Love in the Afternoon

Love in the afternoonA febbraio di quest’anno mi sono lanciata in un ardito esperimento di lettura: uno dopo l’altro, ho letto una valanga di romanzi rosa, in prevalenza americani con qualche titoli britannico. Avevo intenzione di condensare tutte queste letture in un paio di post dedicati al genere rosa, ma l’inizio repentino del semestre ha messo sottosopra le mie priorità. Riprendendo in mano appunti e romanzi però mi sono detta che archiviare tutto senza scrivere neanche un rigo sarebbe stato un vero peccato. Così ho scelto cinque romanzi di cui, per motivi diversi, secondo me vale la pena parlare. Ma mi conosco e non credo di avere tempo e costanza di scrivere di tutti e cinque. Inizio con uno; per gli altri si vedrà poi.

Il fortunato è un romanzo uscito in Italia nel 2013 con il titolo Pomeriggio d’amore. Ehm. rabbit-1-smiley-061 Si tratta del quinto e ultimo romanzo della serie degli Hathaway (alla buon’ora mi sono accorta che molti romanzi storici sono organizzati a grappoli con in comune personaggi, ambientazione, e talvolta alcuni problemi che creano la tensione drammatica nei romanzi; ad esempio, nella serie La leggenda dei quattro soldati di Elizabeth Hoyt, il problema centrale è un episodio della guerra fra inglesi e francesi & nativi nelle colonie del Nuovo Mondo, episodio misterioso in cui i quattro protagonisti maschili erano rimasti coinvolti).
La nostra protagonista è Beatrix, la più giovane delle quattro sorelle Hathaway. Tutti gli Hathaway prendono con distacco giocoso le convenzioni sociali del tempo (siamo nel 1856, in pieno periodo vittoriano), ma Beatrix è particolarmente insofferente all’affettazione delle signorine, alle loro chiacchiere di maniera ed al destino di donnina domestica. Alle occasioni mondane non fa mistero di preferire la compagnia degli animali, tanto da spingere qualche gentiluomo della zona a commentare sprezzantemente che sarebbe dovuta rimanere nelle stalle. Tutto il contrario della graziosa Prudence, anche fisicamente: tanto è alta e mora la prima, quando è minuta e bionda la seconda; tanto esuberante e diretta Bea, quanto a modo e scaltra Pru.
L’intreccio inizia ad imbrogliarsi quando uno dei giovanotti sprezzanti di cui sopra, il capitano Phelan, inizia una corrispondenza con Prudence dal fronte della guerra di Crimea, dove presta servizio come fuciliere. Prudence in realtà non ha troppa voglia di rispondere, ma l’intensità delle lettere di Phelan toccano una qualche corda del cuore di Beatrix, che gli risponde a nome di Pru. Inizia così una corrispondenza che si fa via via più intensa e personale per entrambi, motivo per cui Beatrix decide infine di troncarla. Phelan ha ormai deciso di chiedere la mano della sua adorabile corrispondente al rientro in Inghilterra; prima di convolare a giuste nozze, tuttavia, dovrà rendersi conto dell’inganno, perdonare Beatrix, e conciliarsi con la prospettiva di legarsi alla più matta di una famiglia di spostati.

La Guerra di Crimea
Della Guerra di Crimea (1853-1856) non sapevo granché, salvo il poco che avevo sentito a scuola, tutto dal nostro punto di vista italocentrico: la prima occasione in cui il Piemonte riuscì a giocare un ruolo internazionale, e anche una campagna grazie alla quale di determinò quella vicinanza militare con la Francia di Napoleone III che fu determinante per il buon fine della Seconda Guerra di Indipendenza.
Mentre leggevo il romanzo però questa cosa della Guerra di Crimea mi ha incuriosita non poco. Ho guardato qualche documentario, spulciato qualcosina, scoprendo che esiste una miriade di punti di osservazione. Si tratta del teatro in cui Tolstoj ha ambientato I racconti di Sebastopoli, scritti mentre prestava servizio come militare presso la città assediata; fu la prima guerra ad essere coperta da reportage di inviati speciali indipendenti sulla stampa britannica; questi reportage, che potevano essere molto critici dei vertici del governo e dell’esercito, e molto crudi nei loro resoconti delle atrocità della guerra di posizione, ebbero come effetto immediato quello di suscitare l’interesse di Florence Nightingale, e più a lungo periodo quello di portare l’opinione pubblica ed il governo britannici a  ripensare l’organizzazione dell’esercito, i cui ufficiali, fino a quel momento, erano reclutati esclusivamente presso i nobili, ed a prescindere dalla effettiva preparazione militare. Insomma, da approfondire ci sarebbe moltissimo.
Ci sono almeno due documentari inglesi che vale la pena di guardare: The Crimean War (UKTv History, 1997), in tre puntate, che ripercorre le fasi della guerra ed il suo impatto sulla società inglese, [qui]; e la seconda puntata della serie The Victorians (BBC, 2009), intitolata Having it all, nella quale ci si concentra invece sulla trasformazione del modo di raffigurare la guerra attraverso i dipinti del periodo immediatamente successivo: dai toni eroico-trionfali allo straniamento ammutolito dei dipinti di Elizabeth Thompson.

