Tutti i figli di Dio danzano

Tutti i figli di Dio danzano - www.liberonweb.itRileggendo questi racconti di Murakami mi sono detta: devo assolutamente postare qualcosa! Così mi sono accorta di non aver scritto pressoché nulla su di lui nel blog prima d'ora. Bè, è ora di rimediare.
Tutti i figli di Dio danzano è una raccolta di racconti con un sottofondo in comune, quasi un basso continuo che li accompagna tutti ricomparendo sui giornali, nei notiziari in televisione, nei discorsi e nei pensieri dei vari personaggi: il terremoto di Kōbe del 1995.

Ranocchio salva Tōkyō
Un giorno Katagiri rincasa dal lavoro e trova ad aspettarlo una rana gigante. Katagiri rimane piuttosto perplesso, per usare un eufemismo. Non è esattamente normale trovarsi in casa un ranocchio alto due metri, che perdipiù cita Nietzsche, Conrad e Dostoevskij. Ma il ranocchio – anzi, Ranocchio – è venuto a parlare con Katagiri di una faccenda molto seria: Tōkyō è minacciata da un terremoto, assai più devastante di quello che aveva ridotto Kōbe in macerie qualche giorno prima. Il suo epicentro dovrebbe essere Shinkjuku, per la precisione nei sotterranei della banca presso la quale Katagiri lavora come riscossore di debiti.
Ranocchio l'ha osservato a lungo: è una persona normale, senza doti particolari, miope, mingherlino; eppure svolge il suo lavoro coscienziosamente, senza aspettarsi lodi né ringraziamenti. Non gode di alcun rispetto né in ufficio né presso i suoi fratelli, per i quali ha però provveduto agli studi ed alle spese delle nozze. Un uomo coraggiose come te, conclude Ranocchio, è proprio quello che ci vuole. Fatto si è che nel sottosuolo di Tōkyō abita il Gran Lombrico, un verme gigantesco che percepisce le vibrazioni provenienti dal mondo umano e le assimila sotto forma di odio; ridestato dal terremoto di Kōbe, si prepara a colpire. Ranocchio però è convinto di poterlo fermare, ma per farlo ha bisogno dell'aiuto di Katagiri.
Così si danno appuntamento per il 17 febbraio – la vigilia del sisma – a mezzanotte, nei sotterranei della banca.
Ma accade qualcosa di imprevisto: quello stesso pomeriggio un uomo tra la folla estrae una pistola e spara a Katagiri. Al risveglio si trova in un letto d'ospedale, stordito, con al proprio fianco un'infermeira intenta a sostituirgli una flebo che, sorridendo con l'indulgenza dovuta ai malati, gli dice che non c'è stato nessun sisma. Stanco e frastornato, Katagiri si ripromette di leggere Anna Karenina e Le notti bianche, una volta dimesso, per poterne chiacchierare con Ranocchio, quand'ecco che Ranocchio ricompare proprio in ospedale…

Ad avermi colpita in Ranocchio salva Tōkyō è stata soprattutto la profonda solitudine di Katagiri. Certo il suo comprimario si fa notare decisamente di più, se non altro perché è un ranocchio gigante di buone letture che appare e scompare. Ma è Katagiri a rimanere impresso come un graffio. La sua è la solitudine di chi si fa carico da solo del peso del mondo; una specie di Ettore che non gode però nemmeno della fama dell'eroe. Quando compare Ranocchio a chiedergli di aiutarlo a salvare Tōkyō, non si tira indietro.
Katagiri risponde all'etica giapponese del primato del dovere; è un eroe ed allo stesso tempo un salaryman dall'aria del tutto insignificante. Credo che se non fosse stato per l'esperienza di Underground Murakami non ne avrebbe mai eletto uno a protagonista di una storia. I racconti ne sono separati da soli 5 anni, ma sono molto diversi dalle cose che scriveva prima (infatti sono tutti in terza e non più in prima persona).
Ranocchio ed il Gran Lombrico rappresentano bene la via di Murakami alla narrazione.  Ricordo che Carver, in un racconto, usava nello stesso modo un branco di cavalli sciolti.

Ho divorato Tutti i figli di Dio danzano non appena è uscito, naturalmente, ma è solo rileggendolo di recente che sono giunta ad apprezzarlo davvero, dopo aver provato a leggere Carver. Di sicuro ne è molto influenzato, essendo tra l'altro il traduttore di Carver in giapponese. Ed ora che ho riletto Murakami, credo di poter rileggere ed apprezzare pure Carver.
Il mio preferito della raccolta, insieme a Ranocchio salva Tōkyō, è l'ultimo Torte al miele; mi era piaciuto da matti già la prima volta.

Autore: MURAKAMI Haruki (村上春樹)
Editore: Einaudi   Anno: 2005 (Edizione originale: 2000)   156 pagg.
Racconti raccolti:

  • Atterra un Ufo su Kushiro (Ufo ga Kushiro ni oriru – UFOが釧路に降りる) (1999)
  • Paesaggio con ferro da stiro (Airon no aru fūeki – アイロンのある風景) (1999)
  • Tutti i figli di Dio danzano (Kami no kodomotachi wa mina odoru – 神の子どもたちはみな踊る) (1999)
  • Thailandia (Tairando – タイランド) (1999)
  • Ranocchio salva Tōkyō (Kaeru-kun, Tōkyō o sukuu – かえるくん、東京を救う) (1999)
  • Torte al miele (Hachimitsupai – 蜂蜜パイ) (2000)

Traduttore: Giorgio Amitrano
ISBN: 978-88-06-17813-0

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3 thoughts on “Tutti i figli di Dio danzano

  1. Sono troppo fortunata per odiare il mondo.

    E poi Murakami è un autore ottimista. Oddio. Forse è meglio dire che lascia intravedere una luce di speranza in fondo al tunnel.
    E a me ‘sta cosa piace.

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