Tae wang sa shin gi /1

Era da molto tempo che desideravo guardare questo drama. All’epoca la produzione mise in campo risorse di imponenza mai vista: ne sono prova il cast stellare scritturato e le numerose scene di battaglie a cavallo. Si trattò anche di un’operazione culturale ed ideologica estremamente interessante, perché questa sontuosa messa in scena fu apparecchiata al servizio della narrazione del mito delle origini della Corea.

In un tempo mitico una divinità celeste, Hwanung, scese sulla terra portando con sé tre Sigilli celesti – tre oggetti magici ricettacolo ciascuno di una divinità: la Tartaruga-Serpente, il Drago Blu e la Tigre Bianca. Hwanung discese dai cieli per instaurare un regno giusto fra gli uomini. (Fin qui la trama del drama concorda con il mito di Tan’gun, leggendario fondatore del Regno di Corea). La tribù della Tigre, che fino ad allora aveva dominato con la violenza agli uomini, si ribellò a Hwanung e sferrò il proprio attacco tramite la Sacerdotessa del Fuoco della tribù. Hwanung la sconfisse, la privò del potere sul fuoco, che convogliò nel Sigillo celeste della Fenice, di cui fece poi dono ad una donna della tribù dell’Orsa, con la quale ebbe anche un figlio (proprio Tan’gun). A questo punto però ebbe luogo la tragedia: la Sacerdotessa del Fuoco cercò di uccidere madre e figlio ma la donna dell’Orsa, accecata dal dolore, perse il controllo sul potere del Fuoco e si trasformò nella Fenice Nera, che avrebbe messo a ferro e fuoco il mondo; per scongiurare questo pericolo, Hwanung la uccise con le proprie mani prima di tornare nei Cieli.
Trascorrono mille anni e l’azione si sposta a Koguryŏ, uno dei regni perennemente in guerra fra loro in cui era divisa la Corea nel quarto secolo d.C.; gli altri erano Shilla, Paekje e Kaya. Nella notte in cui l’oracolo aveva vaticinato che sarebbe venuto al mondo la reincarnazione di Hwanung, la sorella del re di Koguryŏ, andata in sposa al Gran Ciambellano Yon, mette al mondo un maschio: Hogae. La sua nascita viene salutata da grande giubilo. Quello che non sono in molti a sapere è che nel fitto della foresta anche la cognata del re mette al mondo un bambino, Damdŏk, la cui esistenza però viene accuratamente tenuta nascosta. Nella stessa notte si verificano altri prodigi: i quattro Sigilli celesti infatti si risvegliano, e gli eredi della tribù della Tigre, gli Hwachŏn, si mettono in moto per carpirli. In uno dei numerosi agguati rapiscono la piccola Kiha ed il Sigillo della Fenice che portava con sé (benché in realtà lo stesse custodendo per la sorella appena nata).
Quando il re di Koguryŏ sente di essere vicino alla fine manda a chiamare il fratello minore che vive fra i boschi insieme a Damdŏk e lascia a lui in eredità il trono. La scelta suscita un vespaio, perché agli occhi di tutti Damdŏk è un ragazzino debole, malaticcio e pusillanime, mentre Hogae cresce forte e coraggioso. La più esplicita nella sua opposizione è Dama Yon, sua madre, che osteggia apertamente la scelta e, dopo l’ascesa al trono del padre di Damdŏk briga per avvelenarlo e mettere sul trono Hogae, che dopotutto tramite lei è di sangue reale. I suoi piani vengono smascherati da Damdŏk e da Kiha, che ignara di tutto è entrata al servizio del tempio dell’Oracolo di Koguryŏ. Kiha è l’unica amica di Damdŏk, e l’unica con cui non senta il bisogno di nascondersi dietro la maschera del pusillanime imbelle. Smascherata, Dama Yon si uccide bevendo il veleno destinato al re, ma prima di morire dice a Hogae di essere stata assassinata da Damdŏk e gli chiede di vendicarla reclamando il trono.
Da questa premessa discendono tutti i guai che seguono, perché la famiglia Yon non esita ad allearsi con gli Hwachŏn pur di usurpare il trono, e quando Hogae e Damdŏk sono ormai diciassettenni e la successione al trono si fa imminente, la famiglia Yon inizia a brigare per eliminare Damdŏk.

Anche la sua unica amica ed alleata, Kiha, pare rivoltarglisi contro: in quanto Guardiana del Sigillo della Fenice riconosce Hogae come legittimo re e reincarnazione di Hwanung; al momento del riconoscimento però è ignoto a tutti che Kiha sia anche affiliata agli Hwachŏn.
Damdŏk, costernato, è costretto alla fuga tallonato dagli sgherri al soldo degli Yon e degli Hwachŏn, quando accade l’imponderabile: il Guardiano del Sigillo del Serpente-Tartaruga riconosce lui, Damdŏk, come legittimo re e reincarnazione di Hwanung. Damdŏk quindi diviene re, ma la questione della successione rimane aperta: i due aspiranti dovranno andare in cerca degli altri due Sigilli celesti e dei loro guardiani, e al tempo stesso gestire gli affari del regno – in particolare le continue dispute con i regni ed i popoli vicini.

[continua]

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