Il buio oltre la siepe

Erano anni che desideravo colmare questa storica lacuna: sin da quando scoprii che veniva propinato a tutti i quattordicenni d’Irlanda come parte integrante del programma scolastico di inglese mentre io, che ne avevo al tempo quasi diciassette, non l’avevo letto. Che onta! XD
Me la sono presa comoda, ma quando mi metto qualcosa in testa (specie parlando di libri…) in genere vado fino in fondo. E così eccomi qua, con un gran bel romanzo in più all’attivo (quest’anno esordisce in maniera assai promettente  ).
Siamo a Maycomb, piccolo capoluogo della contea omonima, Alabama, prima metà degli anni ’30. Dill, ospite della zia per l’estate, si unisce a Jem e Scout in innumerevoli scorribande per il vicinato; la loro méta preferita è la spettrale casa dei Radley, dalla quale si dice Boo non esca da più di quindici anni. I tentativi di avvicinamento sembrano andar a monte, ed al volgere al termine dell’estate Dill deve ripartire; Scout inizia ad andare a scuola, dove fatica ad ambientarsi per via del temperamento impertinente giudicato inappropriato in una bambina, mentre Boo Radley torna ad essere una storia  di fantasmi che ha reso più eccitanti i giochi estivi.
Dill ritorna l’estate successiva, e per quella dopo ancora; ormai però i loro interessi sono contagiati dallo stesso evento che ha mandato in fibrillazione gli adulti di Maycomb: il padre di Scout e Jem, l’avvocato Atticus Finch, ha assunto la difesa di un uomo accusato di violenza carnale, gettando scandalo e suscitando un denso cicaleccio di riprovazione. Nessuno dubita che Tom Robinson sia colpevole; lui è un negro e la sua presunta vittima una bianca.
Il processo si celebra in un’atmosfera incandescente, e seguendo il lavoro del padre Scout e Jem iniziano a domandarsi come sia fatta una società che pare aver condannato un imputato sulla base di impalpabili impressioni e luoghi comuni, senza bisogno di esaminare il caso alla luce delle prove raccolte. Non immaginano che verranno coinvolti loro malgrado, né chi sarà a dar loro una mano…

Continua la mia fortuna in fatto di romanzi in questo inizio d’anno. Il buio oltre la siepe è stato una lettura quantomai avvincente, anche grazie alla narrazione che si giova del doppio deangolamento del punto di vista di Scout: in quanto bambina ed in quanto femmina (due ottimi motivi, secondo buona parte degli adulti che la circondano, per tenerla all’oscuro – o, come probabilmente direbbero loro, "al riparo" – delle loro faccende).
Ostinata e curiosa, Scout mette il naso dappertutto e ci svela la vita quotidiana di una sonnolenta cittadina dell’Alabama, mostrandoci come un evento critico eccezionale (il processo) ne catalizzi le energie libere, ne scopra i nervi, renda visibili le linee di forza che ne informano la vita sociale.
La discriminazione agisce ai vari livelli della stratificazione sociale, ed il razzismo diretto verso i neri ne costituisce solo la manifestazione più evidente, perché meno sottile è la differenza che li rende riconoscibili.
Un romanzo ficcante e gustoso di cui, per quanto valga il mio parere, consiglio la lettura a grandi e piccini: si lascia divorare in un battibaleno.

Autrice: Harper LEE
Editore: Feltrinelli   Anno: 2008 (Edizione originale: 1960)  290 pagg.
Titolo originale: To kill a mockingbird
Traduzione del titolo: Uccidere un tordo beffeggiatore
Traduttrice: Amalia D’Agostino Schanzer
ISBN: 978-88-07-80459-5

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5 thoughts on “Il buio oltre la siepe

  1. Mmh… è una battuta, ma in realtà la segregazione di Boo in casa, alla quale l’autrice allude spesso, rimane avvolta in un velo di mistero e non escludo che ad un certo punto abbia smesso di uscire perché non riuscisse più a farlo.

  2. bellissimo romanzo, da cui hanno tratto un altrettanto bel film! Gregory Peck diceva che era stato il suo ruolo preferito…
    Ettore Maggi

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