Duemilaeundici

Finalmente mi sono lasciata alle spalle il difficile, ma foriero di molte esperienze, anno 2011. Il tempo che ho potuto dedicare alle mie letture è stato solo quel poco non fagocitato dal lavoro di ricerca per la tesi magistrale, quindi l’anno si è chiuso con il bilancio quantitativamente disastroso di 66 libri letti (19’852 pagine). Se sul versante quantitativo il 2011 non ha brillato, altrettanto non si può dire per quello qualitativo.

I libri intriganti e ricchi di spunti sono stati numerosi ed assai vari. Non me la sento di assegnare un primato a nessuno di loro, ma posso sempre fare un po’ di segnalazioni. =)

Memorie di una principessa di Corea - www.obarrao.com

Stephen Jay Gould, Il pollice del panda (Editori Riuniti)
La prosa scorrevole e non priva di ironia di Gould in questa raccolta di brevi saggi e vari articoli intorno ad alcuni aspetti dell’evoluzionismo mi ha messo addosso una gran voglia di leggere Darwin e qualcos’altro sullo studio della storia naturale nel diciannovesimo secolo. Per dire.

Principessa Hong, Memorie di una principessa di Corea (ObarraO)

Fra le pieghe della travagliata storia del Regno di Corea si annida un episodio capace di suscitare ancora oggi striscianti inquietudini. Nel 1762 l’erede al trono Principe Sado ricevette dal padre, il re Yeongjo, l’ordine di suicidarsi; tuttavia, non essendo possibile una morte rapida e cruenta poiché il sangue regale non doveva toccare il suolo, Sado si chiuse dentro una madia lasciata al sole in piena estate, e si lasciò morire di fame e sete. Nel libro delle sue memorie, la Principessa Hong, moglie di Sado, ripercorre sia la propria vita che quella del marito, aprendo spaccati sulla vita di corte nella Corea dell’Ottocento. Intenso ed affascinante.

Ivan Aleksandrovič Gončarov, Oblòmov (Gruppo editoriale l’Espresso)
Un classico romanzo russo dell’Ottocento ed allo stesso tempo una scoperta, un grido che lacera il tempo e lo spazio nella sua contemporaneità. [post qui e qui]

Tristen Krol, Gli uomini delfino. Un intrigo sudamericano (Isbn edizioni)
E’ molto strano che non ne abbia parlato in un post apposito, perché ne meriterebbe davvero uno (o forse più di uno). Gli uomini delfino racconta la storia di una famiglia tedesca che finisce dispersa nella foresta amazzonica e deve adattarsi alla vita insieme a una tribù locale che li considera, appunto, uomini-delfino. La voce del narratore è allo stesso tempo candida ed ironica, curiosa e singolarmente ingenua. Una delle letture più intense e piacevoli dello scorso anno, che consiglio con convinzione.

Benedict Anderson, Comunità immaginate. Origini e fortuna dei nazionalismi (Manifestolibri)Comunità immaginate - www.amazon.it
La copertina azzurra che racchiude questo libretto ha un aspetto nient’affatto pretenzioso, ma basta scorrerne poche pagine per toccare la grande ambizione che ha guidato Anderson nella stesura di questo breve saggio: tracciare una genealogia del nazionalismo, inteso come attaccamento etico ed affettivo alla patria. Questo senso di appartenenza non è sempre esistito, e Anderson cerca di ripercorrerne la nascita e l’affermazione con una prosa limpida e sintetica. Terrò con cura la mia copia e penso che la rileggerò non poche volte.

Franz Werfel, Il canto di Bernadette (Gallucci)
Il corposo romanzo di Werfel ripercorre la vita di Bernadette, la ragazzina malaticcia e semianalfabeta che ebbe la visione della Vergine Maria presso la grotta di Lourdes. Werfel non sceglie un taglio critico, bensì di empatia con l’esperienza di Bernadette, rievocata con una scrittura priva di asperità ed avvolgente. Mi interessano le apparizioni mariane, ed anche le fonti miracolose (sono luoghi molto particolari), e spero, in futuro, di leggere altri libri sull’argomento altrettanto poco inclini al piagnisteo.

Mervyn Peake, Gormenghast (Adelphi)
Secondo capitolo della saga di Gormenghast interrotta al terzo volume dall’improvvisa morte dell’autore. La vita nel polveroso castello di Gormenghast prosegue secondo i riti e le usanze sedimentatisi nei secoli; tuttavia, sotto la crosta di immutabilità va delineandosi lo scontro fra due personaggi che recano in sé il germe della novità: Ferraguzzo, che ambisce alla posizione di Maestro del Cerimoniale, e TIto, che rinuncerebbe alla posizione di ultimo Conte de’ Lamenti per avventurarsi nell’oscuro mondo al di fuori di Gormenghast. Nonostante il cambio di traduttore mi sono goduta oltremodo la lettura, e la mia fascinazione per il personaggio di Floristrazio è rimasta immutata. Quest’anno vorrei leggere il terzo ed ultimo romanzo del ciclo.

Eric J. Hobsbawn e Terence Ranger, L’invenzione della tradizione (Einaudi)
Una notizia che spezzerà il cuore ai fan di Braveheart: pare che il simbolo par excellence della scozzesità, il kilt con il disegno tartan, non sia affatto un indumento tradizionale, bensì un prodotto industriale nato nel Settecento intorno al quale fu costruita in seguito tutta un’aura leggendaria. Di questo ed altri casi emblematici si occupano i saggi di questa raccolta, che invitano a guardare con occhio critico usi e costumi comunemente considerati “tradizionali”, ma che possono essere di fondazione sorprendentemente recente. Ma allora come funzione il processo di costruzione di una tradizione? Quanto può essere recente? E come ce se ne può servire per finalità politiche? Tutte domande che vale la pena di porsi ogni volta che si sentono evocare “le nostre radici”.

Consiglio inoltre:
Jared Diamond, Armi, acciaio e malattie (Einaudi) [post]
David Foster Wallace, Infinite Jest (Einaudi) [post]

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2 thoughts on “Duemilaeundici

  1. Da quel che so, la morte di Mervyn Peake non è stata improvvisa ma protratta negli anni.
    Purtroppo nel terzo libro la cosa è evidente e temo che per concluderlo ci sia stato più d’un intervento esterno.
    Tutto ciò non intacca l’estrema stima che provo verso la trilogia di Gormenghast.

    I miei migliori saluti
    Tristam Strauss

  2. Tra l’altro mi pare che il terzo romanzo sia molto più breve dei precedenti.
    Sono molto curiosa di leggerlo, anche perché mi piacerebbe capire che direzione Peake intendesse imprimere alle vicende dopo l’uscita di scena di Ferraguzzo. Spero di riceverlo a breve.

    PS_ Benritrovato Tristram Strauss ^_^

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