La signorina Else

La signorina Else - www.adelphi.itLa signorina Else è uno dei racconti più letti di Schnitzler, dopo Doppio sogno. Come lo so? Non lo so. È una sensazione che ho da anni. Così finalmente l’ho letto, chiedendomi costantemente se fosse fondata o meno…

Else, diciannove anni, di famiglia piccolo borghese, viene raggiunta, mentre si trova in vacanza ospite di una zia facoltosa, da una lettera della madre in cui la implora di procurarsi una certa somma, ad ogni costo: il padre ha contratto un altro debito e la sua mancata estinzione avrebbe provocato senz’altro la rovina della famiglia. La madre si spinge fino ad indicarle la persona a cui chiedere: un ospite dello stesso albergo di Else, von Dorsday, mercante d’arte sulla sessantina che già una volta li aveva cavati d’impiccio.
Else è disgustata dalla lettera – dal tono lamentoso eppure pragmatico della madre così come dall’ennesim dimostrazione di irresponsabilità del padre, ma si prepara lo stesso per la cena mettendo particolare cura nella toeletta.
Per elemosinare i trentamila fiorini necessari al padre, Else calpesta il proprio orgoglio; eppure viene colta del tutto impreparata dalla condizione posta da von Dorsday: in cambio del denaro vuole poterla guardare, per un quarto d’ora, completamente nuda.
La proposta la lascia di stucco. Else dibatte dentro di sé combattuta tra il comune senso del pudore, la ripulsa per il commercio del proprio corpo e l’urgenza di aiutare la famiglia. È soprattutto il senso di indegnità dello scambio mercenario a torturarle i nervi rempiendola di rabbia nei confronti di von Dorsday e dei propri familiari, che sembrano volerla spingere incuranti verso un punto di abiezione dal quale non c’è ritorno e dopo il quale non vede futuro. Escogita così un piano per soddisfare la richiesta di von Dorsday senza cedergli del tutto.
In preda ad una sorta di febbre vaga per l’albergo avvolta in un mantello nero che si lascia scivolare dalle spalle davanti a von Dorsday rivelando al mercante ed agli altri presenti la propria bianca nudità, poco prima di svenire in preda ad un attacco di nervi.
Presa per pazza, Else viene riportata nella sua camera ed in un dormiveglia delirante trangugia una dose eccessiva di barbiturici, scivolando in un sonno dal quale non è certo che si sveglierà.

Il tema dominante de La signorina Else sono senz’altro i soldi. Benché non vengano citati espressamente se non di sfuggita, sono il motore della vicenda nonché un basso continuo che non viene mai meno, od anche una sorta di lente deformante attraverso la quale guardare gli uomini. Il denaro spinge i ricchi ad una decadenza oziosa e gli altri ad un abbassamento ad ogni sorta di meschinità; una doppia caduta morale nascosta superficialmente da una verniciata di perbenismo e pruderie.
Per questo racconto Schnitzler adopera la tecnica del flusso di coscienza, che dà a sensazione di venir risucchiati dentro la mente di Else. Imprigionati là seguiamo il precipitare degli eventi al di sotto dei gorghi dei suoi pensieri, interrotti talvolta dai dialoghi con qualche personaggio solo per riprendere più intensi, più tormentati.
Yess, mi è piaciuto. Ma non ho ancora capito come mi sia messa intesta che sia poi così letto.

Autore: Arthur SCHNITZLER
Aditore: Adelphi   Anno: 1988 (Edizione originale: 1924)  123 pagg.
Titolo originale: Fräulein Else
Traduttrice: Renata Colorni
ISBN: 88-459-0274-9

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