La Chiave

La chiave - www.libreriauniversitaria.itSecondo il firewall di Cremì, il mio blog sarebbe un sito erotico. Caspita. Non me l’aspettavo. Insomma, non mi aspettavo che un algoritmo arrivasse a compiere una deduzione così brillante.
Per smentire quest’impressione e riaffermare che nel mio blog parlo di libri e poco altro, ho deciso di scrivere del romanzo La chiave, una delle ultime opere di Tanizaki che all’indomani della pubblicazione «fu denunciato al Parlamento come libro pornografico» (perlomeno, stando alla curatrice dell’edizione che ho io).

Protagonisti sono Marito e Moglie, 54 anni lui e 43 lei, con una figlia già grande che se ne sta andando di casa. È Capodanno ed il marito decide che sul diario inizierà a scrivere dei suoi rapporti sessuali con la moglie Ikuko. Quello che non sa, o che finge di non sapere, è che anche la Moglie ha iniziato a tenere un diario sul medesimo argomento. I due diari procedono parallelamente, e non è mai certo se i due leggano quello dell’altro o meno.
Sin dalle prime pagine, Marito e Moglie lamentano entrambi lo stesso problema: la mancanza di intesa, dovuta a gusti apparentemente inconciliabili, e la debolezza fisica del marito che lo rende, agli occhi della moglie, «una necessità inadeguata».
Una sera, bevendo in compagnia, Ikuko si ubriaca e sviene. Il marito la mette a letto, la spoglia, e la sente chiamare nel dormiveglia il nome di Kimura. Decide così di usare il suo ex studente come stimolante dei loro rapporti, rendendolo costantemente parte delle fantasie della moglie.
Come non è difficile immaginare, non riesce però ad imbrigliare le fantasie della moglie ed il coinvolgimento di Kimura nel loro ménage finisce per scappargli di mano…

Tutto quello che ho letto sinora di Tanizaki mi è piaciuto molto. Possiede una mano singolarmente leggera grazie alla quale riesce a tratteggiare fluidamente l’interiorità dei suoi personaggi, facendone emergere la vena masochistica e le contraddizioni. (Il Marito ha paura che Ikuko lo tradisca con Kimura, e tuttavia li incoraggia in tutte le maniere. Secondo me il suo vero timore è di non riuscire più a controllare la situazione e, da ultimo, di essere escluso.)
Comunque, leggendo Tanizaki viene da chiedersi se credesse veramente che le relazioni siano tutte sotto il segno del masochismo.
(E con questa ultima considerazione, il firewall di Cremì sarà partito a sirene spiegate.)

Angolino per un giochetto che ogni tanto mi diverto a fare leggendo narrativa: prendere nota dei libri che gli autori fanno leggere ai loro personaggi. In questo caso direi che siamo stati fortunati (in genere nella letteratura giapponese compaiono poeti di corte del dodicesimo secolo o giù di lì): al Marito, Tanizaki fa leggere Santuario, di Faulkner, mentre manda Ikuko e Kimura prima al cinema, a vedere Sabrina (la versione di Billy Wilder naturalmente, 1954), quindi a teatro per un adattamento di Il rosso e il nero (Stendhal).
Curiosità: da La chiave sono stati tratti ben tre film: nel ’58 (per la regia di Kon Ichikawa, scomparso recentemente), nell’ ’83 e nel ’97.

Autore: TANIZAKI Jun’ichirō (谷崎 潤一郎)
Editore: Bompiani   Anno: 2000    106 pagg.
Titolo originale: Kagi ()
Traduttrice: Taguchi Satoko
ISBN: 88-452-43745

La mia edizione:
OPERE
Autore: TANIZAKI Jun’ichirō (谷崎 潤一郎)
Editore: Bompiani   Anno: 2002    XLVIII-1168 pagg. (La chiave: pagg. 823 – 929)
Curatrice: Adriana Boscaro
ISBN: 88-452-51675

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