David Copperfield

C’è una libreria, in Corso XXII Marzo, che a prima vista può sembrare ingombra di pubblicazioni piuttosto dozzinali; di scarso interesse, se non proprio di cattivo gusto. In realtà, se non ci si lascia dissuadere dalle corpose raccolte di fotografie di automobili d’epoca, vasi orientali o spogliarelliste d’anteguerra, dai cartellini di cartoncino fosforescente che promettono sconti astronomici, e più in generale dall’atmosfera un po’ anni Ottanta da Reminders, si possono fare scoperte interessanti. La più notevole è che il percorso al piano terra si snoda intorno all’esposizione dell’intero catalogo Adelphi scontato al 50%. Le scale che scendono al piano sotterraneo però conducono in una vera grotta del tesoro: le pareti, fino al soffitto, sono stipate di libri in lingua originale in ottime edizioni e favolosamente scontati.
Visto che si trovava quasi sulla strada di casa, all’ultimo anno di superiori mi capitava di uscire da scuola ed andare a spenderci la paghetta, magari facendo un salto da Rasputin sul percorso. Ho continuato a visitarla, sebbene non più con la medesima assiduità di quegli anni; anche David Copperfield proviene da lì.
Forse sarebbe rimasto ancora parecchio a poltrire sul mio scaffale, se un bel dì non mi fosse capitato di ascoltare questa puntata di Wikiradio in occasione dell’anniversario della nascita. La diffidenza che ancora nutrivo nei suoi confronti ha fatto spazio alla curiosità, ed ho deciso di approfittare del periodo di pausa dal lavoro per riprenderlo in mano. Mi ha remunerata con una serie di scoperte più che intriganti, oltre che con un rinnovato piacere per la lettura in lingua (Conrad è molto bello, ma anche piuttosto ostico, mente nella prosa di Dickens si può indugiare anche senza l’assillo del dizionario).

David Copperfield inizia dall’infanzia dell’eroe eponimo, avvolta in una sorta di aura dorata di ovattata felicità in compagnia della madre, di indole assai dolce e romantica, e della più energica, ma sempre affettuosa domestica Piggotty. Questo equilibrio perfetto e zuccheroso si incrina quando Clara Copperfield si infatua delle attenzioni del signor Murdstone. Il matrimonio ha luogo mentre David è lontano, in visita dai parenti di Piggotty a Yardmouth; quel viaggio si rivela l’ultimo sprazzo di felicità della sua infanzia, idealizzato iconicamente nelle passeggiate in riva al mare a raccogliere conchiglie insieme alla piccola Emily, nipotina prediletta dei Piggotty: al ritorno nella sua amata casa trova un regno del terrore instaurato dal signor Murdstone e dalla sua arcigna sorella, che è andata a vivere insieme a loro. I due si insinuano fra il bambino e la madre, separandoli e coltivando in entrambi un invincibile senso di colpa e di inadeguatezza. David viene picchiato e spedito in un collegio terribile (dove fa la conoscenza del fulgido e sfrontato James Steerforth e del mite Tom Traddles), ed alla morte della madre per le troppe tribolazioni, i Murdstone se ne disfano mandandolo a lavorare a Londra in una fabbrica (una fabbrica di quei tempi), dove sopravvive in condizioni miserande alloggiando presso una famigliola di impareggiabili scrocconi, i Micawber (che periodicamente ricompaiono procurando un alleggerimento comico).
David, ancora un bambino a questo punto della storia, decide di tentare il tutto per tutto e si mette in viaggio per Dover, dove spera di trovare sostegno in una vecchia prozia che non ha mai conosciuto, Betsy Trotwood. Il viaggio a piedi è lungo, e per mettere qualcosa sotto i denti per strada deve vendere i suoi pochi averi, ma David riesce a trovarla: si tratta di una signora eccentrica ma determinata, che decide di adottarlo; lo manda a studiare presso una scuola di Canterbury decisamente meno punitiva, facendolo alloggiare presso i Wickfield padre e figlia. Qui David riprende gli studi, si azzuffa con i compagni e si infatua continuamente di questa o quella ragazza – trascorre tutto sommato una giovinezza normale e allegra.
Diciassettenne, appena terminati gli studi, reincontra Steerforth a Londra, e con lui si mette in viaggio per Yardmouth. Si tratta di un altro viaggio dalle conseguenze straordinarie, sebbene non subito chiare a David; infatti fa in tempo a stabilirsi a Londra, ad iniziare a lavorare come apprendista presso lo studio legale del signor Spenlow e di innamorarsi come una pera cotta della sua deliziosa rampolla Dora, prima della scoperta che Steerforth aveva continuato a frequentare Yardmouth ed era infine riuscito a convincere la piccola Emily, ormai diventata una ragazza graziosa e perspicace, a fuggire con lui (distruggendole la reputazione).
Nel frattanto la situazione economica della zia Trotwood subisce un deciso rovescio, e David, che ha appena conquistato il cuore della deliziosa Dora, deve iniziare a lavorare per mantenersi, e tirare fuori un bel po’ di carattere per fronteggiare le avversità. A sostenerlo nei suoi sforzi è Agnes Wickfield, a cui è rimasto legato da profonda stima ed affetto fraterno. Le varie traversie infine lo aiutano a trovare la propria strada: diventa giornalista parlamentare, ed in seguito autore di narrativa. Al colmo della felicità riesce a sposare la sua adorata Dora… e la storia va ancora avanti non poco, poiché le vicende in sospeso sono tante, così come numerosissimo sono i personaggi le cui storie si intrecciano fra loro o con quella di David Copperfield.
Cosa sarà di lui e Dora Spenlow, che è dolce come il miele ma si rivela ben presto una zucca vuota? Di Agnes Wickfield e del padre, abbandonatosi all’alcolismo ed ormai alla mercé del suo assitente, il viscido Uriah Heep? Di Emily e Steerforth? Di zia Trotwood e dello strano e gentile matto di cui si prende cura, il signor Dick? Dei coniugi Strong? Di Tom Traddles e della sua eterna fidanzata Sophy? Dei coniugi Micawber, che continuano a saltare fuori, scrocconi e sgarruppati, quando meno uno se lo aspetta?

