The Sky Crawlers

The Sky Crawlers - www.amazon.comMentre mi trovavo nell'emisfero orientale non ho affatto perduto il mio vizietto, anzi! La libreria dirimpetto alla scuola mi attirava al proprio interno quasi ogni volta che ci passavo davanti. Se non avessi avuto la preoccupazione del peso eccessivo del bagaglio, mi sarei portata via anche gli scaffali ed i commessi prodighi di inchini.
Ho scoperto in seguito che a scuola ero conosciuta come "quella dei romanzi"…

Kannami Yūhichi viene svegliato da un sogno particolarmente vivido, ed essendo ormai quasi mattino, fa quattro passi fino all'hangar, per ammirare il suo aereo. Kannami Yūhichi infatti è un pilota, è stato appena assegnato alla base, e già dalla prima missione di ricognizione si mette in luce per l'abilità non comune.
In seguito alla Terza Guerra Mondiale, gli Stati hanno messo al bando la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; tuttavia l'hanno esternalizzata, specializzata, affidata ad aziende che mettono in campo piloti ed aerei, ma non coinvolgono civili. Grazie ad esse il mondo vive un duraturo periodo di pace. Non tutti i piloti sono umani: alcuni sono kildre, bambini costruiti in laboratorio in modo tale che non invecchino né muoiano mai.
Yūhichi è un kildre; come lui, lo sono molti suoi colleghi, così come il pilota che è stato chiamato a sostituire, Kurita, e la loro diretta superiore Kusanagi.
Intorno a Kurita però aleggia uno strano silenzio. Della morte di Kurita nessuno sembra voler parlare, perlomeno non con Yūhichi. Yūhichi però non riesce a togliersela dalla testa.
Qual è il legame che unisce Kurita, Yūhichi e Kusanagi? E se fosse vero che Kurita è stato ucciso a sangue freddo da Kusanagi, potrebbe essere in pericolo anche Yūhichi? Qual era il motivo del suo gesto?


La narrazione si snoda lentamente al seguito di Yūhichi e della sua vita quotidiana alla base: la manutenzione del velivolo, i vari incarichi, lo scambio di opinioni con i colleghi. Fa tutto parte del lavoro, ed in quanto tale Yūhichi lo svolge con diligenza, ma anche con disarmante indifferenza. Che i suoi colleghi siano simpatici o no, non gli importa poi così tanto. Che la base sia imporvvisamente sotto attacco se lui è in pausa, non lo allarma. Può abbattere due o tre piloti nemici e poi andare a giocare a bowling senza battere ciglio. La stessa prospettiva di non avere davanti a sé una morte naturale non gli suscita particolari pensieri.
Di fronte a qualsiasi complicazione, Yūhichi si fuma una sigaretta e rimane ad osservare la piega che prendono gli eventi. (Yūhichi da solo fuma due o tre anni di bilancio del Montenegro, e l'unico non fumatore della brigata si inabissa fra i flutti a metà romanzo; mi chiedo se Sky Crawlers abbia vinto il Philip Morris Book Prize…)
Tuttavia questa sorta di anestesia perenne stessa può essere una forma di tormento: Kusanagi non riesce più a sopportarla, e giunge al punto di rottura. E non è stata la sola.
È questo il problema di gestione presentato dai kildre alle aziende belliche, che escogitano un modo per salvaguardare l'investimento economico, di competenze, di know-how e di materiali costituito dai kildre stessi, anche quando decidessero di togliersi la vita.
Il romanzo lascia aperta una serie di interrogativi, ma li lascia perlopiù in sottofondo, ai margini delle vicende narrate.

{brani tradotti su cipangu}


Una volta superati gli ostacoli posti da termini poco familiari quali "aviorimessa", "perlustrazione", "pista di rullaggio" e così via, la lettura si è rivelata abbastanza scorrevole. Certo, trattandosi pur sempre di 330 pagine in giapponese, ci ho messo un bel po' di tempo. Di questo passo finirò solo fra un secolo la vagonata di romanzi che ho comprato.
Di The Sky Crawlers esiste anche una versione animata, firmata niente po' po' di meno che da Oshii Mamoru, ma se devo essere sincera il charachter design mi piace poco (me li ero immaginati molto diversi – con l'eccezione di Tokino! :> ), così come non mi ha convinta la canzone per voce sola trasudante lirismo nella parte finale del trailer, che promette una grande storia d'amore: nel romanzo d'amore non c'è traccia, né c'è spazio per tutto questo patetismo. I toni sono dimessi, smorzati, avvolti da una sorta di noncurante banalità. Ecco, si potrebbe dire che si tratta di un romanzo bicromo: azzurro come il cielo e grigio come la quotidianità priva di slanci della vita alla base. Sono contenta che anche la copertina rispecchi questa bicromia.

{altri brani tradotti su cipangu}

Titolo: スカイ・クロラ – The Sky Crawlers
Autrice: MORI Hiroshi (森博嗣)
Editore: Chūōkōron Shinsha (中央公論新社)   Anno: 2004   334 pagg.
ISBN: 4-12-204428-6

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