Comincia a far male

Comincia a far male - anobiiNon ricordo perché questo libro mi avesse incuriosita; non ricordo nemmeno dove l’abbia visto per la prima volta. Penso sia stato alla libreria della stazione di Lambrate, dove ogni tanto mi rifugio a sfogliare qualcosa oziosamente, in attesa del mio treno. Di certo qualcosa deve avermi colpita, se ho annotato il titolo due volte nel mio taccuino delle letture da fare.

Pare che i racconti vendano di meno dei romanzi. Azzardo una possibile (parziale) spiegazione: la brevità dei racconti non consente all’evasione indotta dalla lettura di dispiegarsi appieno, rendendoli per molti lettori troppo condensati, ed in definitiva lievemente frustranti. Comincia a far male però fa parte di una categoria a sé stante; i racconti, pur essendo molto diversi per personaggi, punto di vista ed ambientazione, fanno parte di un unico mondo, quasi un’unica pennellata di acquerello nel cui sfumare si possono riconoscere varie forme e varie storie.
Mi sono rimaste impresse in modo particolare le ultime due, Comincia a far male e Bruchi. Comincia a far male è, diversamente dagli altri della raccolta che oscillano intorno alla ventina di pagine, singolarmente breve, ma potrebbe essere condensato interamente nel passaggio riportato su una delle alette di copertina:

«Per tre anni si era sentito l’uomo più felice della terra, e il più fortunato: Marie non gli aveva mai chiesto di lasciare la famigia e anche questo lo considerava parte della sua fortuna. E poi, di punto in bianco, lei aveva troncato. “Sono innamorata di te”, gli aveva detto in tono pragmatico, “e comincia a far male”.» (pagg. 241-2)

Bruchi invece non si segnala per rapidità, ma leggendolo ho avvertito, sotto la superficie sottile ed apparentemente arida della storia, una intensità bruciante. L’ambientazione non ha niente di straordinario: una coppia di newyorkesi sono in vacanza sulle montagne francesi insieme al bambino di lui; o forse sarebbe più accurato dire che padre e figlio sono in vacanza sulle montagne francesi con al seguito la compagna e matrigna non troppo accettata.
Craig, l’uomo, è infastidito dalla vista dei nidi di processionarie che punteggiano le cime degli alberi di bozzoli bianchi e come sente da una guida del posto che la loro presenza in gran copia è dovuta al caldo eccezionale dell’ultimo inverno, trova conforto alla sua inclinazione all’integralismo per ergersi nel ruolo di salvatore dell’ecosistema, ed insieme al figlio si mette ad uccidere i bruchi che trovano per i sentieri. La compagna, Caitlin, li osserva senza fare commenti.
Molti dei particolari concernenti i personaggi (ad esempio: Luke vive con il padre, oppure è con lui solo per questa vacanza?) rimangono indeterminati in una sorta di sfumato, che spinge l’attenzione a concentrarsi su eventi e discorsi, specialmente quelli di Craig; le parole di Caitlin invece spesso si fermano sul nascere, intimidite dalla personalità forte del compagno. Fra sentieri, buchi, fuori strada e blocchi spostati ad arte, nella passività inerte di Caitlin sembra farsi strada una punta di insofferenza: forse il momento di origine della crisi con Craig? O si tratta di un fastidio passeggero che la donna nasconderà sotto il tappeto per amore del quieto vivere?

Una delle cose che mi ha colpita maggiormente dei racconti è la loro unità, come accennavo pocanzi. Al centro di ciascuno c’è l’io diviso di un personaggio, ed una parte della sua vita, normalmente in ombra, che inizia ad esercitare pressioni su quella alla luce del sole. La vita in ombra non è necessariamente scabrosa: si tratta di quella parte di vita interiore, di relazione con il mondo, che il personaggio si rifiuta di riconoscere.
Lasdun cerca di cogliere il momento in cui questa vita in ombra con le sue sollecitazioni oltrepassa la soglia di resistenza individuale e finisce per fare attrito contro la vita normale; è così che qualcosa, inevitabilmente, comincia a far male.
Non leggo spesso autori contemporanei, quindi i racconti di Lasdun sono stati doppiamente interessanti: per entrare in confidenza con la sua scrittura, ma soprattutto per cercare di cogliere l’oggetto della scrittura di racconti contemporanei.

Autore: James LASDUN
Editore: Fazi Anno: 2011 (Edizione originale: 2009) 262 pagg.
Titolo originale: It’s beginning to hurt
Traduttrice: Giuseppina Oneto
ISBN: 9788864111933

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