Amore

Amore - www.anobii.com Ho letto Amore una delle scorse mattine, mentre andavo in università. Come Il fucile da caccia è un librettino che quasi sta nel palmo di una mano. In effetti, quella di essere qualcosa di fragile, a malapena palpabile, da racchiudere e proteggere delicatamente tra i palmi delle mani è l’impressione che dànno anche i racconti che vi sono raccolti.
Sono tre, tutti variazioni sul tema dell’amore.
Quello che ho preferito è stato il secondo, Anniversario di matrimonio. A due anni dalla morte della moglie Kanako, Shunkichi, benché ancora giovane ed incoraggiato dai parenti, rifiuta ostinatamente di risposarsi. La ragione è che prova ancora, o ricorda ancora vividamente di aver provato per lei «qualcosa di simile all’amore».
Tutto il racconto non serve ad altro che a descrivere questo sentimento mediante una narrazione. Per farcelo intuire, Inoue racconta il terzo anniversario di matrimonio di Shunkichi e Kanako, che avevano deciso di trascorrerlo in una stazione termale vincendo le remore dettate dall’estrema parsimonia di entrambi grazie ad un’inaspettata vincita di denaro. Giunti in treno fino ad Hakone, si erano messi in cammino attraverso un bosco in cui si erano separati e solo dopo molto girare si erano ritrovati; ritrovandosi si erano incolpati a vicenda, ma presto l’irritazione si era stemperata lasciando posto alla comune stanchezza e al desiderio di relax, una vicinanza che li scaldava, simile alla felicità. Finalmente giunti alla stazione termale, erano stati scoraggiati dal suo aspetto lussuoso ed erano tornati indietro in tutta fretta riprendendo il treno per Tōkyō. Arrivati dopo le undici erano saliti in casa attenti a non fare rumore per non svegliare i vicindi dando loro nuovo materiale per le loro chiacchiere e sfiniti, si erano subito messi a letto. Kanako si era addormentata all’istante, mentre Shunkichi rimase per un po’ sveglio a guardarla.
«E per quella donna che tutto il giorno, mentre vagabondavano nelle montagne di Hakone, aveva combattuto al suo fianco senza tregua contro chissà che cosa, sentì tenerezza e uno struggimento infiniti, quali mai aveva provato prima d’allora.» (pag. 64)

L’ho trovato un racconto bellissimo.
Adelphi ci regala un’altra perla con questa nuova traduzione di racconti di Inoue. Non vedo l’ora di leggere dell’altro: ne sono semplicemente conquistata. Trovo stupenda la sua capacità di rendere sfumature infinite con tale delicatezza. In questo mi ricorda la Yoshimoto (bisogna anche dire che hanno lo stesso traduttore), con una importante differenza: la Yoshimoto crea delle atmosfere particolari utilizzando la scrittura come una lente colorata, che dà al lettore l’impressione di una tinta prevalente; Inoue al contrario si serve esclusivamente di una lente trasparente.
Mi spiace, non riesco ad essere più chiara di così.

Autore: INOUE Yasushi
Editore: Adelphi   Anno: 2006 (Edizione originale: 1950)   117 pagg.
Titolo originale: Ai ()
Traduttore: Giorgio Amitrano
ISBN: 88-459-2115-8

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...