Cinquanta sfumature di grigio

Fifty Shades of Grey - anobii.comÈ parecchio tempo che non posto niente: questo perché è da parecchio tempo che non scrivo. Il trasferimento quaggiù mi ha scombinato molte abitudini, fra cui quelle di lettura e scrittura. Per dirne una, la sostituzione dei libri cartacei con l’e-reader è stata una scelta senza alternative, ma la perdita dei riferimenti visivi e materiali della pagina continua a disturbarmi.
Però il mio leggere, prendere appunti e, talvolta, scrivere mi manca, e così, cercherò di approfittare delle scintille di giocosa polemica scaturite durante alcune chiacchierate con delle amiche per sforzarmi di scrivere qualcosa su un libro che, già solo per le dimensioni della platea dei suoi lettori (e soprattutto lettrici) merita di essere guardato più da vicino.

Ma partiamo dall’inizio: di cosa parla il romanzo? Tutto comincia con l’incontro fortuito fra l’innocente Anastasia, universitaria alle prime armi nelle relazioni con l’altro sesso, ed il prestante ventisettenne megapresidente globale di un vasto impero imprenditorial-finanziario non meglio delineato, ovvero il Signor Grey del titolo. L’incontro è un colpo di fulmine per entrambi, e superate rapidamente le mezze resistenze di ciascuno (Anastasia, intimidita dalla posizione di lui, stenta a credere di poter essere interessante ai suoi occhi, mentre Christian, vedendola tanto inesperta, è riluttante a coinvolgerla in una relazione torbida con lui), i due prendono a rotolare fra le lenzuola ad ogni pié sospinto, sperando entrambi di trasformare quelle rotolate in una relazione stabile: nella classica cenerentolata lei, in un rapporto bdsm lui. Le rotolate continuano fino a che Anastasia non prende atto dell’incompatibilità delle reciproche aspettative e repentinamente si allontana da Christian.

La trama non dice granché, lo spessore letterario della prosa è inesistente, ed i personaggi riprendono i tratti stereotipici del genere rosa di consumo: ingenua e romantica lei, lui straricco e fin troppo esperto in materia di sesso, ma sotto la scorza di uomo di mondo emotivamente vulnerabile. Tutto già visto e sentito.
Questo non vuol dire che nel romanzo non ci sia niente di interessante: cose da osservare ce ne sono parecchie. Ho cercato di isolarne solo alcune, quelle che saltano maggiormente all’occhio.

Giochi di potere
Partiamo da quello che imho è senza dubbio IL tema centrale del romanzo. Non l’amore, non il sesso, non la trasgressione, ma il gioco di potere che si dispiega nella relazione fra i nostri, in tutta la sua ambivalenza.
Christian vuole instaurare con Anastasia un rapporto di dominazione bdsm; i rapporti bdsm si basano sulla cessione volontaria e consapevole da parte di un contraente della signoria sulla propria persona all’altra parte; questo dovrebbe gratificare il senso di controllo dell’uno e rilassare l’altro scaricandolo da ogni responsabilità tramite l’esperienza di una completa passività.
Tuttavia nel rapporto con Chirstian, che in realtà non giunge mai a questo punto, Anastasia prova una forma di empowerment inverso (non nuovo a tanta narrativa rosa/erotica femminile): Anastasia trova la propria affermazione nella coscienza di suscitare in Christian piacere e desiderio.

«…this is my power, this is what I do to him, and it’s a hedonistic, triumphant feeling.» (p. 349)

Parla addirittura di una «inner goddess», una specie di personificazione della sua libido, che risponde all’eccitazione dell’atto, ne anticipa il piacere, si abbandona ad esso incondizionatamente, e si compiace del potere di dispensarne a propria volta.
È invece al di fuori delle pratiche sessuali che Christian esercita maggiore controllo sulla vita di Anastasia: la fa tenere sotto controllo per timore che possa capitarle qualcosa, o che possa attirare le attenzioni di qualcun altro; inoltre provvede ai suoi pasti, alla sua salute, e la riempie di regali costosi (penso che tocchi l’apice quando le vende il maggiolino e le fa dono di un bolide sportivo, senza nemmeno lo scrupolo di interpellarla). A tutto questo Anastasia risponde con crescente inerzia: in un primo momento a parole fa fuoco e fiamme, ma un istante più tardi è pronta a godersi i vantaggi materiali del tenore di vita che lui, un multi-multi, può e desidera offrirle.
Quando le converte un biglietto aereo da economy a prima classe, la prima reazione di Anastasia è: «Damn Christian Grey, interfering control freak – he just can’t leave me well enough alone.» Ma poche righe più in basso si corregge: «With each sip of Moet, I feel slightly more inclined to forgive Christian and his intervention.» (p. 388)

