Die Katastrophe

Quando sono venuta via dall’Italia, per ovvie ragioni di agilità, sono passata dal cartaceo al digitale. Si è trattato di una scelta obbligata e mai del tutto digerita, ma cosa non si fa pur di leggere.

Orbene, stamattina quel piccolo, infido accrocchio ha preso l’iniziativa non richiesta di cancellare tutti i dati di lettura dell’ultimo anno: cartelle, segnalibri, appunti (talvolta pagine intere di appunti), nel caso di un testo in lingua originale anche le ricerche dei significati delle parole e le traduzioni di svariati brani.

idestroythecomputer

Per alcune letture si è trattato di un autentico disastro: come fare con le pagine di appunti allegate al testo di Foucault su Nietzsche? E tutto quello che avevo scritto sui Racconti della Kolima e su Kaputt, sperando di svilupparli in dei post?
Per un altro verso, siccome è inutile pinagere sul latte versato, ho deciso di approfittare di quanto è successo per troncare due letture non troppo interessanti:

  1. Sigmund FREUD, Casi clinici, Newton Compton (lette circa 200 pagine)
  2. Paolo RUMIZ, Come cavalli che dormono in piedi, Feltrinelli (lette circa 100 pagine)

Non ho voglia di rileggere tutto e di riprendere appunti; quindi ripartirò con qualcosa di nuovo, anche se questo vorrà dire rimandare ulteriormente nuovi post…calcifer_b

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