Progetto di legge per vietare alle donne di imparare a leggere

AProgetto di legge... - www.liberonweb.itLa prima volta che ho sentito nominare questo libro è stato su Glob, ma siccome sbadatamente non mi ero appuntata il titolo, è finito nel dimenticatoio per parecchio tempo. Finché, un bel giorno, non lo vedo spuntare da una libreria anobiana che seguo! E' proprio vero che le vie dei libri sono infinite. O si potrebbe anche dire che non sono poi molte e che ne bazzico un bel numero.

Silvain Maréchal ne vide e ne combinò di tutti i colori: giornalista d'assalto durante la Rivoluzione francese, acceso anticlericale, subì diversi procedimenti penali (compresa la carcerazione) per il carattere scandaloso, blasfemo, osceno o tutte e tre le cose insieme delle sue opere. Su posizioni ancora più radicali di quelle dei Montagnardi, partecipò alla stesura del Manifesto della Congiura degli Eguali di Babeuf e Bonarroti (1796). Insomma, un bel tipo.
Perciò potrà forse stupire che la medesima persona sia l'autore di questo Projet, ma solo fino ad un certo punto, quando si scopre che il suo ideale di società era una sorta di Arcadia disneyana (affollata di cuccioli che saltellano felici e starlette che sbandierano la propria castità ed i sani valori di una volta), un idillio agropastorale in cui l'uomo era chiamato ad affrontare i pericoli del mondo fuori delle mura domestiche, mentre alle figlie, sorelle, mogli, madri etc (sempre citate e definite a seconda del loro ruolo) era affidato il compito di accudirlo, dall'interno del loro gineceo.
Ora, questo modello di società era anacronistico già ai tempi di Maréchal, e non pochi dei suoi contemporanei l opercepivano come retrivo. Nonostante in trattamento infame riservato a Olympe De Gouges ed alle sue rivendicazioni di diritti politici sanciti dal diritto e pubblicamente riconosciuti, le donne dell'alta società del tempo riuscirono spesso ad ottenere una notevole influenza in via ufficiosa ed informale: tenendo salotto, tessendo relazioni e contatti fra personaggi in vista o come consigliere dietro le quinte.

E' interessante come l'autore, un pasdaràn della Rivoluzione e dunque all'apparenza un convinto progressista, sposi idee tanto reazionarie; o forse siamo noi e la nostra vulgata storia a voler considerare l'Illuminismo preso in blocco come un movimento verso "il progresso" e l'innovazione quando invece il quadro è assai più complesso?
Maréchal, nel vagheggiare una "società di eguali", non ha in mente una fuga in avanti, bensì il ritorno ad una età dell'oro (probabilmente risalente all'epoca in cui "qui era tutta campagna") interamente immaginaria, ma poco importava, come poco importa oggi che non esista qualcosa come "i popoli padani". Chissà, forse Maréchal aveva presentito i rivolgimenti sociali che la Rivoluzione industriale alle porte avrebbe portato con sé.

Il divieto di lettura (così come di studiare il solfeggio, la pittura, la storia, la geografia e tutte le scienze) era decisivo per la sua utopia (o distopia, a seconda dei punti di vista): rei di dare cattivi esempi, o peggio ancora di contribuire alla costituzione di una qualsiasi autonomia di giudizio, i libri avrebbero dovuto essere tenuti lontani dalle donne affinché queste non ne subissero la perniciosa influenza iniziando a pensare con la propria testa, diononvoglia, e magari persino ad esprimere critiche. Le donne dovevano essere mantenute sotto costante tutela, se si volevano scongiurare perturbazioni della loro obbedienza.

Sarebbe interessante ripercorrere la storia dell'emancipazione femminile nel mondo europeo confrontandola con i mutamenti della base economica ed anche con le vicende di altre società, le cui donne bolliamo sommariamente come "oppresse" (con autogratificazione conseguente) spesso ignorandone la condizione e lo stile di vita; e pure dedicare un po' di spazio alle simmetriche pressioni sociali che gravano sugli uomini, invero piuttosto trascurate dagli "studi di genere" (che in genere di genere ne studiano uno solo, in un'unica area ed in un'unica ottica), dal momento che, checché se ne dica, nell'Arcadia dorata così come nella Francia postrivoluzionaria e nell'Italia di oggi che rivendica un posto nelle democrazie liberali , un maschietto che coltivi l'hobby dei centrini all'uncinetto attraversa le sue difficoltà.

Dai Motivi del Projet:
«Una donna che scrive si sente in diritto di potersi permettere molte più cose di una che conosca solo l'ago e il filo.» (p. 32)
«Una donna, anche se non sa leggere, non è meno rispettabile, meno degna di essere amata, meno all'altezza di assolvere i propri obblighi di sposa, di madre, di parente, di amica.
«Al contrario, un marito di buonsenso è più soddisfatto accanto a una moglie sempliciotta e ignorante, che non a una piena di pretese culturali e smaniosa di successo.» (p. 40)

Dagli articoli del Projet:
«La Ragione disapprova che le donne assitano alle lezioni di chimica: la zuppa migliore è della cuoca che non sa leggere.» (pp. 68-9)
«La Ragione vuole che le donne, assolutamente estranee alle miserabili dispute dei preti, professino la religione del cuore, e confessino le loro colpe soltanto ai padri e ai mariti, unici giudici competenti.» (pp. 76-7)
«La Ragione vuole che (…) le donne continuino a rinunciare ai diritti civili, ai cui doveri non sarebbero in grado di adempiere.» (p. 81)
 

Autore: Sylvain MARÉCHAL
Editore: Archino   Anno: 2007 (Edizione originale: 1801)   137 pagg.
Titolo originale: Projet d'une loi portant défense d'apprendire à lire aux femmes
Traduttore: Enrico Badellino
ISBN: 978-88-7768-495-0

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4 thoughts on “Progetto di legge per vietare alle donne di imparare a leggere

  1. Avevo visto che spuntava dalla tua libreria..in effetti volevo saperne un po' di più.Fortunatamente l'hai recensito ;)Certo che però a leggere certe frasi l'irritazione viene.E sì, io prediligo distopia ad utopia, in questo caso.

  2. Be', è molto interessante. I comportamenti muliebri promossi a pieni voti da Maréchal vengono da lui presentati come esito inevitabile di legge di natura e legge di ragione: leggendoli ora, appaiono destituiti di ogni fondamento fino al ridicolo, e senza dubbio condizionati storicamente.Ciò non toglie che oggidì si senta parlare in molti ambienti di organizzazioni particolari e storicamente determinate del nucleo familiare come esiti inevitabili di legge di natura & ragione…

  3. Mah… visto che in genere l'aletrnativa vede il maschio-Ragione oberato dal fardello di correggere la femmina-Natura, sempre pronta a farlo decadere dalle altezze dello spirito, ci si potrebbe anche accontentare…

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