Come cenere nel vento

Tornata a casa dopo una giornata di lavoro è davvero distensivo accendere il computer, raccogliere i pensieri, e tentare di buttare giù due righe sull’ultima lettura fatta. Specie quando si è trattato di una lettura spassosa come questa.
Non ho molta dimestichezza con il romance, ma lavorando alla tesi ho letto diversi saggi sul romance – uno dei quali, Reading the Romance, è stato un’autentica folgorazione. Così mi sono incuriosita e girellando su anobii ho deciso di provare a leggere questo.

Fin dalle primissime pagine facciamo la conoscenza dei personaggi principali: un ometto greve ed arrogante che arriva a New Orleans a fare affari mentre ancora infuria la Guerra Civile; un ragazzo cencioso e incrostato di sudiciume che viaggia sul suo stesso battello; un fascinoso capitano dell’esercito nordista che cava d’impaccio il ragazzo cencioso mentre si aggira per le strade di New Orleans pronto ad attaccare briga con ogni giubba blu; una avvenente signorina di buona famiglia di cui il ragazzo cencioso dice d’essere cugino.
Un po’ divertito ed un po’ impietosito dal ragazzino, il capitano Latimer gli offre un modesto impiego come inserviente presso l’ospedale militare dove lavora come chirurgo; Al deve inghiottire l’irritazione e l’ostilità verso i nordisti ed accettare, per alleviare la sua situazione di bisogno. Inizia così a lavorare all’ospedale battibeccando per ogni nonnulla con il Capitano Latimer, che inizia a fare una blanda corte alla avvenente cugina, Roberta Craighugh.
Sotto i panni cenciosi di Al tuttavia si cela la diciassettenne Alaina MacGaren, sudista convinta, fuggita dalla piantagione della famiglia in seguito all’arrivo dell’esercito nordista.
Il capitano Latimer potrebbe rimanere all’oscuro dell’inganno in eterno, ma una notte avviene un fattaccio. Al lo ripesca annaspante e ciuco fradico dal fiume, e non sapendo dove accompagnarlo se lo porta a casa dai Craighugh. Al/Alaina lo sta mettendo a letto in qualche modo quando Latimer, in uno sprazzo di snebbiamento alcolico, si rende conto di essere in una stanza con una donna sconosciuta. Approfittando di un attimo di distrazione dei propri neuroni Alaina lo convince che si trova in un bordello (non sto scherzando!) ed a quel punto Latimer, che è ufficiale e gentiluomo ma anche – come si vedrà nelle pagine successive – straripante di virilità, per così dire, reclama un po’ della merce che in genere nelle case di piacere viene offerta in abbondanza. Alaina abbozza, ma non è in grado di respingerlo, ed i due vivono una notte indimenticabile di ardente passione.
Il risveglio per il capitano Latimer, ancora nuotante nella beatitudine della notte precedente, non è dei più tranquilli: si trova spianata sotto il naso la colt del padrone di casa che gli intima di sposare la fanciulla da lui così ignobilmente disonorata nella notte. A Latimer l’idea di legare a sé una così bella dispensatrice di insperati godimenti mica spiace, e di lì a un’ora si trova davanti all’altare con Roberta. Un attimo, Roberta?!? Oh yes, nessun’altra che lei! Insospettita dai rumori, si era alzata a metà notte giusto in tempo per vedere Alaina scappare dalla stanza del capitano, tutta vergognosa e confusa dopo il fattaccio, ed aveva pensato che non le sarebbe capitata occasione migliore per impalmare il fascinoso e ricco (che non guasta mai) capitano nordista.
Quando Al/Alaina si sveglia i due sono già indissolubilmente marito e moglie; non le resta che inghiottire anche quest’amarezza e sfogarsi continuando a insolentire il medico e capitano nelle sue vesti di inserviente e moccioso. Prima o poi però tutti i nodi vengono al pettine e quando Latimer, insospettito dalla freddezza della consorte nei rapporti coniugali, intravede Alaina senza travestimento (per essere precisi senza niente addosso), fa due più due e si dà del colossale idiota. La frittata però è fatta, e valutando le alternative ad una vita al fianco di Roberta Craighugh, che oltre che frigida si dimostra velenosa, egoista e bugiarda, si offre volontario come attaché medico ad un battaglione in partenza per una rischiosa campagna militare.
Sentendo che l’aria in casa Craighugh si sta facendo decisamente pesante anche per lei, Alaina pure leva le tende: torna a vedere per un’ultima volta la tenuta di famiglia, travestendosi questa volta da mulatto. Nel corso del viaggio ritrova lo schiavo Saul, grande e grosso e rimasto sempre fedele ai padroni, che la aiuta nelle sue peripezie e che, nei momenti di felicità, si mette a ballare. Non fatemici ripensare che scoppio a ridere senza fermarmi più. Mentre di aggira dietro le linee dei campi di battaglia sui quali eserciti del nord e del sud continuano a scannarsi, chi ti ritrova Alaina? Cole Latimer, ferito ed incosciente, a cui salva la vita riportandolo rocambolescamente a New Orleans.
Pieno di gratitudine per la sua salvatrice ma ombroso per il suo desiderio ognora frustrato, Latimer si congeda dall’esercito e parte insieme alla consorte per il Minnesota, terra fredda e selvaggia dove possiede vaste tenute (e te pareva). Molto presto però i Craighugh ricevono dal Minnesota una missiva in cui Latimer annuncia asciuttamente la morte di Roberta per un aborto, e chiede la mano di Alaina. Il vecchio Angus Craighugh, ritenendolo resposabile della morte della sua diletta ed unica figliola, fa sì che la nipote accetti, ma pone malevolmente delle clausole e delle condizioni tali da creare incomprensioni fra i due nuovi sposi, convincendoli che si tratterà di un’unione sulla carta destinata ad un rapido annullamento non appena la situazione a New Orleans si sarà calmata (già perché nel frattanto sulla testa di Alaina MacGaren è stata messa una lauta taglia).
Così Alaina parte a propria volta per il Minnesota e non appena riunitasi a Cole Latimer fa del proprio meglio per tenerlo a distanza. Il suo meglio non dura a lungo, e chiariti gli equivoci (in poco meno di duecento pagine) i due recuperano il tempo perduto sollazzandosi alquanto nel talamo. Alaina naturalmente si dimostra una perfetta padrona di casa, i cattivi vengono sconfitti a suon di colpi di scena telefonati, l’amore trionfa e vissero tutti eccetera eccetera.

