Mujŏng /2

La missione civilizzatrice
Uno dei tratti più caratteristici di Hyŏng-sik è la convinzione granitica di avere diritto al ruolo di leader dei suoi concittadini, in virtù della sua maggiore conoscenza della cultura moderna.

«Hyŏng-sik credeva di essere un pioniere, un portatore del pensiero più progredito che si trovasse in Corea. Nella sua modestia erano insiti un certo orgoglio ed arroganza nei confronti della società coreana. (…) // Hyŏng-sik rifletteva sull’universo e sulla vita. Avere delle opinioni sulla vita, sull’universo, sulla religione, sull’arte, e le sue personali idee sull’educazione, gli dava un senso di fiducia in se stesso. Quando viaggiava su un treno pieno di gente, si crogiolava nel compiacimento di conoscere molte più parole e molti più pensieri di tutti loro. Allo stesso tempo, avvertiva su di sé il senso di responsabilità di chi è in anticipo sui tempi, dubitando fra sé e sé che a tutti loro sarebbe stata impartita un’educazione vasta quanto la sua. Provava la solitudine del pioniere, convinto che fra venti milioni di coreani appena una manciata erano in grado di capire le sue parole e le sue idee.» (pp. 229-230)

In realtà YKS puntualmente lo smonta, mostrando come lo stesso Hyŏng-sik parli a vanvera e si dia inutilmente delle arie. (Personalmente ho amato un momento in cui i personaggi principali si confidano i rispettivi progetti ed aspirazioni per il futuro e Hyŏng-sik dice di voler studiare biologia, perché nessuna nazione moderna ha raggiunto un buon livello di sviluppo senza conoscenze diffuse in ambito biologico; gli astanti sono confusi ed ammirati, ma YKS sottolinea che in realtà lo stesso Hyŏng-sik non aveva idea di cosa fosse la biologia.)

Allo stesso tempo però c’è un rispecchiamento fra l’atteggiamento di Hyŏng-sik e quello dello stesso YKS: entrambi infatti si sentono investiti del diritto e della sacra missione di educare i propri concitttadini guidandoli verso il progresso e la modernità. E nel porsi in questo modo nei confronti del loro pubblico ideale, YKS e Hyŏng-sik salgono su un piedistallo che si sono costruiti da sé.
Yi Kwang-su voleva rivendicare il diritto di dare voce ai coreani (Mujŏng fu pubblicato a puntate dal 1917 al 1918, in periodo ancora di forte censura della stampa e repressione ideologica); ma col medesimo gesto con cui rivendicava il diritto di essere il portavoce del suo popolo, YKS lo riservava per sé. Si tratta di un problema tipico dell’etnografia in contesto coloniale (l’etnografo crea uno spazio nel quale gli indigeni possono esprimersi, ma ne rimane proprietario ed arbitro). Ho apprezzato gli accenni di Lee alla questione.

Primo capitolo pubblicato sul Maeil sinbo, 1 gennaio 1917

Matrimonio
Visto l’intento didattico neanche troppo latente del romanzo, non stupisce che Yi Kwang-su lo usi per portare avanti delle battaglie sociali per il progresso civile della Corea del tempo. In prima linea si trovava la battaglia contro i matrimoni combinati e/o precoci.
Al tempo era ancora diffua la pratica tradizionale di far sposare i bambini in età pre-puberale a delle ragazze di sei, sette ani più grandi, che di fatto svolgevano il ruolo di madri surrogate fino alla maturità sessuale del ragazzo. Ben due personaggi del romanzo, Pyŏng-guk ed U-sŏn, sono intrappolati in matrimoni di questo genere con donne scelte dai genitori perché dotate delle doti desiderabili in una nuora, ma col tempo rivelatesi prive delle qualità che essi stessi avrebbero desiderato nelle loro compagne.
Lo stesso YKS era rimasto scottato suo malgrado dal matrimonio combinato, che considerava un uso inutile e crudele.

