La gatta

La gatta - www.anobii.com C’è un triangolo, formato da Shōzō, Shinako (la prima moglie) e Fukuko (la seconda ed attuale moglie). Fukuko voleva essere mantenuta ed una vita comoda, così con l’aiuto della famiglia ha portato via il cugino Shōzō a Shinako. Shinako rivuole indietro il marito, per rivalsa, perché dopo che Shōzō e la madre si erano mangiati la sua dote e lei era stata costretta a lavorare come una schiava economizzando su tutto per mandare avanti la baracca, era stata gettata via come un contenitore vuoto. Shōzō vuole una vita tranquilla, senza nessuno che gli dica cosa debba fare e come debba essere: per questo si era lasciato consapevolmente usare da Fukako e dalle loro famiglie, perché era stufo dell’atteggiamento giudice e poco compiacente di Shinako. Inoltre Shinako maltrattava la sua adoratissima gattina Lily.
Shōzō aveva tenuto con sé Lily per più di dieci anni, da prima ancora del primo matrimonio. Le aveva dato dei vizi spaventosi, la coccolava e vezzeggiava tutto il giorno e le consentiva qualsiasi cosa.
È passato diverso tempo dal secondo matrimonio, quando a Fukako arriva una richiesta inaspettata: Shinako vuole indietro la gatta. Pur sospettando un tranello, Fukuko accetta, anche perché ha iniziato a non tollerare più neanche lei il trattamento di favore di cui gode la gatta. Per Shōzō la separazione è durissima da sopportare. Dopo la partenza di Lily inizia a sentirsi vuoto e solo, e non fa che ricordare i bei momenti passato con la micia, ubriacandosi di malinconia. È chiaro anche a lui che la richiesta di Shinako deve far parte di un piano diabolico per farlo tornare da lei, ma il desiderio di rivedere la gatta è troppo forte…
Le carte in tavola sono queste, ma sarà infine proprio il rapporto tra Lily e Shinako a sconvolgere ogni piano?

Ooooh, c’è un doppio triangolo allora (che può essere complicato da un altro doppio triangolo, volendo): quello che ha al vertice Shōzō ed ai lati le due donne, ma anche quello in cui è la gatta ad essere desiderata sia da Shōzō che da Shinako. In questo secondo triangolo però la relazione in gioco non è una relazione umana paritaria, bensì una relazione servo-padrone che vede protagonisti una gatta ed i suoi padroni. Anche questa relazione però è ambigua, visto che i due padroni fanno i salti mortali per accattivarsi la micia… questa è la grande ambiguità di tutte le relazioni di dominazione e sottomissione, il chiodo fisso di Tanizaki che così trova ancora un nuovo modo per esplorarne la fenomenologia.
(Alcune critiche e recensioni hanno parlato de La gatta come di un divertissement unico ed isolato nella produzione di Tanizaki, ma io non sono d’accordo. Il rapporto fra gli animali domestici ed i loro padroni è un rapporto M-S e secondo me Tanizaki l’ha scelto consapevolmente.)

Kimi wa petto - www.tbs.co.jp Questa stessa tematica è esplorata dal dorama della TBS che sto guardando ultimamente, Kimi wa petto ("Sei il mio cucciolo"), tratto dall’omonimo manga. In Kwp Sumire, una donna adulta e determinata sul lavoro ma sotto la scorza fragile ed insicura, è combattuta tra il legame con Momo, il suo particolarissimo animale domestico, e la relazione ‘seria’ con Hasumi. Hasumi è molto innamorato e con lui avrebbe un futuro tranquillo, ma con Momo può rilassarsi senza dover essere all’altezza delle aspettative di nessuno. Mmmh, cosa succederà?

Il punto è il medesimo: tenere un animale domestico è più facile che avere una relazione con un’altra persona ed emotivamente meno rischioso. Con un animale domestico si sarà amati incondizionatamente, a prescindere dai propri difetti, e non si verrà mai traditi; ci si può mettere a nudo senza il rischio di venire  respinti o feriti. Con le persone le cose non sono così facili. Le relazioni interpersonali possono risentire di una miriade di cose, e poi i sentimenti mutano e possono affievolirsi: si è sempre sotto pressione. Ma è perché sono relazioni paritarie. C’è molta più libertà da entrambe le parti. La relazione animale domestico-padrone è una relazione di potere, libertà (e responsabilità) stanno tutte da una sola parte. Inoltre c’è il rischio che abituandosi ad affezionarsi solo ad animali si perda l’uso, od il coraggio, di affezionarsi alle persone.

Aaah, che tema affascinante!  Dà davvero molto da pensare.

Autorce: Tanizaki Jun’ichirō (谷崎 潤一郎)
Editore: Bompiani   Anno: 1970  (Edizione originale: 1936)   87 pagg.
Titolo originale: Neko to Shōzō to futari no onna (猫と庄造と二人のをんな)
Traduzione del titolo: La gatta, Shōzō e le due donne
Traduttrice: Atsuko Ricca Suga

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...