Io, il divo Nerone

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Dàndolos confeziona un tentativo non disprezzabile di biografia romanzata rendeno lo stesso Nerone la voce narrante che ci addentra nella dimensione della sua carica e delle sue aspirazioni, rivolte unicamente alla gloria artistica e del tutto indifferenti all’ideologia romana ed imperiale.
La chiave per comprendere la figura di Nerone sarebbe dunque questa: si considerava un poeta, aveva a cuore creazione ed interpretazione artistiche, e non aveva alcun interesse a governare.

Eh no, caro mio, mi sembra tutto troppo facile. La chiave di lettura del personaggio di Nerone, inscatolato in quell’unica mania ed insofferente del ruolo di imperatore mi sembra semplicistica. O forse era proprio intenzione dell’autore illustrare questo inscatolamento? La compressione di un uomo (in questo caso, di un cretino, perché il Nerone narrante è davvero squinternato) dentro ad un ruolo che non gli appartiene?

Se scrivere biografie è un mestiere difficile, quando si va a rimestare nel torbido della storia antica si fa difficilissimo. Solo dei grandissimi narratori possono riuscirci. Ho presente giganti come la Yourcenair o Camus, che hanno trasformato il racconto della vita di due imperatori in altrettante riflessioni paradigmatiche su "grandi temi" – la morte ed il potere.
L’alternativa è cercare di comprendere il personaggio storico, tentando di avvicinarsi ad esso documentandosi in maniera maniacale e senza azzardare ricostruzioni prive di fondamento – in tal caso non si scrive un romanzo però, ma un saggio.
Dàndolos non fa né l’una né l’altra cosa. L’editore presenta il suo romanzo come un "affresco storicamente documentato" (infatti in coda al romanzo c’è anche una bibliografia… il che mi sembra un controsenso: un romanzo è creazione e manipolazione, non deve citare le proprie fonti semplicemente perché sono irrilevanti! Il valore di un romanzo come opera è del tutto indifferente alle fonti che ha usato l’autore per documentarsi) ma trattandosi di un romanzo si tratta comunque di un’interpretazione personale altamente opinabile. Sempre il solito discorso di vero storico contro vero poetico, insomma.

A parte questo, il tono volutamente roboante si rivela piuttosto fluido e scorrevole e sono riuscita ad arrivare fino in fondo, cosa che all’inizio non credevo. Un romanzo sanza infamia e sanza lodo, direi. Non lo consiglio, non lo sconsiglio.

Autore: Stèfanos DÀNDOLOS
Editore: e/o   Anno: 2006 (Edizione originale: 2004) 433 pagg.
Titolo originale: NERON. Egó, ená theó (ΝΕΡΩΝ. Εγώ, ένα θεό)
Traduttore: Maurizio De Rosa
ISBN: 88-7641-742-7

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