Elizabeth Thompson, Balaclava

Dietro ad ogni grande uomo…
Un altro aspetto interessante del romanzo è la costruzione del protagonista, e dimconseguenza, il suo rapporto di coppia con la protagonista. In linea con la poetica della Kleypas, la mascolinità si identifica con una intensa attività nel mondo. Dice la Kleypas:

He possesses innate strength of character and is self-made or has risen above difficult circumstances.

Siamo dunque lontani dal dandy che si bea della sua nullafacenza, tipico dei protagonisti dei romance storici della generazione precedente, à la Georgette Heyer, per intenderci. Ma non è finita: questa vita activa mondana, naturalmente preclusa alle donne in quel periodo storico, è controbilanciata da una forma di dipendenza dell’uomo nei confronti della compagna.

I loved the notion that a man who was very fierce and powerful could be tamed by the love of a woman.

Questa dipendenza affettiva si coniuga anche sotto forma di una ispirazione al perfezionamento di sé.

And this is the most important quality to me:  I have to feel that the heroine will be able to develop and improve as a person because of his presence in her life. In other words, he and she will encourage each other to achieve individual goals.

Nel caso di Love in the Afternoon, questo sostegno emotivo si traduce in un caso nel sostegno di Phelan all’attività di accudmento degli animali di Beatrix; e nell’altro, nel sostegno di Beatrix al riadattamento alla vita civile di Phelan, ed in particolare al superamento dello stress post traumatico manifestatosi al rientro in Inghilterra.
{Le dichiarazioni di Lisa Kleypas sono estratte da una intervista del dicembre 1998 [qui].}

Traumi del reduce
Tra l’altro, mi chiedevo se questo interesse per i postumi psichici dell’esperienza di uno scenario di guerra potesse essere ricondotto alla cultura popolare statunitense. Negli Stati Uniti, stagioni di intensa attività bellica hanno sempre coinciso con stagioni di riflessione sull’esperienza bellica nella narrativa popolare (romanzi, cinema, fumetto). Una di queste stagioni belliche è iniziata nel 2002, perciò mi chiedo se l’interesse per la guerra che traspare in questo romanzo (come pure nella già citata serie La leggenda dei quattro soldati della Hoyt) non possa rientrare nella conseguente stagione di fascinazione narrativa per la guerra.
Inoltre è interessante che la Kleypas si focalizzi sul privato: non sulle motivazioni che hanno condotto alla guerra, non sulla (disastrosa) gestione strategica, non sugli elementi di modernità introdotti dalla tecnologia bellica e delle comunicazioni; bensì sui traumi del reduce, sulle abitudini e sulle ferite riportate a causa dell’esposizione prolungata alla vita in un contesto di guerra. La Kleypas si concentra su un aspetto della guerra con il quale entrano in contatto anche le donne, ovvero la sofferenza del loro compagno. Beatrix legge della Guerra di Crimea sui gornali, ma entra realmente in contatto con il significato umano della guerra tramite le lettere e poi la convivenza con il capitano Phelan.
Con la sintesi pragmatica, talvolta tacciata di faciloneria, degli anglosassoni, la Kleypas offre anche una formula di auto-aiuto per superare il trauma:
«The trick was forgetting about what she had lost… and learning to go on with what she had left.»(p. 197)
Ovvero: quel che è fatto è fatto, occorre accetare le perdite ed imparare a vivere serenamente lo stesso.

Nel complesso, Love in the Afternoon è stato una lettura gradevole e interessante. Non colpisce per la bellezza, certo, ma l’autrice ha mestiere, scrive in una prosa scorrevole, ed è consapevole dell’importanza del ritmo.
L’impressione che mi ha dato è di rispetto nei confronti del lettore. La Kleypas sa che chi compra un suo libro vuole trascorrere un paio d’ore di evasione in un mondo di fantasia fatto di bei vestiti, buone maniere e struggimento romantico, il tutto insaporito da una spolverata di sesso, senza però scadere nel cattivo gusto (su cosa costituisca il buono e il cattivo gusto nel sesso del romanzo rosa si potrebbe discutere a lunghissimo); dopotutto, è il tipo di storia che lei stessa legge ed apprezza. Non guarda dall’alto in basso i lettori con queste aspettative. Sa di non essere né Proust né Joyce, ma non se ne cruccia e confeziona per i suoi lettori storie nel complesso ben strutturate e ben raccontate. Si tratta anche questa di una forma di integrità, penso.

Titolo: Love in the Afternoon. The Hathaways 5
Autrice: Lisa KLEYPAS
Editore: St. Martin’s   Anno: 2010   342 pagg.
ISBN: 9780312605391

Edizione italiana
Titolo: Pomeriggio d’amore
ISBN: 9788852038938

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