I magnifici Amberson

I magnifici Amberson - www.anobii.comAncora un romanzo sul tempo che passa; o meglio, sullo sfasamento tra lo scorrere del tempo fuori, nel mondo, con tutti i cambiamenti che vi apporta, ed il suo trascorrere dentro, nella percezione soggettiva.

A vivere questo scollamento è George Amberson Minafer, ultimo rampollo degli Amberson, cresciuto nel mito della loro grandezza. Nella sua infanzia e prima giovinezza, George ha conosciuto un mondo in cui le famiglie patrizie coma la sua prosperavano, abitavano in immense ville servite da una miriade di cuochi sguatteri stallieri e camerieri, tutti neri; la buona società si ritrovava nei salotti ed ai balli, le signore in crinolina e gli uomini col cappello a cilindro; i giovani guidavano i barouche e quando sorpassavano uno dei pioneristici automobilisti in panne, gli gridavano con allegra insolenza: «Comprati un cavallo!».
L’orizzonte chiuso da rigidi paraocchi, ferreo nella convinzione dell’immutabilità dello status quo, George non è assolutamente in grado di cogliere l’entità della trasformazione in atto.
George Amberson Minafer è un ragazzo pieno di sé, ignorante, borioso ed arrogante, e per buona parte del romanzo ho desiderato che gli arrivasse una travata nei denti; quando gli è arrivata però non ho potuto fare a meno di provare pietà per lui.
La fine del patriziato fondiario e l’ascesa dei grandi industriali, la metamorfosi della città con le grandi ville in rovina ed i condomini spuntati ovunque come funghi stipati di immigrati dalle campagne che vanno ad ispessire la nuova piccola borghesia, la diffusione delle automobili – la subitanea presa di coscienza del cambiamento sfiora, ai suoi occhi, la visione di una imminente fine del mondo. In realtà si tratta solo di un mondo nuovo che si dispiega, e George capisce di non possedere gli strumenti per vivere la modernità. Però, pur disorientato dalla realtà con cui si trova inaspettatamente a fare i conti, non è privo di una sua coerenza. È orgoglioso e maledettamente cocciuto: mi sono sentita indulgente.

All’inizio della lettura mi è sembrato molto molto molto brutto, ma man mano che andavo avanti ho cambiato idea, ed ora sono portata a credere che si tratti si un libro molto molto molto bello.

Autore: Booth TARKINGTON
Editore: Fandango   Anno: 2005 (Edizione originale: 1918)   372 pagg.
Titolo originale: The Magnificent Ambersons
Traduttrici: Martina Testa ed Adelaide Cioni
ISBN: 88-87517-89-4

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