Oblòmov /2

(continua da qui)

Stolz va dritto al punto. Oblòmov è un uomo dolce, ed i suoi ideali di umanità sono così alti che ben pochi degli eventi sociali cui partecipa solitamente gente della sua estrazione a Pietroburgo gli paiono occasioni di espressione di questa pura, elevata umanità; non le fatue chiacchiere dei salotti, né il grigiore degli incarichi governativi. L'affaccendarsi dei suoi pari gli pare sommamente vacuo, e decide di tenersene fuori. Tuttavia la sua ricerca di autentica umanità naufraga in un ottundimento abulico. Rimane tenero e gentile, ma diviene un essere inerte, che vegeta da un giorno all'altro senza scopo né interessi.
Al ritorno da uno dei suoi viaggi a zonzo per l'Europa, Stolz trova il vecchio amico flaccido ed inerte, ormai assuefatto all'ozio. Per spronarlo a darsi una mossa, a riempire di significato le sue giornate, lo trascina con sé in società, ed è lui a presentare Il'jà ad Ol'ga.
Ol'ga è una ragazza curiosa, dalla mente pronta e vivace, estranea a malizie e sotterfugi delle signorine di buona famiglia; scorto diatro la goffaggine l'animo candido e colmo di tenerezza di Oblòmov, se ne innamora ricambiata. I due però commettono un errore fondamentale: Ol'ga immagina di avere il potere di cambiarlo, di farne un uomo attivo addirittura. Sembra anche riuscire nel suo intento: Oblòmov legge, Oblòmov si informa, Oblòmov si interessa ai propri possedimenti: ben presto però la fatica, quella che affronta e soprattutto quella che immagina di dover affrontare in futuro per sposarsi rischia di fiaccarlo…

L'ambivalenza dell'atteggiamento di Oblòmov, sottesa ed infine vinta dalla sua spaventosa pigrizia, mi ha dato parecchio a cui pensare; pensieri che hanno finito per saldarsi con alcune riflessioni suscitate dalla manifestazione del 13, a cui molti dei miei parenti, amici & conoscenti (maschi e femmine) hanno partecipato, e che io ho disertato.
Avevo già un impegno, ma volendo avrei potuto rimandare; ero però perplessa dall'impasto ambivalente dielle motivazioni (riprovazione verso la condotta personale del soggetto ed insoddisfazione rispetto alle politiche perseguite dal suo governo). Prese singolarmente le troverei anche (in diversa misura, ed in diverso modo) condivisibili, ma l'oscillazione dall'una all'altra mi lascia piena di dubbi. E così non ci sono andata.
Cosa c'entra tutto questo con un romanzo russo dell'Ottocento (visto che è di questo che voglio parlare: Asaki yumemishi è un blog di libri, dopotutto)? C'entra eccome: ho provato a leggere la mia mancata partecipazione alla luce dell'inerzia di Oblòmov. Si potrebbe quasi pensare che anche il rifiuto di sporcarsi le mani, di accettare qualche compromesso per strappare un uovo oggi (pur senza rinunciare a perseguire la gallina domani) sia una forma di pigrizia: auspicare che le cose prendano la giusta piega senza dover intervenire direttamente; ma, sembra voler dire Gončarov, l'inazione alla lunga genera soltanto altra inazione, spegnendo ogni residuo di iniziativa, di vita che vada oltre la mera sopravvivenza fisica. Se all'inizio del romanzo Il'jà Il'ič si informa distrattamente su ciò che avviene fuori del suo salotto (e poi accampa scuse per non uscirne), verso la fine sembra non ricordarsi nemmeno più dell'esistenza di ciò che esula dai piatti in tavola.

Di Oblòmov si potrebbe parlare per molti e molti post ancora (la splendida rotondità dei personaggi – tutti: da Ol'ga al truffatore al valletto di Il'jà; lo spaccato sulla burocrazia zarista; i diversi modi in cui ceti differenti accolgono le novità "moderne" provenienti dall'Europa occidentale… ), ma forse ho tediato a sufficienza il mondo con il mio apprezzamento verso questo romanzo. Imperdibile, assolutamente.

Autore: Ivan Aleksandrovič GONČAROV (Иван Александрович Гончаров)
Editore: Gruppo Editoriale L'Espresso   Anno: 2004 (Edizione originale: 1857 e 58)  687 pagg.
Titolo originale: Oblòmov (Обломов)
Traduttrice: Laura Micheletti
ISBN: 88-89145-41-2

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3 thoughts on “Oblòmov /2

  1. In effetti è già nella mia lista desideri..lo leggerò quando avrò vinto la mia abulia..primo drammatico passo per il baratro depressivo (nuova epidemia del secolo, a detta dei miei docenti).

    Adoro le tue recensioni 😉

  2. Pingback: Duemilaeundici | Vacuo sognare

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