Memorie di una geisha

Memorie di una geisha - www.liberonweb.itFiglia di pescatori poverissimi, la piccola Chiyo viene venduta ad una casa di geisha di Kyōto. Attiratasi involontariamente l’ostilità di Hatsumomo, la geisha più importante della casa, Chiyo vi trascorre mesi di inferno svolgendo mansioni servili.
Un giorno, mentre guarda afflitta lo scorrere del fiume Shirakawa, un uomo impietosito si ferma a consolarla e, colpito dai singolari occhi azzurri della ragazzina, le offre un sorbetto prma di raggiungere le due geisha che lo stanno aspettando. L’inattesa cortesia dell’uomo lasciasu Chiyo una profondissima impressione, e decide di diventare una geisha lei stessa per poterlo riincontrare.
L’apprendistato è molto duro, le regole da rispettare numerose e severe: deve imparare a conversare, ad intrattenere i clienti, a danzare, a cantare, a suonare lo shamisen ed il tamburo, a raccontare storielle spinte ed a far sentire gli avventori a proprio agio.
Con il nome di Sayuri inizia la propria ascesa nel piccolo mondo di Gion, ostacolata dalla rivalità con Hatsumomo. Ma l’obiettivo di Sayuri è solo uno, e sembra vicino alla sua realizzazione quando finalmente ritrova l’uomo del sorbetto id tanti anni prima. Senonché non solo lui non la riconosce, ma non sembra nemmeno prestarle particolare attenzione. Ben altro è l’atteggiamento di Nobu-san, suo socio e migliore amico: Sayuri risveglia in lui una tenerezza insospettata sotto il carattere burbero. Si trova così intrappolata in un triangolo scaleno, e decide di lottare contro la norma più rigida nella vita di una geisha: non essere padrone di scegliere l’uomo da amare.
Riuscirà la nostra eroina a caronare il proprio sogno, ad essere amata come Chiyo, la ragazza candida, curiosa e sincera, e non come Sayuri, l’inafferrabile geisha?

Risparmio volentieri a tutti il finale mieloso (se corona il suo sogno d’amore? Certo che lo corona, si tratta pur sempre di un romanzaccio americano, figuriamoci se poteva avere un ending non ultraconvenzionalmente happy).
Il sale della storia è un meccanismo narrativo che raramente fallisce: una sorta di estrema suspence sentimentale in virtù della quale non solo l’amore è contrastato, ma per una serie di circostanze non può nemmeno essere espresso, al punto che Sayuri fino all’ultimo non sa se sia corrisposto oppure no. Se avete presente Jane Austen, questo è l’atout di quasi tutti i suoi romanzi: qua e là sono disseminati molti indizi, ma la loro interpretazione non è univoca ed il dubbio, dopo aver nutrito speranze e delusioni, viene sciolto solo con la conclusione. A me però curiosamente è venuto in mente Boccaccio, quando scrive «di chi, da diverse cose infestato, sia oltre alla sua speranza riuscito a lieto fine». Insomma, abbiamo a che fare col succo del genere della commedia romantica.
La lettura è scorrevole e non particolarmente impegnativa; il romanzo ha un suo ritmo e non è nemmeno eccessivamente lungo. L’ambientazione è curata, la caratterizzazione anche… per essere un’opera prima, una lettura d’evasione, non ha nulla che non vada, eppure mi ha lasciata in qualche modo insoddisfatta. Non so perché, ma ho avuto l’impressione di avere in mano un’opera mediocre. Vorrei mettere a fuoco meglio questa mia impressione…

Sarei anche tentata di regalare il libro alla locale biblioteca, che è piccola ed in disperato bisogno di acquisizioni, ma io stessa l’ho ricevuto in dono da una conoscente che è stata tanto cortese da farmene omaggio ricordandosi di una conversazione casuale di qualche giorno fa. Immagino che dovrei tenerlo, se non altro per riguardo (sorge però il problema: dove metterlo? Il mio scaffale di narrativa americana è già al collasso).

(Comunque sappiatelo, io tifavo per Nobu-san).

Autore: Arthur GOLDEN
Editore: TEA   Anno: 2008 (Edizione italiana: Longanesi 2005; originale: 1997)  572 pgg
Titolo originale: Memoirs of a Geisha
Traduttrice: Donatella Cerutti Pini
ISBN: 978-88-502-1718-2

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3 thoughts on “Memorie di una geisha

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