Il sapore della gloria

Il sapore della gloria - www.webster.itIn una parola: morboso. Ok, trattandosi di un libro di Mishima sapevo che non ci avrei trovato la Pimpa, ma qui abbiamo superato i livelli di guardia!

Noboru è un tredicenne che vive insieme alla madre a Yokohama, la grande città pprtuale vicina a Tōkyō: un ragazzino remissivo, che scorrazza per i moli con un gruppetto di coetanei nichilisti (!?!?!!) di nascosto da madre e governante. Il bersaglio principale dei sermoni moraleggianti del loro leader è la figura paterna, e Noboru essendo orfano è considerato il più fortunato del gruppo, finché non compare un nuovo padre a prendere il posto di quello defunto.
Ryuji Takazaki è un officiale di lungo corso dal carattere fiero e schivo. I suoi occhi spesso di perdono nell’orizzonte blu, all’inseguimento del sogno di una morte in mare coronata dalla gloria. Fogorato dalla ancora piacente madre di Noboru, Ryuji decide di rimanere a terra ed accasarsi. Agli occhi di Noboru la trasformazione di Ryuji da lupo di mare degno di un certo rispetto all’aborrita posizione di padre ha del mostruoso. È il capo della banda dei mocciosi nichilisti a suggerire a Noboru l’unica via per restituire al marinaio parte della gloria perduta…

Naturalmente non vi dico qual è, questa maniera, ma posso assicurarvi che si tratta di qualcosa di raccapricciante. Senza contare che mi è sfuggito totalmente il nesso con la fantomatica gloria.
Un passaggio che invece mi ha fatto dipanare molti pensieri riguardava il senso dell’attesa. Dopo un primo, fugace incontro, Ryuji riprende il mare e Fusako si impone di non aspettarlo. Si butta nel lavoro, negli sport, negli altri suoi hobby in modo da non lasciarsi andare nemmeno per un momento a lui con nostalgia; ma è proprio questo proponimento a tradirla, perché Fusako non fa che costruire la propria quotidianità intorno alla sua assenza. Non fa altro che acuirne la mancanza. Ad un certo punto Fusako se ne rende conto ed è questo brano che ho trovato affascinante.

Nel complesso interessante, anche se molto diseguale e nemmeno lontanamente all’altezza delle sue opere migliori. Piccola nota a margine: è impressionante il numero di romanzi giapponesi in figurano degli scuoiamenti, in particolare – come in questo caso – a danni di gatti. Sul serio, dovrebbero mettere un bollino sulla copertina, così uno si regola.

Autore: MISHIMA Yukio (三島由紀夫), pseodumimo di HIRAOKA Kimitake (平岡公威)
Editore: Leonardo   Anno: 1994 (Edizione originale: 1963)  143 pagg.
Titolo originale: Gogo no eikō (午後の曳航)
Traduzione del titolo: Gloria nel pomeriggio
Traduttore: Mario Teti

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2 thoughts on “Il sapore della gloria

  1. Se il post voleva velatamente servire a sconsigliare la lettura del libro, sappi ahimé che invece MI HAI FATTO VENIRE UNA VOGLIA MATTA DI LEGGERLO! E dire che Mishima non mi piace :p In ogni caso andrò a chiedere ad Hazuki e agli altri giapponesi di Jourdan che cosa ne pensano dei gatti scuoiati. Sai, tanto per mettere le mani avanti… al prossimo spezzatino giapponese potrei anche inventarmi qualche impegno urgente :p bacione!

  2. Va ancora bene. Ho notato anche una certa ricorrenza di assassine che squartano i cadaveri.

    E comunque sono troppo depressa. Dopodomani vado a Roma per il fine settimana ed ho scoperto dieci minuti fa che la mostra di Ukiyo-e che volevo visitare non sarà inaugurata che martedì.
    …’azzo ci vado a fare? E poi pioverà di sicuro.

    …Qualcuno interessato ai biglietti di un Milano-Roma??

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