Il Signorino

Il signorino - www.liberonweb.itStando alla quarta di copertina Il signorino sarebbe il romanzo più letto in Giappone. Non è difficile crederlo: baciato dal successo sin dalla comparsa su rivista, nel lontano 1906, è stato in seguito inserito tra le letture obbligatorie nei programmi scolastici riuscendo, ciononostante, a mantenere una grande popolarità.

Basato in parte sulle vicende personali di Natsume, Il signorino racconta le vicende di un ragazzo di Tōkyō negli anni a cavallo tra Otto e Novecento. Dotato sin da bambino di un carattere onesto ed ostinato sino all’inverosimile, Bocchan (il signorino del titolo) trascorre l’infanzia accompagnato da un senso di incomprensione, mitigato solo dalle attenzione dell’anziana domestica Kiyo.
Diplomatosi fortunosamente accetta il primo incarico che gli viene offerto: insegnante di matematica in una scuola superiore dello Shikoku. Giunto a destinazione però  si accorge di essere sbarcato in terra straniera: gli usi, l’etichetta e persino il dialetto sono diversi, e per un autentico figlio di Tōkyō come lui, recano con sé un retrogusto di barbarie.

Le (dis)avventure del protagonista sono l’occasione per sviluppare i personaggi che si muovono intorno a lui – figure divenute emblematiche nell’imaginario giapponese: l’energico Porcospino, Camiciarossa con i suoi discorsi ipocritamente moraleggianti, Zuccacerba dal temperamento dignitoso e malincnico ed il preside Tasso, preoccupato solo di salvaguardare il proprio quieto vivere.
Quando un torto del passato viene alla luce, Bocchan ed il Porcospino meditano una vendetta coi fiocchi…

Il tema del romanzo, ed uno di quelli preponderanti nell’intera produzione di Natsume, ovvero il conflitto tra le istanze di assolutezza dell’etica personale e le pressioni sociali, è qui incarnato dal personaggio di Bocchan: pigro, ottuso, sconsiderato, presuntuoso e permalosissimo, un vero e proprio antieroe dunque, è però animato da un forte senso di coerenza e lealtà che lo spingono a cercare la verità ed a perseguire ciò che ritiene giusto in barba  a considerazioni di convenienza. La sua incapacità di doppiezza, che si manifesta anche nella difficoltà a pronunciare discorsi in pubblico, sembra però spianargli la strada verso la disgrazia sociale.
Il dolceamaro ritorno a Tōkyō è anche una mesta ammissione di sconfitta della weltanschauung semplice e diretta di Bocchan nel Giappone dell’occidentalizzazione: egli infatti riesce a rimanere fedele a se stesso, ma al costo di ritirarsi dalla battaglia. La società in piena industrializzazione, crescita economica e trasformazione sociale non poteva tollerare una mina vagante come Bocchan innescata al proprio interno.

Autore: Natsume Sōseki (夏目 漱石)
Editore: Neri Pozza  Anno: 2007 (Edizione originale: 1906)  160 pagg.
Titolo originale: Bocchan (坊っちゃん )
Traduttrice: Antonietta Pastore
ISBN: 978-88-545-8235-2

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