Interno coreano con sequestro

Interno coreano con sequestro - www.anobii.comInterno coreano con sequestro si candida con un ottimo piazzamento al titolo di libro più brutto che abbia letto dall’apertura del blog.

PAEK Nam-hui è una cantante pop coreana di età imprecisata. Non è molto celebre né particolarmente popolare, tuttavia la sua fama le ha dato delle seccature in passato, quando il suo domicilio è diventato di pubblico dominio convincendola dell’opportunità di cambiare casa.
A qualche settimana dal trasloco, Nam-hui sta tornando alla nuova casa canticchiando la preferita tra le sue canzoni, ma trova ad aspettarla un uomo che la sequestra nell’appartamento.
Il sequestratore, KU Ch’ong-tae, aveva subito un tracollo nervoso dopo il suicidio di un compaesano per i ripetuti fallimenti nella costruzione di una diga non lontano dal villaggio natale, allo scopo di strappare la terra al mare e stabilirvisi. Durante la fuga verso Seoul, udendo la canzone di Nam-hui, matura il piano del sequestro.
La strana convivenza dei due viene ricostruita a posteriori da Nam-hui in varie deposizioni rilasciate al procuratore O.: il sequestro si è concluso con la morte violenta dell’uomo in circostanze poco chiare che fanno convergere i sospetti sulla cantante.

Le ambiguità del rapporto tra vittima e sequestratore dovrebbe erssere il fulcro della narrazione, ma qui – giuro – non ho capito cosa ci sia scritto. La traduzione è così scadente che non sono riuscita a capire cosa accada, cosa pensino i personaggi né cosa si dicano per diverse pagine.
Quanto ho capito è che: Nam-hui aspetta con trepidazione che Ch’ong-tae la "distrugga" (…). La "distruzione" avviene sotto forma di uno stupro, desiderato da Nam-hui (!?) dopo la cocente delusione del fallimento di un primo tentativo (!?!!?). Nam-hui si sente rinata dopo l’esperienza e decide di rimanere sempre fedele a Ch’ong-tae (…?). Però, udita la sua storia al termine di un dialogo sul valore della fedeltà il cui senso mi è sfuggito interamente, Nam-hui si scopre delusa dal sequestratore, che aveva idealizzato (?!?!!!??). Fugge dall’appartamento ed al suo ritorno trova Ch’ong-tae morente. Perlomeno, così racconta…
Il saltabeccare tra presente e passato raggiunge il culmine del delirio nel corso della ricostruzione degli eventi a cui prendono parte sia Nam-hui che il procuratore O., seguito da un altro dialogo del tutto incomprensibile (noo, pure il procuratore O. no… era l’unico normale…).

Ci sono una quarantina di pagine interessanti sparse qua e là per il libro, che però è penalizzato da una traduzione – dal francese poi – scandalosa, unita ad un editing inesistente. La lingua di destinazione non è solo di una bruttezza indecente, ma è proprio sconnessa. Ci sarà un perché se il nome del traduttore non compare da nessuna parte.
Comunque, anche una buona traduzione non sarebbe riuscita a farmi digerire le varie ostiate del romanzo (vedi alla voce: psicologia dei personaggi).
Visto che la mia ostinazione non conosce limiti, se mi capitassero in mano i racconti dello stesso autore pubblicati sempre di O barra O, mi leggerei pure quelli. Sperando in meglio.

Autore: Yi Ch’ŏngjun (traslitterazione corretta: I Cheon-jun, hangul이청준, hanja: 李淸俊)
Editore: O barra O   Anno: 2001 (Edizione originale: 1980)   174 pagg.
Titolo originale: Keu norae tashi pureuji mothane
Traduzione dal francese a cura di: ??
ISBN: 88-87510-07-5

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7 thoughts on “Interno coreano con sequestro

  1. Prima ho scritto il post, poi mi sono detta che avevo usato sin troppe parole! Mi sento in fase parolaia.
    Se mi capitano libracci, di quelli posto. Naturalmente spero sempre di cadere bene ^^

  2. E’ già tanto che sia riuscita ad arrivare alla fine! Io lo avrei abbandonato, anche se nn sopporto abbandonare libri. In genere cerco di finirli anche se impiego mesi!
    Forse speravi in una spiegazione finale sulla vicenda incomprensibile!

    Baci 0_0Tina

  3. Ma no, in realtà il racconto della vicenda della diga era molto interessante.
    Era il resto a fare veramente pena… ma sono convinta che in mano ad un traduttore degno di questo nome sarebbe stato molto migliore.
    O perlomeno: leggibile.

  4. Ah, ho provato la ricetta della pasta pomodoro fresco e basilico che mi hai dato! Davvero niente male (la rifarò spesso, visto che ho il basilico fresco – ehehehe), ma il pomodoro tende a cadere sul fondo della terrina 😦

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