Grotesque /1

Grotesque - www.anobii.comMi spiace aggiornare così di rado; purtroppo il tempo è veramente poco e preferisco trascorrerlo leggendo piuttosto che al computer. Però vedo che c’è comunque un certo numero di aficionados che continua farmi visita: grazie mille!

Grotesque è uno di quei romanzi che uccidono il genere in cui nascono: fa a pezzi canoni e cliché, ma è sostenuto da tale potenza e bellezza da giungere a creare qualcosa di nuovo.

Hirata Yuriko viene trovata cadavere, uccisa e derubata da un cliente. Dotata di una bellezza conturbante sin da bambina, aveva iniziato a prostituirsi giovanissima e man mano che la sua avvenenza era stata vilipesa dal tempo, aveva preso a vendersi in ambienti via via meno altolocati, sempre più infimi, fino a ridursi a battere la strada.
Dopo qualche mese anche Satō Kazue viene uccisa da un cliente, e questa volta il suo assassinio diventa un caso mediatico di risonanza nazionale. Non solo Satō Kazue conosceva Hirata Yuriko (avevano frequentato lo stesso liceo), ma di giorno svolgeva un lavoro normale, rispettabile anzi di prestigio: Direttrice della sezione Ricerca e Sviluppo di un’importante società di costruzioni.
È la sorella maggiore di Yuriko ed ex compagna di classe di Kazue a raccontare la loro storia: una voce narrante senza nome, quasi ossessiva nella sua presenza eppure dotata di un’identità sfumata, mai del tutto definita.
Nel suo racconto si innestano i diari di Yuriko e Kazue ed il memoriale del loro assassino, un immigrato cinese di nome Zhang Zhazong.

Il racconto della sorella di Yuriko parte da lontano: dai primi segni di quella bellezza sconvolgente e da come questa avesse allargato le crepe che già iniziavano a mostrarsi nella famiglia Hirata. Questa sua qualità quasi soprannaturale infatti l’aveva messa al riparo dalle sfuriate del padre tirannico così come dall’ostilità strisciante e rancorosa della madre, ereditata poi anche dalla narratrice. Agli occhi della sorella, Yuriko appare come un vero e proprio mostro di bellezza disumana, verso il quole prova un livore sempre più violento.
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Anche Yuriko si rende conto di essere resa speciale da tanta bellezza, diversa da tutte le altre persone che conosce. Si tratta però di un’arma a doppio taglio: se da un lato le conquista la benevolenza altrui, dall’altro la imprigiona nel ruolo di giocattolo, privo di qualsiasi scopo che non sia il compiacimento del prossimo. Yuriko impara ben presto a riconoscere il turbamento negli occhi di chi la guarda, che anzi diventa la principale conferma della sua esistenza. Sono proprio queste ondate di desiderio a suggerirle la missione della sua vita: il giocattolo sessuale, che attrae gli uomini e li compiace, ma in fondo rimane per loro un oggetto estraneo. Yuriko non ha altre orizzonte che l’esercizio di questo magnetismo.
È una donna sorprendentemente priva di ambizioni, in un romanzo in cui tutti i personaggi dall’ambizione invece sono rosi.

Satō Kazue desidera più di ogni cosa il riconoscimento altrui. Figlia maggiore in una famiglia che fa i salti mortali per mantenerla agli studi presso il prestigioso liceo Q, è stata cresciuta nella fede che impegno, sforzo e disciplina ferrea non potranno non ottenerle il successo. L’ingresso a Q frustra ogni suo sforzo di ragazzina borghese di integrarsi in un ambiente di figli di papà, e pur non potendo -o non volendo- ammettere il fallimento, qualcosa dentro di lei si spezza: estende la disciplina maniacale ad ogni altro ambito della propria vita, compresa l’alimentazione, e si ammala di anoressia. Il suo credo le dà la forza di proseguire con distinzione gli studi ed essere assunta in posizione di vertice presso una grande azienda. Quando si rende conto che la sua carriera è stata congelata, nonostante le energie che ha speso per mettere in luce le proprie qualità, per nessun’altra ragione se non il suo essere donna, nemmeno il suo regime alimentare ossessivo pare più uno sfogo sufficiente, e decide di darsi alla prostituzione.

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9 thoughts on “Grotesque /1

  1. Ma che coincidenza, ho giusto cominciato a leggerlo e me lo sto divorando! Faccio fatica a fare altro! E’ da un po’ di tempo che sta sul mio comodino in attesa e ora che il lavoro mi sta concedendo un po’ di tempo leggo, leggo, leggo….
    Dopo la meraviglia e il coinvolgimento che ho provato con “le 4 casalinghe di Tokyo”, non vedevo l’ora di leggere questo che già a 350 pagine mi sembra un capolavoro!

    Ciao Giuli cara a presto!

    0_0Tina

  2. Non so se lo definirei “capolavoro”, ma è senz’altro straordinario! Le novecento e passa pagine scorrono via come niente.
    C’è un’altra cosa che mi piace molto della Kirino, ovvero il fatto che abbia iniziato a scrivere piuttosto tardi: trentotto anni. Pensa che “Le quattro casalinghe di Tokyo” è il suo secondo romanzo! A pochi anni dal suo debutto si è dimostrata l’erede ideale del “giallo alla Matsumoto” o “giallo sociale” (shakaiha) e, a mio immodesto parere, una delle maggiori gialliste viventi.
    Aspetto sempre in trepidante attesa l’uscita del successivo.

    (A proposito, tre qualche mese dovrebbe uscire sia After dark di Murakami, che – spero – Mosaico della Taguchi. Mmmmh, non vedo l’ora!)

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