Orgoglio e pregiudizio

Orgoglio e pregiudizio - www.liberonweb.itSono davvero, davvero incorreggibile. Quando ho visto Orgoglio e pregiudizio in biblioteca, benché io ne possieda gia due copie, mi sono lasciata tentare e poi sedurre dal nome della traduttrice in copertina e dall’edizione nuova di zecca.
La traduzione è molto libera rispetto alla lettera dell’originale, ma restituisce al romanzo una tale leggerezza, unità e freschezza da non lasciar adito a biasimi di alcun genere. Assolutemente splendida. Così fresca che mi è sembrato di leggerlo per la prima volta; leggera, con un andamento semplice e continuo. Raramente mi è capitata tra le mani una traduzione così bella & ben fatta.

La trama del romanzo è piuttosto nota: l’azione ruota intorno alla famiglia Bennet, formata da un padre burbero ed ironico ed una madre sciocca e chiassosa il cui unico desiderio nella vita è veder sposate le cinque figlie: Jane, bella e candida, Elizabeth, acuta e mordace, Mary, noiosamente erudita, ed infine Kitty e Lydia, che hanno decisamente preso dalla madre. La storia inizia con l’arrivo in Hertfordshire di due scapoli d’oro: Mr Bingley ed il suo amico Mr Darcy. Ricchi e prestanti entrambi, quanto il primo è affabile ed alla mano, tanto il secondo è altezzoso e superbo; mentre Bingley si innamora subito come una pera cotta di Jane, Darcy col suo fare sdegnoso offende Elizabeth, che se la lega al dito e non manca di punzecchiarlo col suo sarcasmo finché non è lo stesso Darcy a farle una rivelazione inaspettata…
Sullo sfondo l’Inghilterra della Reggenza ed una impressionante galleria di comprimari (personalmente, ho un debole per Mr Collins).

Per anni ho letto (e riletto) Ogoglio e pregiudizio appassionandomi alla vicenda, facendo ogni volta il tifo per l’uno o per l’altro personaggio quasi non avessi saputo come sarebbe andata a finire. Ora però mi sembra di leggerlo con occhi più freddi, osservando cose che prima non avrebbero catturato la mia attenzione. Se prima mi riempiva gli occhi di immagini e le orecchie di suoni e parole ed il naufragar m’era dolce nel racconto, adesso mi sembra di essere in grado di premere un interruttore che mi consente di cambiare le lenti con cui lo leggo e con cui ci penso.
Per esempio, mi sono accorta di come la Austen usi poche parole ben ponderate (lei stessa nelle lettere confessava di fare un grande lavoro di cesello). Sono ammirata dalla sua padronanza linguistica, e della sintesi precisa propria della sua scrittura. La traduzione di Fernanda Pivano le rende perfettamente giustizia. Ottimo. Bellissimo.

Autrice: Jane AUSTEN
Editore: Einaudi   Anno: 2006  (Edizione originale: 1813)   419 pagg.
Titolo originale: Pride and Prejudice
Traduttrice: Fernanda Pivano
ISBN 13: 978-88-07-16673-1

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