Antenna

Presa elettrica - www.liberonweb.itSecondo romanzo della trilogia imperniata sulla sofferenza contemporanea, lo sciamanesimo e l’erotismo, Antenna è un seguito sui generis di Presa elettrica; in esso vediamo in azione una neosciamana che utilizza l’energia sessuale per operare guarigioni – un’attività non difforme da quella intrapresa da Yuki Asakura al termine della propria guarigione, nel romanzo precedente.

Una notte uguale alle altre, la piccola Marie scompare dal suo letto senza lasciare traccia. Indagini ed appelli televisivi non hanno alcun esito, e davanti alla famiglia Ogiwara si spalanca un baratro di angoscia che ciascuno affronta isolatamente, a proprio modo.
Dopo averla cercata a lungo il padre di Marie vieta che se ne pronunci ancora il nome, ma muore precocemente; la madre si rifugia nella religione presso una setta equivoca; lo zio Shige, principale sospettato, si suicida reclamando la propria innocenza; Yūya, il figlio nato dopo la scomparsa di Marie, cresce all’ombra della sorella scomparsa nella convinzione di ospitarne lo spirito; infine Yūichirō, fratello maggiore di Marie che le dormiva accanto la notte della scomparsa, sviluppa una formidabile sfiducia nei confronti del prossimo e si rinchiude dentro se stesso, creando un proprio mondo in cui è in grado di superare dolore, collera e senso di imotenza tramite la pratica dell’autolesionismo.
Sono il ritrovamento di una ragazzina scomparsa in circostanze analoghe e l’incontro con la mistress sadomaso Naomi a sbloccare la situazione: il primo scatena una crisi violenta in Yūya, che deve essere internato in un ospedale psichiatrico, mentre in seguito al secondo Naomi rimuove ad una ad una le inibizioni che Yūichirō aveva imposto alla propria libido. Grazie ad essa ed al "feedback eterno" del sesso, Yūichirō riprende a comunicare col mondo, conquistando anche la forza e la ricettività necessarie per "uccidere" Marie, ormai ridotta ad un ammasso distorto di ricordi, fantasie e rimpianti in suppurazione, ovvero per elaborare il lutto della sua scomparsa accettandone la morte e mettendo il cuore in pace a sé ed alla propria famiglia.

Come già in Presa elettrica, Randy Taguchi combina psicologia, erotismo e spiritualismo per affrontare le questioni che le stanno a cuore. Il tema di sottofondo all’intero romanzo, oltre alla difficoltà dell’elaborazione della perdita delle persone scomparse, pare essere quello dell’incapacità di accettare il mondo così com’è, della tendenza dei giovani a rifugiarsi in dimensioni parto della loro mente come reazione all’incapacità di tollerare la frustrazione e lo spaesamento che derivano dal rapporto con il mondo.
A questo malessere viene ricondotto sia il self-cutting, la pratica a cui si sottopone Yūichirō che prevede l’incisione di ferite a sangue, sia l’anoressia, di cui ha soffeto la sua compagna di corso Miki Fujimura, come lei stessa confessa, per creare un aspetto della sua sistenza interamente sotto il suo controllo in cui rifugiarsi quando la permanenza nel mondo esterno diveniva eccessivamente angosciante.

Rimane notevole il tono della sua scrittura, fredda ed esatta come un bisturi di ghiaccio.

Autrice: TAGUCHI Randy (田口 ランディ)
Editore: Fazi   Anno: 2006 (Edizione originale: 2000)   304 pagg.
Titolo originale: Antena (アンテナ)
Traduttore: Gianluca Coci
ISBN: 978-88-7625-031-6

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