Gli spettri del Congo /1

Gli spettri del CongoFinalmente, dopo un periodo di lavoro intenso e di trasferte a spasso per l’Italia, riesco a tornare a scrivere di libri. Nel frattempo, nell’ultimo mese, è esploso l’interesse (nella mia testa, ma è lei – per fortuna o purtroppo – a dettare legge sulle mie letture) nei confronti degli studi coloniali, ed in particolare verso le complesse relazioni culturali che si instaurano fra colonizzatore e colonizzato. Gli spunti sono infiniti, ogni scoperta elettrizzante. Gli spettri del Congo è un gentile prestito giunto proprio a fagiolo: mi stavo dilungando con il proprietario sul perché ed il percome di questa cosa che mi ha stregata, quando (forse per zittirmi un po’ XD ) mi ha fatto: «Ho questo libro, perché non lo leggi?». Detto, fatto!

La struttura espositiva del libro è piuttosto semplice, ma a suo modo efficace; Hoschild la modella sul contrasto fra due figure alle quali riserva il centro della scena: Leopoldo II del Belgio ed Edmund Dave Morel, un giornalista che dedicò la vita alla denuncia del sistema leopoldino di sfruttamento del Congo. La prima parte del libro è dedicata principalmente alla penetrazione europea in Congo, la seconda alla campagna d’opinione guidata da Morel nei primi anni del Novecento; ho trovato la prima più interessante, la seconda un po’ troppo simile ad un film hollywoodiano (leggi: ingenuo), ma non priva di spunti.

La storia delle relazioni fra Europa e Congo inizia verso la fine del XVI secolo, nell’epoca delle grandi esplorazioni, con lo sbarco di alcuni mercanti e missionari portoghesi alla foce del fiume Congo. Nei decenni successivi furono piuttosto attivi sia sul versante del proselitismo cattolico sia su quello del commercio di schiavi per la tratta diretta alle piantagioni del Brasile; grazie alla collaborazione di alcuni commercianti e capi locali potevano contare su un discreto afflusso di merce umana direttamente sulla costa, quindi per circa tre secoli e mezzo nessun europeo si spinse nell’entroterra del bacino del Congo. Né alcuno si interrogò sugli effetti disgreganti della presenza europea sulla struttura sociale e politica della regione. Anzi, negli anni che seguirono gli europei del Congo si dimenticarono tranquillamente.
Il bacino del Congo era niente più che un’esotico spazio bianco sulle cartine europee quando entrò in scena un personaggio rappresentativo della sua epoca, il viaggiatore e giornalista di sensazione Henry Morton Stanley – quello di «Dr. Livingstone, I suppose», il colpaccio della sua carriera. Dopo aver raccontato la propria impresa in una serie di articoli ed in un libro di grande successo, organizzò altre esplorazioni nel Continente Nero, l’Africa Tenebrosa, ricavandone ogni volta reportage e best seller.
Per chi, come me, è cresciuto (complici le schede del Giornalino e gli atlanti storici che scorrevo con gli occhioni spalancati) nell’ingenua ammirazione dell’immagine dell’esploratore ottocentesco come di un personaggio saldo e coraggioso, che si faceva strada in ambienti selvaggi per puro amore della scoperta, della natura e della scienza, scoprire come funzionava una spedizione è stata una specie di doccia fredda. Stanley viaggiava con vasto un seguito composto da qualche ragazzotto bianco sprovveduto per attendente, guardie armate reclutate in loco, ed una moltitudine di portatori neri malpagati. La carovana poteva essere composta anche da un centinaio di persone, ed il suo passaggio era una specie di flagello per i villaggi: requisiva cibarie, molestava donne e bambini, e talvolta le guardie armate (come pure lo stesso Stanley) facevano fuoco sui locali, che avessero manifestato intenzioni ostili oppure no.facevano fuoco sui locali, che avessero manifestato intenzioni ostili oppure no. Come se tutto questo non fosse stato già abbastanza, le spedizioni trasportavano malattie e le diffondevano per centinaia di kilometri.

Vale la pena di aprire altre due parentesi riguardo alla natura delle esplorazioni esotiche ottocentesche. Con i propri reportage, Stanley contribuì a rinforzare alcuni stereotipi sull’Africa che plasmarono attivamente l’immagine che ne aveva l’opinione pubblica europea – anche quella colta. Gli africani erano pigri e selvatici, incapaci di liberarsi dal giogo della schiavitù imposta loro da perfidi mercanti arabi (i mercanti di schiavi erano «arabi» per definizione: mai una parola sugli agenti neri che lavoravano per conto delle compagnie europee impegnate nella tratta).
Oltre a raccontare le proprie gesta ed a tratteggiare quadretti pittoreschi sugli usi ed i costumi indigeni, gli esploratori erano impegnati in attività scientifiche. In particolare, erano dediti alla mappatura delle regioni allora sconosciute agli euroamericani (non a caso fra ia grandi finanziatori c’era la Royal Geographical Society), e battezzavano fiumi, montagne e laghi che incontravano sul proprio cammino. Se ci si ferma un attimo a riflettere cercando di cambiare angolatura, però, ci si rende conto che si trattava di gesti arbitrari, di atti di appropriazione simbolica che preludevano inevitabilmente all’appropriazione materiale di quei territori.

Ma torniamo al Congo. Leopoldo II, re costituzionale del Belgio, era smanioso di godere di tutti i vantaggi derivanti dal possesso di una colonia, ma governo e parlamento belgi erano di tutt’altro avviso, e frustrarono sistematicamente i suoi tentativi di acquisire una colonia per via politica. Deliberò quindi di servirsi di altre leve: quella economica e quella umanitaria (filantropica, si sarebbe detto al tempo). Un personaggio di chiara fama e con pochissime remore come Stanley era l’uomo che faceva al caso suo.

(Continua…)

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...