Addio all’estate

Addio all'estate - www.liberonweb.itNon avrei bisogno di motivi strampalati per leggere altri romanzi, ma per qualche ragione me li cerco lo stesso. Su anobii sono iscritta ad un gruppo di lettura i cui partecepanti leggono libri legati alle stagioni. Ho colto la palla al balzo per leggere il mi primo Bradbury (le mie lacune sono spaventose), ed eccomi qua.

Doug è un marmocchio di quasi tredici anni, a capo di una banda di ragazzini che scorrazza per una sonnacchiosa cittadina di campagna. Calvin C. Quatermain è un vecchio atrabilioso che detesta i ragazzini e che una sorte ironica ha posto a capo del Comitato scolastico o giù di lì.
Il chiodo fisso di Doug è di vincere la guerra contro la vecchiaia, personificata dal tignoso Quatermain; l’ossessione di Quatermain è sbaragliare i ragazzini, primo fra tutti quell’impudente di Doug.
Le offensive dei ragazzi vanno a colpire di volta in volta gli oggetti che ai loro occhi simboleggiano l’oippressione dei vecchi, per convergere infine sul grande orologio cittadino che scandisce con i suoi rintocchi lo scorrere del tempo. Farlo saltare in aria congelando il tempo in una estate senza fine sembra la mossa in grado di decidere le sorti del confitto.
Tuttavia è proprio il tempo, che tesse la propria tela indipendentemente dai desideri dei singoli, a cambiare le carte in tavola nel campo dei due opponenti: Doug e Quatermain prendono coscienza della reciproca temporalità – l’uno invecchierà proprio come l’altro è stato giovane -. e da quel momento non potranno che lasciarsi scivolare verso la fine dell’estate.

Più che dipanare una trama, Bradbury sembra voler raccontare un momento; lascia che le piccole avventure dei vari personaggi si susseguano fino a rendere quel momento non più rimandabile, quasi necessario.
La struttura del romanzo mi ha un po’ disorientata. Il filo del discorso si ingarbuglia, si attorciglia intorno a qualcosa – una parola, un oggetto, un’emozione – mentre altre volte pare sfilacciarsi inspiegabilmente. Non riuscivo a capacitarmi di tanta disunità, quasi che Bradbury non si fosse preoccupato di dare forma ad un intero coerente, eppure il racconto sta insieme.
Nella postfazione Bradbury scrive di aver lasciato i personaggi liberi di fare quel che volevano. Non credo che sia andata così. Piuttosto, immagino che ormai abbia acquisito un tale mestiere da non doversi più preoccupare di cose come la costruzione narrativa per raccontare quel che gli preme.

Non mi ha convinta del tutto, ma riconosco come punto a suo favore la brevità.

Autore: Ray BRADBURY
Editore: Mondadori   Anno: 2008 (Edizione originale: 2006)   176 pagg.
Titolo originale: Farewell Summer
Traduttrore: Giuseppe Luppi
ISBN: 978-88-04-58428-5

Annunci

10 thoughts on “Addio all’estate

  1. Ma no, ci sono autori che se la cantano e se la suonano per centinaia di pagine: è seccante.
    Bradbury dice quello che deve dire nelle pagine di cui aveva bisogno e non di più.

    Comunque non mi sento scoraggiata, prima o poi leggerò un altro Bradbury.

  2. Come “altro Bradbury”, mi permetto di consigliare Cronache marziane.
    Per chi fosse allergico/a alla fantascienza, è d’uopo rammentare che: Cronache marziane difficilmente è assimibilabile a ciò che comunemente si intende e/o consuma come fantascienza.

    In alternativa, ci sono diverse raccolte di racconti brevi.
    Ma uno dei problemi di Bradbury è che la sua produzione di racconti si muove tra alti e bassi assai vertiginosi.
    Quindi, maneggiare con cautela e scaltrezza.

    Tutto questo a parer mio, ovviamente.

  3. Grazie per la segnalazione. Tra l’altro, Cronache marziane dovremmo averlo in casa. Chissà dove. In un’edizione ingiallita di tredicimila anni fa o giù di lì.

    Il prossimo racconto di fantascienza o quasi che ho nel mirino però è Fiori per Algernon.

  4. — Il prossimo racconto di fantascienza o quasi che ho nel mirino però è Fiori per Algernon. —

    *_________________________*
    Leggiloooooooooooooooooooo!!!!

    A me è piaciuto. Tantissimo.
    È anche vero che l’ho letto a quindici anni… o forse quattordici?
    Però… penso valga comunque.

    È più “quasi” che “fantascienza”, però. 🙂

  5. Tama, vado off topic, ma da più parti mi hanno consigliato la lettura del rumeno Cioran come ultimo esponente europeo della letteratura nichilista (Per quanto possa valere questa classificazione) da lettrice variegata che ne pensi????

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...