Nel paese dei ciechi

Nel Paese dei Ciechi - www.liberonweb.itIn una valle di difficile accesso, chiusa fra le cime andine, gli abitanti iniziano a perdere la vista. Ila cambiamento è tanto graduale da passare inosservato e dopo quindici generazioni di abitudine ed isolamento, nessuno ricorda più cosa sia la vista, né dell'esistenza di un mondo al di là dei costoni rocciosi che cingono la valle. Anche il resto del mondo si è dimenticato di loro, sopravvissuti solo nel favoleggiare su di un misterioso Paese dei Ciechi.
Finché un giorno, a causa di un incidente durante una scalata, un alpinista non precipita nella Valle. Resosi conto di essere l'unico vedente, Nuñez tenta invano di sfruttare la sua facoltà per dominare gli abitanti della valle, sulla scorta del detto secondo cui "fra i ciechi il monocolo è re".
Tuttavia ogni suo tentativo è coronato da un sonoro insuccesso; non solo essi hanno compensato l'handicap della vista sviluppando maggiormente gli altri sensi, ma non hanno alcuna intenzione di dare corda ad uno straniero sbucato dal nulla ed a quelli che paiono nient'altro che delirî insensati. Alla fine uno degli abitanti lo prende come servo e da allora Nuñez viene considerato un buon lavoratore, benché un po' tocco.
Il Nostro si è ormai abituato alla vita nel paese, quando un saggio trova il modo di guarirlo dalla minorità che lo affligge impedendogli l'integrazione a tutti gli effetti nel villaggio: e così decidono di cavargli gli occhi…

Racconto saturo di idee, pur nella sua brevità Nel paese dei ciechi rivela l'interesse di Wells per certe dinamiche sociali. Ad esempio, mi ha molto colpita il fatto che la percezione da parte di Nuñez della propria superiorità fisica (in realtà poi tutta da dimostrare…) sia immediatamente accompagnata dal corollario che ad essa debba corrispondere superiore autorità. E forse quest'ultimo assunto non è scorretto e ad essere infondata è solo la premessa.
Nuñez è oggetto di ridicolo e di un sottile disprezzo in virtù della sua diversità: i ciechi bollano come assurdità tutto ciò che esula dalla loro esperienza, e sono disposti a tollerare le sue fanfaluche solo nella misura in cui il vedente rimane controllato e relegato in uno status di inferiorità; è solo quando egli chiede in moglie una ragazza del luogo che la sua diversità diventa incompatibile con la sua integrazione a pieno titolo nel villaggio e, per il suo bene, gli altri abitanti decidono di eradicarla. In sostanza, la condizione per vivere alla pari con gli altri è l'eliminazione di ciò che lo rende diverso.
Lo trovo un tema molto interessante e molto attuale, vista l'insistenza con la quale si parla di integrazione a proposito di immigrazione; spesso due accezioni diverse di questo termine vengono sovrapposte: da un lato c'è la convivenza basata sull'accettazione dei diritti e doveri richiesti a tutti i residenti; dall'altro una spinta all'assimilazione che però spesso nasconde una negazione dell'altro, un rifiuto della sua alterità ed una più sottile forma di discriminazione.

Non ricordo di aver letto altri libri di Wells prima di questo, e non vedo l'ora di agguantare il prossimo.
 

Autore: Herbert George WELLS
Editore: Bollati Boringhieri   Anno: 2008 (Edizione originale: 1904)   61 pagg.
Titolo originale: The Country of the Blind
Traduttore: Franco Salvatorelli
ISBN: 978-88-459-2332-6
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4 thoughts on “Nel paese dei ciechi

  1. Nel senso che immagino che Nuñez magari sarebbe anche riuscito ad imporsi facendo leva sulla forza, se solo la forza fosse stata dalla sua. I ciechi invece non gli sono affatto fisicamente inferiori, al punto che riescono a sventare un suo maldestro tentativo di fuga.Non intendevo dire che condivido l'assunto!

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