Omoaffettività, omosessualità
Più sorprendenti invece sono i riferimenti a rapporti omoaffettivi, se non più o meno velatamente omosessuali, fra i personaggi.
1. Sŏn-hyŏng ha un’amica del cuore di nome Sun-ae, di estrazione meno agiata, da cui è inseparabile. Le due abitano insieme, studiano insieme, e sono unite da un’amicizia esclusiva. L’una è per l’altra l’unica persona con la quale parlare con franchezza.
2. Un legame simile di affinità elettiva è quello che lega la kisaeng Wŏr-hwa alla “sorella minore” Yŏng-ch’ae. Il rapporto fra le due è però intorbidito, rispetto a quello fra due amiche, da una sottile venatura di tensione sessuale. La sessualità infatti, bandita dal mondo virginale delle due studentesse, è una presenza costante nel mondo delle kisaeng. Il desiderio, non potendo rivolgersi ai clienti – uomini che le due disprezzano – trova sollievo in qualche effusione fra le due kisaeng (p. 148).
3. Hyŏng-sik si rapporta ai suoi studenti con sentimenti molto complessi: è coscenzioso, interessato alla loro crescita ed al loro futuro, ma dipende emotivamente da loro perché, nella sua solitudine, desidera il loro rispetto ed il loro affetto. Nei confronti degli allievi più diligenti e rispettosi, Hyŏng-sik ha dei gesti di tenerezza che gli valgono commenti malevoli dei suoi colleghi. YSK scrive che «Hyŏng-sik amava molto i suoi alunni. … Ma per studenti come Hŭi-gyŏng, provava il gernere di amore appassionato che un uomo prova per una donna.» (p. 225) YKS sottolinea che i commenti maligni degli altri docenti sono infondati, ma è perlomeno curiosa la scelta delle parole. Trovo curioso che YKS usi la parola “amore” per descrivere i sentimenti di un personaggio che altrove è caratterizzato come “senza cuore” (mujŏng: 無 senza + 情 sentimenti).
4. Del tutto diverso è invece il carattere di un episodio inserito nel romanzo sotto forma di flashback; YKS fa riferimento a degli approcci insistenti subiti da Hyŏng-sik da bambino mentre era di passaggio, non accompagnato, presso una locanda (p. 201). L’episodio serve a Hyŏng-sik per empatizzare con Yŏng-ch’ae e le altre kisaeng, il cui lavoro le espone quotidianamente a quel genere di avance.

Persona e morale
Proprio la capacità di empatizzare con la situazione delle kisaeng consente a Hyŏng-sik di pensare alla loro condizione ed alla dignità di Yŏng-ch’ae al di là dei dettami della morale corrente. Morale corrente ben incarnata dai due uomini che la violentano:

«Pensavano di avere tutto il diritto di usare violenza su una kisaeng se non era pronta ad ubbidire. Pensavano che fosse peccato che avere una relazione illecita con un uomo fosse peccato per una donna di buona famiglia; ma una kisaeng era una donna a disposizione di qualsiasi uomo. Pensavano che la castità fosse una virtù propria delle donne di buona famiglia, ma non delle kisaeng.» (p. 165)

Quei due uomini considerano quello di kisaeng uno status diverso e separato da quello di persona; non riconoscono quindi alle kisaeng il rispetto della dignità o dell’integrità personale. Hyŏng-sik invece relativizza quello di kisaeng ad un mestiere, e pur non essendo a suo agio in loro presenza, e pur lasciando che, in loro compagnia, i pensieri svolazzino sulle ali dell’immaginazione, non si permette comportamenti irrispettosi nei loro confronti.

Yi Kwang-su critica aspramente la morale confuciano-coreana perché inscatola gli individui in categorie rigide, ignorando le loro persone. Paradossalmente, la stessa Yŏng-ch’ae condivide quella morale, e con la perdita della verginità pensa di avere perso ogni diritto ad aspirare ad una vita diversa a quella della prostituta. Le prescrizioni assolute per le donne oneste della morale alla quale è stata educata sono la preservazione della castità e la dedizione incondizionata al marito; una volta persa l’occasione di aderire a queste prescrizioni, Yŏng-ch’ae non vede per sé alcun modo o motivo per vivere. Parte del romanzo è costituito dal viaggio di scoperta dell’etica “moderna” da parte di Yŏng-ch’ae, del suo sforzo di abbracciare una nuova mentalità e di inventarsi una nuova vita.
Si tratta della parte del romanzo che ho preferito, anche se lascia in vista i limiti di scrittura di YKS. Si trattava d’altro canto di un giovane autore al suo primo romanzo.

Autori: YI Kwang-Su (hangeul: 이광수 hanja: 李光洙) & Ann Sung-Hi LEE
Editore: Cornell University East Asia Program   Anno: 2005   375 pagg. (pagg. 1-74 Introduzione di Ann Sung-Hi Lee; pagg. 75-348 Mujŏng di Yi Kwang-Su; 349-375 Bibliografia e note)
Titolo completo: Yi Kwang-su and Modern Korean Literature: Mujŏng
Traduzione del titolo: Yi Kwang-su e la letteratura coreana moderna: Mujŏng
ISBN: 978-1-885445-27-8

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...