Le origini degli Stati Uniti

Sarà la Nemesi a fare sì che mi stia immergendo così profondamente nella storia e nella letteratura di un Paese che ho per molti anni snobbato? O, più modestamente, ho aperto gli occhi su un limite che mi sono a lungo irragionevolmente autoimposta? Come che sia, mi sono accorta che negli ultimi tempi le mie letture hanno gravitato insistentemente intorno agli Stati Uniti.

Il coronamento arriva con il primo volume dei tre della Storia degli Stati Uniti d’America pubblicata dal Mulino. Purtroppo ormai sono introvabili in libreria, e solamente le biblioteche li custodiscono sugli scaffali o nei loro panciuti magazzini. Ho scritto a il Mulino, speriamo che la mandino in ristampa!

Le origini degli Stati Uniti parte veramente dalle origini: dalla spartizione del continente americano fra le potenze europee nel Sedicesimo secolo e dalle differenti politiche adottate da ciascuna. La differenza più macroscopica concerne il coinvolgimento del governo della madrepatria: notevole in Spagna e Portogallo, che sin da principio concepirono il dispiegamento di una dominazione imperiale sui territori americani; di disimpegno e lassez-faire invece in Inghilterra, Francia e Olanda, i cui governi concedevano autorizzazioni ad iniziative di sfruttamento economico dell’America settentrionale a compagnie imprenditoriali private. Il territorio era vasto ma ostile ed inesplorato, attraente soprattutto per le minoranze religiose che i vari governi tolleravano, ma erano ben lieti di togliersi di torno: soprattutto cattolici, puritani e quaccheri in Inghilterra, ed ugonotti in Francia. Così i primi insediamenti in America del Nord furono imprese isolate, che sopravvissero o morirono nella più totale indifferenza della Corona e del Parlamento inglesi per quasi un secolo.
Quando l’importanza geostrategica ed economica delle colonie oltreatlantico iniziò a sfiorare l’attenzione del mondo politico inglese, ripiegato su se stesso e sui suoi giochi di equilibrismo clientelari nonostante si fosse alla maturità dellìelaborazione del pensiero liberale (nel libro compare anche John Locke, non in qualità di filosofo bensì di segretario e consulente legale del conte di Shaftesbury), ormai l’organizzazione amministrativa e la vita sociale nelle colonie aveva già preso binari diversi da quelli inglesi. Ai tentativi di Corona e Parlamento di riorganizzare il rapporto dell’Inghilterra con le varie colonie sparse per il mondo con la fondazione di un Impero centralizzato (tentativi che consistevano perlopiù nell’estensione dei poteri dei governatori regi e nell’imposizione di nuove tasse), i coloni americani iniziarono a reagire con crescente insofferenza. L’episodio di rivolta più famoso, il Boston Tea Party, fu solo l’ultimo ed il più eclatante, che innescò la risposta militare inglese che a sua volta spinse gli Americani a chiedere l’indipendenza.
Il libro segue poi le vicende belliche ed il prevalere dell’ideologia repubblicana (riassumibile in: potere agli stati, riduzione ai minimi termini dei poteri e degli apparati del governo federale, scarso indebitamento e smantellamento dell’esercito regolare in favore della milizia dei cittadini).

Il limite principale del libro è quello di chiudere l’inquadratura sulle vicende dei coloni americani, ignorando quelli francesi in Canada, quelli spagnoli a Ovest del Mississippi, e la storia della civiltà nativa. Però è vero che si tratta di argomenti eccentrici rispetto al suo argomenti principale: la genealogia economica, sociale, politica ed ideologica degli Stati Uniti d’America – e non una storia del continente americano e dei suoi popoli.
La lettura del primo volume mi ha avvinta, illuminata, entusiasmata, rivelato un sacco di cose che non sapevo, dato nuovi occhiali per leggere gli eventi di laggiù. Ora mi preparo ad allungare le mie avidissime zampe sul secondo, che ho già prenotato presso una biblioteca vicina. Ah, le biblioteche, che grande istituzione!

Autori: Bernard BAILYN e Gordon S. WOOD
Editore: il Mulino   Anno: 1987 (Edizione orginale: 1985)  448 pagg.
Titolo originale: The Great Republic: A History of the American People
Traduzione del titolo: La Grande Repubblica: Storia del Popolo Americano
Traduttori: Rinaldo Falcioni (capp. I-VI) e Davide Panzieri (capp. VII-XI)
ISBN: 88-15-01264-8

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