Il caso Jane Eyre

Il caso Jane Eyre - www.liberonweb.itIl caso Jane Eyre è stato una specie di caso editoriale, ma a dire il vero avevo messo in conto di leggero parecchio tempo fa, dietro consiglio di Pip (datato dicembre 2006: santo cielo quanto tempo è passato…). Accolgo i consigli di lettura con pochissime eccezioni, ma non sono mai tempestiva: aspetto il momento giusto… che alla fine arriva. Anche Il caso Jane Eyre ha avuto il suo momento.

Siamo in un 1985 distopico, in cui impazza la Guerra di Crimea e l’Inghilterra è governata nell’ombra da una gigantesca corporation, che per salvaguardare i propri interessi passa sopra la testa dele istituzioni ordinarie. Thursday Next, la nostra eroina, è un’agente delle Operazioni Speciali, il corpo di polizia, nella sezione letteraria: un lavoro che lascia poco spazio all’avventura – fino a che sul suo cammino non incrocia Acheron Hades. Suo ex docente di letteratura, Acheron è il terzo ricercato del Paese con una lunga lista di crimini all’attivo; un vero pericolo pubblico per cose, persone… ed opere letterarie, visto che grazie ad una macchina di nuova invenzione riesce a rapire Jane Eyre, minacciando la distruzione del celebre romanzo di Charlotte Brontë.
Riuscirà la nostra eroina a salvare la povera istitutrice inglese, assicurare Acheron alla giustizia, salvare i rapporti con il suo grande amore perduto, denunciare i misfatti della Goliath corporation e porre fine alla guerra?

Mah, non mi ha entusiasmata. Sono un po’ stufa dei libri che parlano di libri: li trovo nel complesso poco interessanti (quando non strabordano nel paranoico-persecutorio), al limite dell’onanismo letterario. Il fenomeno esiste e c’è a chi piace, ma non mi attira: trovo più intrigante mettersi in gioco che invocare una presunta purezza.
A parte la mia diffidenza per questo genere, è doveroso aggiungere che ci sono autori che sanno gestire l’autoreferenzialità con mestiere malizia, come Umberto Eco per citarne uno, ed altri che no, come Jasper Fforde. Si capisce ben presto che Il caso Jane Eyre è un’opera prima dalle tante ingenuità di cui è costellato il testo, dalla caratterizzazione evanescente dei personaggi al ricorso alle situazioni parallele nei rapporti Jane Eyre – Mr. Rochester e Thursday – Laden (nooooo pietà), alla smaccataggine del lieto fine totale, con soluzione di tutti i conflitti, trionfo del Bene e sconfitta del Male.
Per il resto mah, in quanto romanzo senza pretese non è neanche terribile; una lettura da metropolitana non spiacevole.

C’è una cosa che però non posso assolutamente perdonare a Fforde: ha fatto di Edward Rochester un cicisbeo piagnucoloso. Rochester?!?! Rochester è irruento, oscuro, passionale, cinico, scorbutico, ed ha un umorismo nerissimo.  L’operazione di Fforde è semplicemente insensata. Sarebbe come trasformare il dottor House nel dottor Ross.
Volete un assaggio di un autentico Mr. Rochester?

La traduzione è così così, ma sono cose che capitano quando, per accelerare i tempi, la si assegna a più persone.
Dovendo dare un voto… un 6 stiracchiato. Ho letto di peggio.

Autore: Jasper FFORDE
Editore: Marcos y Marcos   Anno: 2006 (Edizione originale: 2001)  382 pgg
Titolo originale: The Eyre Affair
Traduttori: Emiliano Bussolo e Daniele A. Gewurz
ISBN: 978-88-7168-436-9

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...