Presa elettrica

Presa elettrica - www.liberonweb.itHo deciso di leggere Presa elettrica dopo che una recensione del successivo Antenna (Concita De Gregorio, Repubblica dello scorso 28 luglio) mi aveva messo la pulce nell’orecchio. Quando le copertine lucide e nuove fiammanti dei due romanzi hanno cominciato a sorridermi dagli scaffali della libreria, ho capito che era il momento di prendere qualche provvedimento ed ho ordinato Presa elettrica in biblioteca.

In seguito alla tragica morte del fratello Taka, Yuki Asakura inizia a soffrire di una serie di disturbi nervosi che si manifestano sotto forma di allucinazioni visive ed olfattive: non solo è convinta di aver visto il fratello dopo aver ricevuto dai genitori notizia della morte, ma dopo aver visitato la stanza in cui si era lasciato morire diviene sensibile all’odore stesso della morte che intride alcune persone ancora in vita.
Yuki cerca aiuto professionale; il trattamento psicoterapeutico però tarda a dare risultati mentre le condizioni di Yuki in un susseguirsi di alti e bassi non accennano a migliorare. Decide allora di indagare sulla morte del fratello, lasciatosi morire di inedia nell’afosa estate di Tōkyō vicino ad un aspirapolvere con la spina ancora inserita nella presa, convinta che la chiave di quel mistero potrà anche dissuggellarle la comprensione del suo stato patologico.
L’indagine procede spaziando dall’antropologia alla neuropsichiatria parallelamente all’aggravarsi delle sue condizioni e sfocia in una crisi schizoide delirante nel corso della quale Yuki giunge all’intuizione dell’intima struttura spirituale dell’universo. Superata la crisi, Yuki rinasce a nuova vita come "presa elettrica", ovvero come una sorta di neosciamana metropolitana in grado di rimettere in contatto con la dimensione cosmica originaria coloro che dell’aspetto più pedestre, massificato e straniante della vita quotidiana risentono in maggiore misura.

Per narrare la metamorfosi di una donna inserita in un contesto moderno ed urbano, la Taguchi riprende diversi tòpoi della tradizione sciamanica: la predisposizione che si manifesta sotto forma di malattia nervosa in seguito ad un evento traumatico, l’epifania della realtà trascendente (delirio), l’autoguarigione consistente nella conquista del controllo dei propri stati nervosi, persino l’aiuto di uno spirito-guida.
Nel far compiere a Yuki questa trasformazione di se stessa, Randy Taguchi pare denunciare allusivamente l’inadeguatezza della ricerca di senso intesa nella sua accezione filosofica occidentale, ovvero come inserimento di un fenomeno in un discorso razionale, quando l’ambito è quello di una ricerca di armonia del vivere, contigua alle Vie orientali.
Il tema della ricerca di una Via volta alla riconciliazione con il mondo è forse il più frequentato dalla produzione culturale nipponica degli ultimi trent’anni. Dalla prolusione di Ōe Kenzaburō in occasione dell’assegnazione del Premio Nobel per la letteratura alle canzoni degli X Japan, il disagio del vivere contemporaneo è stato avvertito e manifestato con violenza crescente; le giornate scandite ormai solamente dalla scuola e dal lavoro in metropoli illuminate a giorno 24 ore su 24, dove locali e negozi sono sempre aperti, e la rincorsa continua di un progresso tecnologico fine a se stesso producono un’alienazione che si manifesta talvolta in maniera tragica, patologica o virulenta insieme al bisogno di riscoprire e riaffermare la propria umanità.
È in fondo proprio di questo genere lo scollamento percepito dolorosamente da Yuki, che si vede costretta a tagliare i ponti con la sua routine e con la brillante carriera di analista di borsa per poter concentrare le energie esclusivamente sul proprio salvataggio.

Nonostante Presa elettrica sia un romanzo d’esordio, Randy Taguchi si avvale di una scrittura già matura e complessa. Benché la fluidità della sua prosa comunichi un’impressione di semplicità, questa apparente immediatezza è costruita grazie all’uso consapevole di una lingua esatta ed asciutta, ma non per questo meno ricca. Buona la traduzione che conserva queste qualità.
Un romanzo che mi ha colpita moltissimo per la qualità della sua scrittura, che è a dir poco straordinaria. La Taguchi si serve di una lingua esatta, pulita, essenziale e bellissima.

Autrice: TAGUCHI Randy (田口 ランディ)
Editore: Fazi   Anno: 2006 (Edizione originale: 2000)   304 pagg.
Titolo originale: Konsento (コンセント)
Traduttore: Gianluca Coci
ISBN: 88-7625-019-0

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