Il sesso
Il sesso è una componente quantitativamente signficativa del romanzo: fra i due protagonisti c’è subito una forte attrazione fisica che, dopo qualche schermaglia, trova sfogo e sollievo nella consumazione di rapporti via via più esuberanti, in ogni luogo e in ogni lago. X,,D
La James si trova a questo punto ad affrontare il dilemma di tutti gli autori di erotica: titillare il lettore rendendo in certa misura straordinario l’ordinario, ma allo stesso tempo conservare un qualche senso di credibilità, per non rischiare di scadere nell’assurdo. Non si tratta di un’impresa banale, ma siccome la James non sa scrivere e non se ne rende conto, non si pone il problema e non fa che accumulare descrizioni meccaniche, talvolta risibilmente velate dai pudori della voce narrante di Anastasia (cose del tipo «mi tocco là»: attenta ragazza, potresti andare all’inferno per tanta trasgressione) alla quale però basta la minima iniziativa di lui per toccare i vertici dell’eccitazione. Continuamente.
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A proposito di Anastasia, incarna a tal punto il binomio stereotipico donna angelicata/prostituta da avere un rapporto quasi schizofrenico col sesso: adora il sesso spinto con Christian («This is not making love, this is fucking – and I love it.» p. 372), ma questo stesso desiderio in lui le sembra sbagliato, perverso e malato, e coltiva la speranza di riuscire a guarirlo, salvarlo; e quando questa missione le sembra infine al di sopra delle sue possibilità, lo pianta in asso dandogli del perverso, ma le esce di mente quanto le piacesse farsi frustare e scopare bendata.
(Ah, e ovviamente lui è superdotato. Una precisazione che la James avrebbe potuto risparmiarsi, perdipiù considerando che viene da una fanciulla alle prime armi e che quindi non dovrebbe avere in teoria molti termini di paragone. Ma che è sensata se non si pensa a Christian come ad un personaggio, bensì come ad una fantasia.)

Il principe azzurro
Cinquanta sfumature non ha un ette di credibilità, ma a ben vedere non è questo ciò a cui aspira: quello che cerca di fare è risponde ad una fantasia precisa. Non si tratta semplicemente dell’aspirazione a trovare l’anima gemella, bensì del desiderio di essere scelta e di compiere una scalata sociale: trovare il Principe Azzurro. Christian è un principe azzurro dei nostri tempi: giovane, bello, straricco, protettivo, è un virtuoso del sesso e si preoccupa della fame nel mondo; poteva mancare il Pisello d’Oro? No che non poteva, e la James puntualmente glielo fornisce.
Ora, se il pubblico femminile ha accolto le Cinquanta sfumature con tripudio, significa che la fantasia di una relazione fortemente impari in cui il maschietto possiede tutti gli atout riscuote ancora un certo successo; la James non ne ha colpa, non fa che sfruttare ciò che già c’è, ma è sconfortante.
Sconfortante a maggior ragione considerando che tanto Anastasia quanto i lettori di Christian in realtà sanno poco e nulla: non sappiamo che senso dell’umorismo abbia, se preferisca i cani o i gatti, cosa lo faccia ridere di cuore e che impressione dia in quel momento, cosa non manchi mai nel suo frigorifero, quali erano i gruppi musicali che amava di più da ragazzo, non sappiamo come sia diventato amico del suo migliore amico alle elementari, se i genitori lo portassero in chiesa da bambino e con che stato d’animo attendesse la marea del parentado alle feste comandate. Non sappiamo se i film dell’orrore gli facciano paura anche da adulto, o se ci sia una cravatta che gli piace ma non metterebbe mai in ufficio. Non lo sappiamo noi e non lo sa Anastasia. Il personaggio di Christian non è che un fantoccio di bell’aspetto, e né noi né Anastiasia possiamo provare per lui un’attrazione che non sia superficiale.

L’eros sta tutto nelle fantasie e nei desideri dei lettori, e o si entra in risonanza con quel tipo di immaginario lì, del fustacchione straricco, focoso e possessivo, o le Cinquanta sfumature non saranno altro che un romanzaccio scialbo concepito male e scritto peggio.
ConiglioPazzo040

Titolo: Fifty Shades of Grey
Autrice: Erika Leonard JAMES
Editore: Arrow Books Anno: 2011 514 pagg.
ISBN: 978-0-09-957993-9

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