Seigi no mikata

Ero in un periodo di drama tendenti al tragico e sentivo l’esigenza di qualcosa di più leggero quando mi hanno consigliato di provare con Seigi no mikata: un consiglio azzeccatissimo, perché si tratta di una commedia lieve ma tutt’altro che stupida, briosa, con tanto ritmo, personaggi a cui è facile affezionarsi ed ottimi interpreti.

Le protagoniste sono due sorelle: la minore è una quindicenne, Yōko (Shida Mirai), una ragazza nella media in tutto e per tutto: non va granché bene a scuola, non è una bellezza, non è un asso dello sport; le piace dormire fino a tardi, divertirsi con le amiche e mangiare i piatti che le prepara la mamma. O meglio: le piacerebbe farlo, perché per un verso o per un altro non ci riesce mai: subisce la personalità decisamente dispotica della sorella maggiore, Makiko (Yamada Yū), che è tutto quello che lei non è: adulta, bellissima, intelligente, laureata con ottimi voti ed impiegata presso il Ministero della Giustizia. Fuori di casa Makiko raccoglie universale ammirazione, ma in realtà dire che è viziata è poco: è un’egocentrica, manipolatrice, sfruttatrice, avida ed opportunista. Ha sempre diritto al boccone più grande, al posto più comodo, e la vita di Yōko consiste nel servire la sorella maggiore, obbedendo ad ogni suo capriccio.

Un giorno però viene trasferito al Ministero Yoshikawa (Mukai Osamu), un funzionario già lanciato su una carriera brillante per la sua età, di famiglia benestante, di bell’aspetto e pure gentile. Makiko ne è subito colpita e decide di farsi sposare da Yoshikawa continuando a dare di sé un’immagine angelica. Nella speranza di sbarazzarsi della sorella attraverso il matrimonio, Yōko si fa in quattro per darle una mano. Ma un matrimonio del genere sarebbe in grado di durare, anyway?

In ogni puntata si segue un episodio delle avventure di Makiko (colpire Yoshikawa, farsi sposare, conoscere i parenti di lui, gestire la casa in cui vanno a vivere insieme, fare una buona impressione all’intero clan degli Yoshikawa e via dicendo), la cui malignità finisce sempre rocambolescamente per fare il bene di qualcuno; parallelamente anche Yōko si rende conto di dover vivere la propria vita, anche se ben di rado i suoi tentativi di liberarsi della sorella maggiore vanno a buon fine…

La storia è carina e vivace, scorre senza difficoltà, né troppo rapida né troppo lenta, e si fanno un sacco di risate. La scena demenziale che mi ha fatto più scompisciare in assoluto è stata quella in cui una vecchia megera scorbutica si alza miracolosamente dalla sedia a rotelle sulle note di Così parlò Zarathustra – mi aspettavo quasi che esclamasse: «Mein Führer, cammino!» XD XD XD

Ciò che mi ha fatto davvero amare Seigi no mikata però è una sua qualità più sfuggente: il modo in cui porta lo spettatore in una dimensione quotidiana ma a suo modo eccezionale, entrandovi come un raggio di sole. Suscita un senso di pienezza, quasi di nostalgia; o forse solo di desiderio per un mondo i cui colori non assumono mai sfumature troppo cupe, perché ogni potenziale dramma può improvvisamente capovolgersi, ed ogni personaggio, anche il più compassato, lasciar emergere una vena di assurdo.

Traduzione del titolo: Dalla parte della giustizia
Interpreti principali: Shida Mirai, Yamada Yū, Mukai Osamu, Kanata Hongo
Episodi: 10
Canale: Nippon Television
Anno: 2008
Paese: Giappone

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...