Il pilota di Hiroshima. Ovvero: La coscienza al bando /1

«Lettera 12
A Günther Anders

senza data
[agosto o settembre 1959]

Vorrei ringraziarti delle buone parole che mi hai scritto perché non cerco la notorietà di un contratto cinematografico. Se una cosa del genere ha da farsi, deve avvenire nel modo da te descritto. Si ha una sola vita, e se le esperienze della mia vita devono essere utilizzate per il bene dell'umanità, è questo il modo in cui sarà utilizzata: non per denaro o per gloria, ma per la responsabilità che ho verso tutti. Così facendo, ne avrò gran beneficio, e mi sentirò liberato dalla mia colpa. Il denaro ricevuto – se dovessi riceverlo per altri scopi – non farebbe che ricordarmi le trenta monete d'argento che Giuda Iscariota ricevette per il suo tradimento. (Anche se ho sempre avuto l'impressione che il vero colpevole dell'assassionio giudiziario del Cristo fosse il gran sacerdote Caifas, rappresentante della gente pia e rispettabile, della "brava gente convenzionale" di tutti i tempi e anche del nostro). Anche se essi non sono condannabili nello stesso senso di Giuda, sono tuttavia colpevoli in un senso più sottile e più profondo di lui. È per questo che è così difficile indurre la società a riconoscere il fatto della mia colpa, che io stesso ho compreso da molto tempo. La verità è che la società non può accettare il fatto della mia colpa senza riconoscere al tempo stesso la sua colpa ben più profonda. Ma naturalmente è quanto mai auspicabile che la società si renda conto di questo: ed è perciò che la mia e la nostra storia è d'importanza così vitale. Ora sono pronto ad ammettere che è improbabile che possa ottenere questo riconoscimento mettendomi nei guai con la legge, come avevo fatto nella mia determinazione di distruggere l'"immagine eroica" che la società si era fatta di me per poter continuare a compiacersi di se stessa.
[…] Il mio dottore mi ha detto che dovrei poter lasciare l'ospedale nei prossimi giorni. Mi ha anche detto che sarebbe disposto ad aiutarci nell'interpretazione della vicenda dal lato medico, se ci risolvessimo a metterla per iscritto. [..]
Spero che tu stia bene in ogni senso.

Claude Eatherly»

(pagg.71-2)

Autori: Günther ANDERS e Claude EATHERLY
Editore: Linea d'Ombra   Anno: 1992 (Prima edizione italiana: 1962, Edizione originale 1961)   217 pagg.
Titolo originale: Off limits für das Gewissen
Traduttore: Renato Solmi
ISBN: 978-88-09-00750-5

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