Mattatoio n.5 o La crociata dei bambini

Mattatoio n.5 - www.anobii.com Per effetto di una strana e meravigliosa forma di telepatia (ig)nota solo a noi due, proprio mentre Pip era in visita a Dresda (a proposito, grazie per la cartolina ) io stavo affrontando la lettura di Mattatoio n.5, che del bombardamento di Dresda è divenuto la bandiera.
Billy Pilgrim, un mediocre studente di ottica che ha subito (o crede di aver subito? ma secondo me ha ragione lui, non c’è ragione di dubitare) un rapimento alieno, è testimone della distruzione autoinflitta dell’Europa durante la Seconda Guerra Mondiale. Grazie al rapimento da parte dei trafalmadoriani, Billy è in grado di muoversi a scatti nel tempo, avanti e indietro lungo tutto il corso della sua vita. Avendo già vissuto ogni istante fino alla morte, Billy guarda ogni cosa con una specie di distacco, quasi di disinteresse; la narrazione lo segue mentre vive (o rivive?) in particolare l’internamento in Germania, nel Mattatoio n.5 di Dresda, dove era stato testimone insieme ai suoi compagni del devastante bombardamento alleato. I prigionieri di guerra americani erano andati a dormire ed al risveglio, al posto del brulichio della città viva, attraversata dai tram sferraglianti e riempita dal rumore delle attività umane, dove sembrava quasi che la guerra non fosse arrivata, si erano trovati davanti un paesaggio quasi lunare.
Nel bombardamento a tappeto della vittà erano morte più di 100mila persone ed andarono distrutti per sempre capolavori dell’arte e dell’architettura. Alla tragedia di questo disastro si deve sommare quello della sua gratuità, dal momento che Dresda era una città d’arte, prova di obiettivi strategici.

Un bel romanzo, che fa un po’ di resistenza a farsi masticare all’inizio, ma per il quale vale la pena di perseverare. Mi ha suscitato sensazioni contrastanti. Superato lo choc per l’insolita osticità dell’impianto narrativo, rimane una complessità di grande fascino, ma a volte leggendolo mi è capitato di sentirmi piccola piccola.
Volendo ricavarne una morale, potrebbe essere che le guerre sono insensate? Che le guerre sono una modalità relazionale delle comunità umane e quindi ci sono sempre state e sempre ci saranno? che la violenza che sprigionano schiaccia spietatamente la ragione con la violenza dell’assurdo? Tutte e nessuna di queste cose?
Non saprei. Lo rileggerò di sicuro.

PS ho già preso in prestito in biblioteca Madre Notte. Ricordo perfettamente la discussione sul collaborazionismo in classe col Fox sul film A torto o a ragione di Szabó. (Santo cielo, che anno straordinario è stato quello!)

Autore: Kurt VONNEGUT
Editore: Feltrinelli 2003  (Edizione originale: 1966)  196 pagg.
Titolo originale: Slaughterhouse-Five
Traduttore: Luigi Brioschi
ISBN: 88-07-01637-0

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