Il bell’Antonio

Antonio Magnano è un giovane catanese di incredibile bellezza. Viso regolare, ciglia lunghe, fisico da atleta, fa (letteralmente) cadere ai suoi piedi ogni donna che incontri. Dopo un lungo periodo di studi a Roma insieme ai suoi amici, decide di tornare a Catania, dove è preceduto dalle voci delle sue numerose avventure.

Una volta tornato a casa, iniziano i preparativi per il matrimonio con la virginale ed altrettanto bella Barbara Puglisi, insieme alla quale dopo il matrimonio si ritira nella sua tenuta di campagna.
Tuttavia, dopo tre anni di un matrimonio simbiotico, viene a galla una notizia assurda che si abbatte sui Magnano come un fulmine a ciel sereno: il matrimonio non è mai stato consumato. Nonostante la sua grande fama di sciupafemmine, Antonio è impotente.
Mentre i Puglisi ottengono l’annullamento ed il padre di Antonio riprende a frequentare i bordelli per dimostrare che il male del figlio non coinvolge il resto della famiglia, Antonio ripercorre ogni lembo del proprio dramma personale, chiudendosi sempre più nei confronti del mondo, ossessionato solamente da quella parte del proprio corpo che chiama solamente “laggiù”.
Il bell'Antonio - www.liberonweb.it
Sullo sfondo, il teatro muta dall’Italia fascista a quella dell’occupazione alleata e postbellica.

Il bell’Antonio è un romanzo bellissimo per svariate ragioni.
Tanto per cominciare, è molto bello da leggere; lo stile narrativo di Brancati possiede una sorta di reticenza mista ad una impressionante ricchezza espressiva che gli consente di essere dettagliato e preciso senza essere esplicito.
Antonio ha un temperamento sentimentale e profondamente melanconico; il suo ambiente sociale però prevede una rigidità prosaica, l’occupazione di una posizione precisa ed inamovibile. Il ritorno di Antonio a Catania segna il suo ingresso in società, o più che il suo ingresso, il suo corretto posizionamento – infatti si sposa (il matrimonio è un segnalatore infallibile dell’inserimento sociale). Nel caso di Antonio però l’inserimento in società fallisce, allo stesso modo in cui non riuscirebbe di versare un liquido in un contenitore rigido ma poroso e di farcelo restare dentro.
È questa sua incapacità, legata alla melanconia che gli si respira intorno, la vera impotenza di Antonio. Antonio è diverso, e questa sua diversità prende le forme di un segreto osceno ed infamante, tanto più egli cerca di tenerlo nascosto. Un’impotenza che si tramuta in completa abulia, disinteresse per la realtà, incapacità di vivere nel proprio tempo.

Un romanzo veramente bello che consiglio vivamente, così come il film che ne ha tratto Mauro Bolognini, con Marcello Mastroianni, Claudia Cardinale e Rina Morelli.

Autore: Vitaliano BRANCATI
Editore: Bompiani   Anno: 1961 (Edizione originale: 1949) 327 pagg.

Aggiungo i dati di un’edizione un po’ meno introvabile:
Editore: Arnoldo Mondadori    Anno: 2001  XVI-278 pagg.
EAN13: 9788804486329

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