L’effetto Lucifero

L'effetto Lucifero - www.raffaellocortina.it«Gli studenti liceali di un corso di storia, a Palo Alto, in California, non erano in grado di comprendere, come molti di noi, la natura disumana dell’Olocausto. Come aveva potuto svilupparsi così rigogliosamente quel movimento politico-sociale razzista e crudele, e come aveva potuto il cittadino medio ignorare o rimanere indifferente alla sofferenza inflitta ai suoi concittadini ebrei? Il loro ingegnoso docente, Ron Jones, ha deciso di (…) pass[are] dall’abituale metodo didattico a una modalità di apprendimento a partire dall’esperienza. (…)
Per prima cosa, Jones ha stabilito delle nuove e rigide regole per la classe, alle quali si doveva obbedire senza discussione. Tutte le domande, che lo studente formulava stando in piedi, dovevano essere costituite da non più di tre parole ed essere introdotte dall’appellativo "Signore". Quando nessuno ha messo in discussione questa ed altre regole arbitrarie, l’atmosfera in classe ha cominciato a cambiare. Gli studenti più intelligenti, con maggiore facilità di esprimersi, hanno perso la loro posizione di preminenza, mentre si affermavano quelli meno abili a parlare e più risoluti fisicamente. Il movimento creato in classe è stato denominato "The Third Wave", la Terza Onda. Sono stati introdotti un saluto con la mano a coppa e slogan che gli studenti dovevano gridare tutti insieme, a comando. (…) Gli iniziati si identificavano con strette di mano segrete e le critiche erano definite "tradimento". (…)
Il nucleo originario di venti studenti del corso di storia si è ben presto allargato a oltre un centinaio di entusiasti adepti della Third Wave. Poi gli studenti hanno assunto il controllo, agendo per conto proprio. Hanno realizzato speciali tessere di appartenenza. Alcuni degli studenti più brillanti sono stati espulsi dal corso. Il nuovo ingroup era contento ed ha maltrattato i compagni mentre venivano portati via.
Poi Jones ha confidato ai suoi seguaci che essi facevano parte di un movimento di portata nazionale che si prefiggeva di trovare studenti disposti a lottare per il cambiamento politico. Loro erano – disse – "una élite di giovani scelti per contribuire a questa causa". È stata programmata per il giorno successivo una manifestazione nella quale un candidato nazionale alla presidenza avrebbe annunciato alla televisione la formazione di un nuovo Programma della Gioventù della Terza Onda. Oltre duecento studenti hanno affollato l’auditorium (…) invece, il docente ha proiettato un filmato di un’adunata a Norimberga; la storia del Terzo Reich è comparsa in immagini sfumate. "Ognuno deve accollarsi il biasimo, nessuno può sostenere di non avervi preso parte in qualche modo": questa era l’inquadratura finale del film e la conclusione della simulazione. (…)
Nel suo successivo articolo sull’"esperimento", ha osservato che "nei quattro anni in cui ho insegnato [in quel liceo] nessuno ha mai ammesso di aver partecipato all’adunata della Third Wave. Era qualcosa che tutti volevano dimenticare ".» (pagg. 410-412)

Zimbardo parte da alcuni interrogativi che ci siamo posti tutti nel constatare come nella storia siano state compiute azioni di crudeltà efferata da persone di cui i vicini di casa avrebbero detto "non me lo sarei mai aspettato, una così brava persona!" : com’è possibile? In questi esempi di inserimento sociale, dove esattamente risiedeva "il male"? Ma cosa si intende per "male"? È possibile parlare di cattivi cesti invece che di "mele marce"?
Affascinante.
Ora, il libro indubbiamente è lungo, ma si fa divorare e vi assicuro che ne stravale la pena.

Autore: Philip ZIMBARDO
Editore: Raffaello Cortina   Anno: 2008 (Edizione originale: 2007)   768 pagg.
Titolo originale: The Lucifer Effect. How Good People Turn Evil
Traduttrice: Margherita Botto
ISBN: 978-88-6030-157-4

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