori   Anno: 1984 (Edizione originale: 1867) 233 pagg.

Aggiungo i dati di un’edizione un po’ meno introvabile:
Titolo: I Romanzi   (insieme a Dio ne scampi dagli Orsenigo)
Editore: Garzanti   Anno: 2006  LXXII-549 pagg.
ISBN: 88-1136660-7

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