Duemilaesedici

Finalmente, finalmente questo anno tremendo è finito. Non c’è alcun motivo per credere che l’anno che viene sarà molto migliore, visto che alcuni problemi di fondo ci sono tutti, ma mi piace approfittare della discontinuità, anche solo simbolica, fra anno vecchio e anno nuovo, per sperare.
Venendo alle letture, stando alla contabilità di anobii nel duemilaesedici avrei letto 64 libri (19’104 pagine), la prima reale ripresa dopo la flessione iniziata nel 2012. Il merito è dovuto solo in parte alla nutrita infornata di romanzi rosa che lessi nel paio di settimane di febbraio per svernare sotto il piumone mentre il termometro, a Seoul, stazionava ben al di sotto dei dieci gradi sottozero. Quest’anno non potrò permettermi il medesimo lusso: dieci o venti gradi sottozero che saranno, dovrò infagottarmi per bene ed andare in biblioteca a lavorare alla tesi.

Narrativa
Quest’anno la narrativa non ha pesato molto, né qualitativamente né quantitativamente. Ciò è dovuto in parte ai tempi, siccome lo studio mi ha fatto sacrificare la letteratura sin troppo spesso, e in parte al mezzo, perché non c’è niente da fare, non avere in mano un libro cartaceo mi priva di una discreta porzione del piacere della lettura. Ciononostante, non sono mancate delle eccezioni.

stonerJohn WILLIAMS, Stoner (Fazi)
Sul romanzo “perfetto” di John Williams che racconta la storia banale di un uomo banale (davvero così banale? Non ne sarei troppo sicura. Senz’altro era banale agli occhi di tutti gli altri personaggi che popolano il romanzo) sono già stati spesi fiumi di inchiostro. Non ho letto quasi nulla della critica letteraria prodotta in proposito, e mi sono ripromessa di rimediare, prima o poi. E anche di rileggere il romanzo. Perché è bellissimo, punto e chiuso.

Georgette HEYER, Frederica (Arrow)frederica
Georgette Heyer è stata un’autrice prolifica di romanzi gialli (brevemente) e rosa (molto a lungo) ed è stata fra le creatrici del Romanzo Rosa Regency. Se è vero che la Heyer ha fissato una serie di canoni e stereotipi del RRR alla lunga francamente stucchevoli, le va riconosciuto di aver avuto il dono del senso dell’umorismo. Non tutti i suoi romanzi sono memorabili, ma These Old Shades (La pedina scambiata), e ancor di più Frederica (Frederica), sono strepitosi.
L’eroina eponima, Frederica, cerca l’aiuto di un lontano cugino, Lord Alverstoke, per il debutto in società della sorella minore e per la cura dei due fratellini. Qualcosa nella cugina e nella sua turbolenta tribù incapriccia Lord Alverstoke, dandy londinese cinico, sarcastico e accidioso, che acconsente ad aiutarli. Alverstroke non lo immagina (o forse sotto sotto lo desidera), ma Frederica e fratelli lo cacceranno in un mare di guai. Ho riso fino alle lacrime.

arcobalenoYOSHIMOTO Banana, Arcobaleno (Feltrinelli)
Strano caso di rilettura. Non ho alcuna annotazione sulla prima lettura (date, impressioni: niente), ma sono certa che abbia avuto luogo. Solo che non mi ricordavo nulla del libro. Zero. E rimanevo curiosa. Così mi sono procurata l’epub e ne ho fatto la rilettura di quest’anno. Man mano che la lettura procedeva, ricordi vaghi riaffioravano a sprazzi, confermandomi nella convinzione di averlo già letto, ed insinuandomi il dubbio di aver capito poco del romanzo nel corso della prima lettura.
Eiko, la ragazza fra i venti ed i trenta tipica protagonista dei romanzi della Banana, finisce a fare le pulizie di casa per il proprietario del ristorante di cucina indonesiana per il quale aveva lavorato come cameriera. Eiko si è trasferita a Tōkyō in cerca di indipendenza, ma (da brava protagonista bananiana) si è portata appresso dalla sua cittadina di provincia un atteggiamento di amore rispettoso per la natura e per il suo lavoro. E così, occupandosi delle piante e degli animali di casa, avvia una comunicazione senza parole con il signor Takada, che diventa il punto di inizio di una incerta storia d’amore.
Non si tratta di un romanzo travolgente, ma forse proprio in virtù della sua medietà mostra meglio di altri la propria struttura, ed aiuta a capire la poetica e la scrittura della Banana. Avevo iniziato a prendere appunti per un post, ma il lavoro è rmasto a mezzo e così, per completarlo, dovrei leggerlo una terza volta. Magari. Un altro anno.

Saggistica
Mark E. CAPRIO, Japan’s Assimilation Policies in Colonial Korea, 1910-1945japans-assimilation-policies (University of Washington Press)
Parla delle politiche di integrazione, assimilazione e discriminazione all’interno di entità politiche multietniche/multinazionali, della loro efficiacia, e dell’impatto della costruzione dell’idea di nazione sulla tenuta di tali unità. Il caso studiato in maggior dettaglio nel libro, come suggerito dal titolo, è quello della Corea coloniale inglobata nell’Impero giapponese; tuttavia la questione si è proposta in ogni continente, in diverse fase storiche, ed è attuale tutt’oggi.

brokers-of-empireJun UCHIDA, Brokers of Empire. Japanese Settler Colonialism in Korea, 1876-1945 (Harvard University Asia Center)
Quello che succede in una colonia, quando le autorità, la minoranza di coloni e la maggioranza di nativi hanno priorità e prospettive (economiche, politiche, sociali) alquanto diverse. Chi e quando può formare alleanze, quali forze possono premere per l’integrazione o per la discriminazione, quali sono le condizioni per formare sinergie e promuovere politiche comuni.

Carter J. ECKERT, Park Chung Hee and Modern Korea. The Roots of Militarism pch-and-modern-korea1866-1945 (The Belknap Press of Harvard University Press)
Un altro libro di storia che tratta di un argomento allo stesso tempo molto specifico (la formazione di Park Chung Hee, destinato a diventare l’uomo forte della Corea del Sud dal 1961 al 1979, presso la scuola ufficiali dell’esercito imperiale giapponese in Manciuria) e molto ampio (Cosa succede quando una classe dirigente è formata in un ambiente chiuso? Quando i valori promossi sono un certo sprezzo per il materialismo, per chi fa politica, e la convinzione di poter raggiungere qualsiasi risultato, a dispetto delle circostanze oggettive, se si è abbatanza determinati?)

Buoni propositi per il 2017
Ho una tesi da scrivere, quindi avrò pretese modeste… rabbit-1-smiley-024
⇝ Almeno due libri di letteratura in lingua inglese
⇝ Un libro di narrativa giapponese in lingua
⇝ Un libro di narrativa coreana in lingua
⇝ Un romanzo africano
⇝ Un romanzo nordeuropeo
⇝ Una raccolta di fiabe
⇝ Una rilettura
Inoltre, se finisco la tesi entro giugno:rabbit-1-smiley-005
⇢ Un classico filosofico (possibilmente il primo volume dei Saggi di Montaigne)
⇢ Un classico antropologico (ho in mente How “Natives” Think. About Captain Cook, for Example di Marshall Sahlins)
⇢ Tre libri di storia giapponese/coreana moderna non legati alla tesi

onion_te

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