Sete d’amore

Sete d'amore - www.liberonweb.itMi è difficile parlare di Mishima quanto mi è difficile leggerlo.
Trovo la sua scrittua dissuasiva. Quando inizio a leggere un suo libro, invariabilmente, mi sembra di indossare una muta da palombaro e fatico dalla cima al fondo della pagina, tentata di lasciar perdere ad ogni frase. Ad un certo punto, però, la sensazione di pesantezza si dissolve, la muta da palombaro si solleva come un velo e mi scopro a nuotare in un lago.
Il momento magico cambia da libro a libro. In Confessioni di una maschera arriva verso la fine, ne La voce delle onde quasi all’inizio.

In Sete d’amore tutto ha iniziato a scorrere liscio con la malattia di Ryōsuke. Etsuko, moglie ignorata e tradita, assillata e snervata dai giorni pieni di vuoto, accoglie la notizia con entusiasmo: le cure al capezzale del marito sembrano scrollarle di dosso la patina di inutilità riempiendo giorni e notti di un’attività febbrile che lenisce il suo senso di frustrazione. Infermiera premurosa ed infaticabile, attenta alle esigenze del malato e ligia alle istruzioni del medico, vive la malattia del marito in uno stato di continua esaltazione. Non per amore del marito, bensì per amore del senso di utilità e pienezza datole dalla sua attività frenetica, non abbandona per un istante il suo capezzale. Neanche quando egli riceve, nei suoi ultimi barlumi di coscienza, la visita dell’amante, Etsuko viene distolta dalle cure di cui sommerge ossessivamente il marito.
La sua morte la lascia indifferente, ma la obbliga a trasferirsi in campagna presso il suocero per sfuggire ai bombardamenti e non rimanere da sola.
Più per noia che per calcolo non respinge le profferte del suocero Yakichi, vecchio rottame di un mondo scomparso che non si rende conto che il suo tempo è passato. La relazione di Etsuko e Yakichi scandalizza il secondogenito dell’uomo, Kensuke, che vive insieme a loro con la moglie Chieko, con la moglie del fratello minore disperso al fronte e con loro figlia.
Kensuke e Chieko, prototipi degli intellettualoidi che si ammantano della loro erudizione per disprezzare tutto e tutti pur essendo loro stessi intimamente sterili, pur non comprendendo minimamente la natura passionale di Etsuko frustrata da una vita coniugale infelice prima e dalla molle residenza in campagna poi, hanno invece intuito ciò che Etsuko cerca di nascondere in ogni modo: la donna si è infatuata di Saburō, uno dei contadini che lavorano nella tenuta di Yakichi.
Etsuko non può fare a meno di sentirsi attratta dal giovane, la cui vitalità forma un contrasto troppo vivo con la sterile immobilità di Yakichi e Kensuke, che sa già di morte. In Saburō Etsuko vede sgorgare senza freni un’energia naturale e vivificante, dalla quale vorrebbe bere.
Il giovane contadino però non può comprendere la natura complessa dell’interessamento mostrato dalla raffinata signora della casa padronale. La sete d’amore di Etsuko è condannata a restare inappagata, perché incomprensibile all’oggetto del suo desiderio: un passo dopo l’altro intraprendono una strada che finisce per votare entrambi, in modi diversi, alla rovina.

C’è una domanda che mi gira sempre in testa quando si parla di Mishima, ed è: perché piace tanto ai maschi?

Autore: MISHIMA Yukio (三島由紀夫), pseodumimo di HIRAOKA Kimitake (平岡公威)
Editore: Guanda   Anno: 1999 (Edizione originale: 1950)  168 pagg.
Titolo originale: Ai no kawaki (愛の渇き)
Traduttrice: Lydia Origlia
ISBN: 888246153X

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