Con Dickens ho un rapporto un po’ complicato, in cui tentativi infelici (Great expectations, o Il circolo Pickwick) si alternano con altri meglio riusciti (Our mutual friend, Bleak House), anche se rimane il fastidio per alcuni tipi di personaggio (specie l’orfanello dickensiano) e per Dickens e la sua scrittura quando cerca a tutti i costi di essere patetico, o peggio ancora, divertente. :-S Ma divago.
L’inizio è stato piuttosto faticoso. Il fatto è che si cade ben presto nella fattispecie narrativa dell’orfanello dickensiano candido e patetico e maltrattato dagli adulti. Per un verso posso capire: Dickens racconta esperienze che fece lui stesso e che lo ferirono profondamente (era ancora molto piccolo quando fu mandato a lavorare in fabbrica per pagare i debiti del padre, totalmente irresponsabile in materia di soldi ed a lungo imprigionato per debiti; Dickens ne fa un ritratto allo stesso tempo spietato e bonario nel signor Micawber) ed infatti lasciarono traccia in gran parte della sua narrativa. E va bene. Allo stesso tempo però fa sì che il suo orfanello & narratore sia di un candore disarmante; in questo modo, spesso e volentieri il narratore non comprende le implicazioni degli eventi che racconta, immediate per il lettore, creando un contrasto umoristico. Umoristico nelle intenzioni: confesso di trovare questo stratagemma, il più delle volte, sommamente irritante.
Secondo me Dickens è veramente divertente altrove: quando tratteggia personaggi paradossali eppure allo stesso tempo così realistici da dare l’impressione di conoscerli di persona, qui e adesso. In questo romanzo sono impazzita per la suocera impicciona del Dottor Strong: una ficcanaso pazzesca che deve dire la sua su tutto: è stato come se qualche persona che conosco (che penso tutti conosciamo), in carne ed ossa, fosse entrata prepotentemente nella pagina.
Un’altra piacevole sorpresa sono stati gli scorci di vita quotidiana del tempo: magari David chiacchiera con un amico, senza capire granché della situazione come al solito, e l’occhio cade fuori dalla finestra, dove, sotto una selva di tetti e di fumo, le strade brulicano di attività, di merci, di sporcizia, di vita.
Volendo trarre un bilancio: la lettura è stata piacevole, mi ha offerto varii spunti, e leggerò sicuramente altro Dickens in futuro, ma c’è sempre qualcosa che non mi torna. Posso leggerlo per studiarlo, e la lettura non pesa, ma non è nemmeno realmente voluttuosa. Non è come leggere George Eliot o Tolstoj, per dire.

Curiosità: da piccolo David Copperfield legge Le mille e una notte ed il Genji monogatari :O

Titolo completo: The personal history and experience of David Copperfield the younger
Autore: Charles DICKENS
Editore: Oxford University Press Anno: 1999 (Edizione originale: a puntate dal maggio 1849 al novembre 1950) XXXII + 902 pagg.
ISBN: 978-0-19-283578-9

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