La bella estate

La bella estate - www.liberonweb.itSfida delle stagioni, Primavera-Estate (150x148)

Mi sono accorta d'imporvviso che manca assai poco ormai all'equinozio, e che ancora non figurava nel mio palmares la lettura dell'Estate! Presa com'ero dalla preparazione degli ultimi esami, mi sono lasciata guidare dalla pigrizia nella scelta di un libro a portata di mano, che attendeva pazientemente a scaffale solamente di essere letto.

Siamo in estate ed a Ginia i suoi sedici anni e le serate fatte apposta per uscire con le amiche danno un po' alla testa, infondendole una sorta di smania di ridere e divertirsi. In realtà Ginia guarda un po' dall'alto in basso certi modi di fare delle sue amiche, soprattutto le scarse resistenze con le quali paiono concedersi ai morosi, il loro alludere a qualcosa da cui lei è esclusa: per sé sogna qualcosa di diverso. È sull'onda di questa sete di novità che inizia a frequentare Amelia, una ragazza più grande che fa la modella di nudo, ha accesso agli studi di pittore e sembra saperla lunga.
Inizia ad accompagnarla nei suoi giri e così facendo conosce Guido, di cui presto di infatua e per il quale "si spreca", finendo per fare proprio ciò che rimproverava alle compagne, per quanto si giustifichi. Ginia si lascia trasportare, crogiolandosi nel deisderio di essere amata con passione e tenerezza, quasi fosse una realtà e non una speranza di cui lei stessa avverte a tratti l'esilità. Quando, piccata e gelosa di Amelia, si offre di posare nuda per Guido facendo un affronto al proprio pudore, si rende conto di suscitare solamente l'ilarità sia del pittore che dell'amica, la disillusione è bruciante ed il grande amore le appassisce fra le mani.
Qualche settimana nel freddo dell'inverno ormai caduto sulla città leniscono la sua offesa, facendo sì che accetti di essere ormai indistinguibile da tutte le altre.

Ho un'osservazione estremamente sciocca da fare a proposito della letteratura italiana pubblicata tra gli anni '30 e '40: perché mai l'onomastica è così sgraziata? I nomi dei personaggi che abitano nelle pagine di Pavese, Moravia e compagnia mi suonano sempre troppo materiali, troppo mesti, troppo vili. Non so se un'impressione unicamente mia, o se fosse avvertita l'esigenza di "avvicinare i personaggi al popolo" o chessòio…
Chiusa questa parentesi di spudorata superficialità, la cosa che mi ha maggiormente colpita del romanzo breve (o racconto lungo che dir si voglia) è la messa a fuoco molto stretta sui personaggi, i quali sono totalmente privi di orizzonti sia temporali che spaziali: non indugiano in ricordi, non fanno anticipazioni per il futuro (se si esclude qualche sporadico vagheggiamento da parte di Ginia di una felicità nebulosa, che però è solamente un'estensione del suo trasporto presente); anche l'ambientazione è priva di spazi, ed i personaggi si spostano da un piccolo interno all'altro, senza che di alcuno si dia una qualche descrizione. Ne ho ricevuto l'impressione di un presente claustrofobico, opprimente.
Non è il primo libro di Pavese che mi capita di leggere, ed ancora una volta l'ho trovato la sua scrittura attanagliante. Mi chiedo come farò ad arrivare in fondo al volumone di "tutti i romanzi", tornato ad appollaiarsi sullo scaffale.

Autore: Cesare PAVESE
Editore: Einaudi   Anno: 2005 (Edizione originale: 1949)   125 pagg.
ISBN: 978-88-06-17300-5

Annunci

4 thoughts on “La bella estate

  1. Avvicinare i personaggi al popolo direi sì, c era stata la polemica gramsciana sull'assenza di una significativa letteratura nazionalpopolare in Italia e un gran dibattito su giornali e riviste sulle iniziative di alcune testate di pubblicare letteratura d appendice straniera, vecchia di 100 anni o giù di lì.Che magnifico romanzo, il tuo riassunto mette una gran voglia di leggerlo.Ciao, Francesco

  2. Mmmh… personalmente continuo ad avere grossi problemi con gli autori italiani degli anni '30-'60 (con poche lodevoli eccezioni: Fenoglio e Morante per dirne due): faccio molta fatica ad ingranare, come un motore ingolfato di sabbia.Penso che siano interessanti da leggere per avere degli squarci sul periodo non di cui scrivono, bensì nel quale scrivono. Però non so se li consiglierei, al di là di ragioni di cultura generale…

  3. Ciao Tama da quando tempo mi fa piacere tornare a leggerti . Sto post mi manda indietro di anni agli ultimi mesi prima della maturità mi son strafatto di Pavese (mi sta quasi scendendo la lacrimuccia!) Il Diario resta  uno delle opere piu belle lette in vita mia. Un abbraccio  

  4. Mak, fa piacere risentirti ^^
    Pavese, Pavese… lo trovo una lettura interessante, ma faticosa… le sue atmosfere grigiastre, quasi tetre, l'attenzione verso il micragnoso e le disillusioni sono tutti disincentivi. Qualche anno fa però ho fatto l'acquisto azzardato di un volumone con "tutti i romanzi", perciò immagino che col tempo li sgranocchierò tutti.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...