Mi rendo conto adesso, riguardando il testo, della spaventosa lunghezza del mio riassunto: ed è persino assai parziale! Leggendo Come cenere nel vento alla stregua di un qualsiasi romanzo storico, sarei rimasta delusa nelle mie pretese di non dico realismo, ma almeno sensatezza. Mi sono resa conto però che il romance richiede tutt’altro approccio. Conviene sospendere un po’ di categorie, e concedersi il grande spasso che la lettura (molto scorrevole: complici due viaggi in treno, le seicento pagine sono volate via nel giro di un fine settimana) può dispensare.
Quindi non mi sono troppo seccata del paternalismo un po’ retrogrado con cui viene presentato il tormentato ma intenso rapporto fra Cole Latimer e Alaina (lui si innamora pazzamente di lei per il grande coinvolgimento fisico, lei vede in lui una sorta di figura protettiva, come si evince dalla più che trasparente metafora della casa).

Cole sostenne il suo sguardo con freddezza. “Signora mia, quello scricciolo di ragazzina, con tutte le sue finte arie da maschiaccio, potrebbe tener lezione sull’arte di essere donna presso il locale bordello.” (p. 195)

Fu una compenetrazione. Una fusione. Un incontro totale. Uomo e donna. Marito e moglie. Tenerezza che si arrendeva alla saldezza. Stupore che si tramutava in estasi. Corpi che si tendevano e si avvinghiavano. Due esseri travolti dalla felicità assoluta della loro unione, che procedevano insieme con avida, incurante urgenza, concedendo tutto all’altro e ricevendone in cambio ogni cosa e anche di più. (p. 491)

Il letto pareva chiamarli, e ne cercarono la morbidezza di piuma assieme, come una sola carne, marito e moglie. Per Alaina, fu come ritrovarsi a casa dopo una lontanaza durata un’eternità. Lui era la casa per lei e lei era al sicuro nelle sue braccia. (p. 506)

Una punta di irritazione l’ho provata sulla conclusione del romanzo, dove l’autrice, con un piccolo escamotage che si poteva francamente risparmiare, mostra come ogni tentativo di Alaina di salvaguardare la propria indipendenza in realtà fosse viziato e dipendente dalla protezione di lui. Non bastava che si fossero sposati e che Alaina si fosse volentieri sottomessa ad un destino coniugale di brava massaia, donna di mondo e madre di innumerevole prole?
Comunque la lettura è stata gradevole nella sua leggerezza, una variante alle biografie di teste coronate che ogni tanto mi concedo quando ho voglia di piluccare qualcosa senza sforzarmi troppo. Della Woodiwiss è stato tradotto parecchio in italiano, e penso che mi divertirò a leggerla ancora.

La citazione da ricordare è di un personaggio secondario: la vecchia Tally Hawthorne, che ci regala uno dei pochi momenti di ironia volontaria e riuscita del libro.

“Ho ormai superato l’età della sconvenienza. Qualsiasi cosa faccia ora è lecita, morale e decisamente scialba.” (p. 547)

Autrice: Kathleen E. WOODIWISS
Editore: Sonzogno Anno: 1981 (Edizione orginale: 1979) 603 pagg.
Titolo originale: Ashes in the wind
Traduttrice: Adriana Dell’Orto
ISBN: 978-88-45415852

Annunci

2 thoughts on “Come cenere nel vento

  1. Pingback: Magnifica preda | Vacuo sognare

  2. Pingback: Duemilaedodici | Vacuo sognare

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...