Divorzio a Buda

Divorzio a Buda - www.adelphi.it

Perché la vita possa procedere senza intoppi, affinché si svolga scorrevole e senza asperità, occorre adeguarsi ad essa, armarsi di sopportazione talvolta, preservando l’equilibrio ad ogni costo.
Figurando il modo in cui conduciamo le nostre esistenze come diafane porcellane, Márai è capace di cogliere il formarsi di fratture minuscole, crepe che corrono invisibili ed inavvertite fino a formare una ragnatela, che avvolge l’intera porcellana. Non tutti possono concedersi il lusso di lasciarla andare in pezzi, però.

Kristóf Kőmives è un giovane giudice di Buda. Una famiglia nella giurisprudenza da generazioni, non ancora quarantenne gli si profila una carriera solida e prestigiosa. Cattolico, profondamente cristiano, felicemente sposato. Timido e riservato, svolge il suo lavoro coscenziosamente, interpretando il ruolo di giudice con serietà.
Gli capita ogni tanto di essere colto da un lieve malessere, una sorta di vertigine – debolezza che gli lascia un senso di vergogna, di inadeguatezza.
Una sera, dopo il lavoro ed un aperitivo a casa di colleghi durante il quale ha respirato per la prima volta l’alito della guerra che incombe come una possibilità reale, trova ad aspettarlo Greiner, suo vecchio compagno di scuola e parte in causa del divorzio che avrebbe dovuto giudicare l’indomani.
In un colloquio che dura tutta la notte, Greiner confessa di aver avvelenato la moglie e mette a nudo ad una ad una le crepe che avevano percorso la sua vita.
Kőmives prende atto delle crepe che attraversano la propria, ma quelle inquietudini notturne dovranno svanire alla luce del mattino: Kőmives crede nella vita, nella sopportazione e nel suo ruolo di giudice, nonostante tutto.

Márai è stato un’autentica, meravigliosa scoperta. La sua scrittura è vibrante e precisa, molto più impegnativa della media, ed anche molto più bella.
È proprio come se sfogliasse le cose strato a strato, quasi fossero cipolle. Nella sua narrazione l’azione è quasi del tutto assente ed ogni cosa è funzionale a pensieri, ricordi, riflessioni, sensazioni che Márai si diverte a rivoltare come un guanto con un’abilità, con una maestria che davvero lasciano pieni di piacere e stupore.

Leggerò presto qualcos’altro di suo – davanti allo scaffale dedicato all’Europa orientale pescherò un romanzo a caso.

Autore: Sándor Márai
Editore: Adelphi   Anno: 2002 (Edizione originale: 1935)   200 pagg.
Titolo originale: Válás Budán
Traduttrice: Laura Sgarioto
ISBN: 88-459-1703-7

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