Il Dibbuk

Il Dibbuk - www.edizionieo.it

Con questa lettura credo di aver raggiunto nuove vette di frivolezza letteraria. Ad incuriosirmi irresistibilmente infatti è stato il titolo – o meglio, il fatto che è identico a quello di una canzone (bruttina) di Gackt. Ora, Gackt è un cantante pop giapponese. Il libro in questione è un classico della letteratura yiddish. Le opzioni sono due: mi sono persa qualche passaggio, oppure la globalizzazione è davvero qualcosa di mostruoso!

Chanan, un promettente studente del Talmud da qualche tempo interessatosi di Kabbalah, muore di crepacuore alla notizia che la sua amata Lea è stata promessa ad un altro, nonostante la promessa stretta a suo tempo dai rispettivi padri. Il giorno delle nozze, tre mesi dopo la scomparsa di Chanan, il suo spirito irrequieto si impossessa di Lea impedendole di sposare il fidanzato.
Lea-Chanan viene condotta davanti ad un tribunale rabbinico presieduto da Reb Esriel, che porta alla luce la cattiva condotta il padre di Lea; solo con grande fatica riesce a rabbonire gli spiriti di Chanan e di suo padre Nassim, morto da tempo; al momento di abbandonare il corpo dell’amata, Chanan invita lo spirito di Lea a seguirlo; lei accetta…

Il Dibbuk (דיבוק) nel folklore ebraico è uno spirito irrequieto che tenta di entrare nel corpo di qualche persona vivente – come indica il suo etimo di "attaccamento". Le ragioni del vagabondare di questi spiriti nel mondo dei vivi è che per qualche ragione non hanno trovato collocamento nell’aldilà – perché da vivi avevano combinato qualcosa di particolarmente grave, o perché non hanno terminato la loro missione sulla terra – secondo me l’"attaccamento" si rifersice anche a questo.
Ora, spiriti non dissimili esistono anche nel folklore giapponese (così come in tutte le culture che hanno dei residui di sciamanesimo). Il bello degli spiriti giapponesi è che possono vagare e combinar guai anche da vivi. Possono separarsi da un corpo ed andare a tormentare qualcuno senza che la persona da cui si è staccato lo spirito se ne accorga.
I più temibili sono gli spiriti scatenati dalla gelosia, perché andranno a tormentare (fino alla morte, se non si interviene con un esorcismo) il rivale vero o presunto. Chi ha letto il Genji monogatari (trad. it. Storia di Genji, principe splendente) avrà presente l’orrenda fine che fa Aoi, posseduta dallo spirito di Dama Rokujo.
Per questo in Giappone si diceva (una volta, adesso non so) che non c’è cosa più temibile di una donna gelosa.
Se questo poi possa costituire un raccordo tra teatro yiddish e pop giapponese, è tutto da dimostrare…

Autore: Sholem An-Ski
Editore: e/o   Anno: 1986 (Scritta nel: 1918, rappresentata per la prima volta nel 1920 a Vilnius) 93 pagg.
Titolo originale: Der Dibuk (דער דיבוק אדער צווישן צוויי וועלטן)
Traduzione del titolo: Il Dibbuk o Tra due mondi
Traduttore: Simon Avisar
ISBN: 88-7641-040-6

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